GP TURCHIA F.1

Bottas timbra il cartellino vincente, Vettel da incubo, finale amaro per Hamilton e Leclerc 

Le condizioni meteo complicano le cose (turche) ad Istanbul ma non rimescolano più di tanto le carte.

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VALTTERI BOTTAS: VOTO 10 D'altissimo profilo ma pur sempre di compitino si trattava: vincere dalla pole, sotto la pioggia, con il proprio capitano a metà schieramento, inseguito (si fa per dire) da un Verstappen poco disposto a prendersi rischi esagerati con "quello là" appunto fuori dai giochi e Toto Wolff che per un volta ti chiede di vincere invece che di farti da parte. Prima vittoria dell'anno. Meglio approfittarne, l'anno prossimo con l'Alfa sarà "mission: impossible". 

CARLOS SAINZ: VOTO 9

La missione rimonta può dirsi compiuta. Lo spagnolo porta il modesto (in tutti i sensi) contributo allo score ferrarista che vale passo avanti nella caccia alla McLaren. Il ritmo di risalita dal fondo perde i colpi quando le condizioni del fondo stradale non permettono più di osare e non si può più prescindere dal mettere le ruote sull'unica racing line asciutta.

MAX VERSTAPPEN: VOTO 9 

Come due settimane fa a Sochi (ma con premesse ben diverse) tira fuori il massimo da un fine settimana non proprio memorabile, con una Red Bull che è speciale solo nella livrea. Segue disciplinatamente Bottas, magari aspettando l'arrivo di Hamiton negli specchi. Non succede e può tirare i remi in barca, con rispetto parlando. Torna in testa alla classifica generale ed il margine sul rivale non è poi così limitato. 

SEBASTIAN VETTEL: VOTO 4

In una domenica nella quale l'esperienza può fare a differenza, Sebastian combina un disastro e si regala un giro da "holyday on ice" con le slick nell'umidume turco. Punti iridati gettati al vento ma - se è vero che l'ultima parola spetta a chi si gioca la reputazione (appunto...) al volante, le reponsabilità vanno almeno in parte ascritte al team.

SERGIO PEREZ: VOTO 7,5

Il voto è alto perché la qualifica è buona ed il podio è sempre un gran bel risultato. Rende pure la vita difficile ad Hamilton. Solo che a noi Checo sembra sempre di più un Bottas meno biondo e diversamente loquace, ma ugualmente invisibile in pista.

CHARLES LECLERC : VOTO 8,5

Un anno dopo il miglior risultato stagionale di una stagione mediocre, la Ferrari rischia di mettere a segno il colpaccio ma - come nel 2020 - il finale di gara è amaro per Leclerc che continua a raccogliere meno di quanto semina. Se non altro si porta a mezzo punto dal compagno di squadra nella classifica generale. La strada è palesemente quella giusta, la distanza ancora da colmare però non è proprio breve. 

LEWIS HAMILTON: VOTO 7

Raccoglie meno di quanto seminato, d'accordo, ma la domenica turca è l'ennesimo episodio di una sintonia tra prima linea e ponte di comando che mostra qualche crepa di troppo in un stagione che concede scarsi o nulli margini d'errori. In un mondo perfetto (ed in un GP altrettanto) l'obiettivo era il podio: il terzo gradino avrebbe limitato ad una sola lunghezza il deficit nel Mondiale.

YUKI TSUNODA: VOTO 6

Un'altra domenica sulle montagne russe (ah no, quelle erano due settimane fa) per il rookie giapponese che si qualifica nella top ten e nella prima parte del GP non commette errori, complicando pure la rimonta di Hamilton. Dà tutto in quell'occasione, poi fa perdere le sue tracce e chiude in un'anonima quattordicesima posizione.  

FERNANDO ALONSO: VOTO 5

Il trend recente era tutto in crescita, la voglia di pareggiare i conti con il compagno "alpino" Ocon (vincitore in Ungheria) cresce gara dopo gara ma - anche se in modo eclatante - vale la ramanzina fatta a Vettel: un pilota così non può permettersi un errore... così in una domenica... così. Con buona pace di Gasly!

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