MARADONA

Una lunga agonia e nessuna traccia di alcol e droga: i dettagli dell'autopsia

Sono emersi particolari importantissimi per comprendere le cause della morte dell'ex campione argentino

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A un mese dalla scomparsa di Diego Armando Maradona sono stati resi noti dei dettagli della sua autopsia. Secondo quanto riporta il giornale spagnolo AS, sarebbe emerso come nell’organismo non fossero presenti tracce di alcol o droga, mentre è stata riscontrata la presenza di psicofarmaci: si tratterebbe di antidepressivi, antiepilettici e di un farmaco contro l’astinenza da alcol. Nessuna presenza di tracce delle medicine per la sua cardiopatia.

Secondo le analisi Maradona non sarebbe morto immediatamente ma avrebbe sofferto per ore nella sua stanza, addirittura 6 o 8, prima dell'edema polmonare dovuto a un’insufficienza cardiaca riacutizzata, con annessa scoperta di una miocardiopatia dilatata. Tutti particolari utili per le indagini sui presunti colpevoli del decesso. I risultati dell’autopsia, insomma, rafforzerebbero l’ipotesi di reato per coloro che monitoravano le condizioni di salute dell’ex fuoriclasse.

Dopo aver appreso questi dettagli, la figlia Gianinna ha pubblicato un messaggio polemico su Twitter: "A tutti i figli di p... che aspettavano l'autopsia di mio padre per avere droghe, marijuana e alcol. Non sono un dottore, ma sembrava molto gonfio. La voce era robotica. Non era la sua voce. Stava succedendo ed io ero la pazza fuori di testa".

"Le autorità devono identificare le persone che erano in sua compagnia e indagare". A chiederlo, agli organismi inquirenti sia dell'Argentina e anche di altri paesi in cui campione argentino ha vissuto, sono gli avvocati napoletani Angelo e Sergio Pisani che ritengono fondamentale "identificare chi non ha evitato tale morte e chi girava quei video autolesionisti, in cui, addirittura, si scaglia anche contro le figlie". Per i due avvocati solo le stesse persone che "organizzavano e gestivano il suo patrimonio". "Per quale scopo, economico o comunicativo, - si domandano gli avvocati - quelle persone facevano diventare virali i videomessaggi sui social. Erano in possesso delle necessarie autorizzazioni, del consenso del Pibe de oro - continuano - previsti tassativamente dalla legge soprattutto alla luce delle palesi ed evidenti gravi condizioni di salute psicofisica in cui si trovava Maradona?" In sostanza, continuano gli avvocati, "è possibile la circonvenzione di incapace. Maradona - secondo i due legali - non era in grado di comprendere il ritorno negativo e i danni della pubblicazione dei video". Angelo e Sergio Pisani chiedono che vengano "accertati e valutati eventuali interessi e guadagni sul numero di visualizzazioni dei video virali e/o gli scopi e gli obiettivi di coloro che hanno diffuso quelle immagini in violazione alla privacy, diffuse in danno di Maradona".

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