Il caso del mancato tesseramento di Giovanni Malagò resta al centro dell'attenzione del Coni, che è pronto ad avviare le prime contromisure formali. Il presidente Luciano Buonfiglio ha annunciato al termine della Giunta l'inizio di una serie di accertamenti giuridici per verificare il rispetto delle regole da parte della Federcalcio. Al centro del contendere c'è il requisito dell'effettivo tesseramento per garantire la candidabilità e l'eleggibilità alle cariche federali. La Figc non avrebbe applicato concretamente i principi fondamentali della normativa sportiva, rendendo necessario l'intervento del Comitato Olimpico.
Quali saranno i prossimi passi del Coni e i tempi delle verifiche?
Le valutazioni legali saranno affidate a un pool di esperti del settore. L'obiettivo istituzionale resta quello di fare chiarezza nel più breve tempo possibile senza penalizzare l'attività della Federazione. Buonfiglio ha sottolineato l'esigenza di agire con equilibrio per non destabilizzare ulteriormente l'ambiente sportivo: "La Federcalcio merita rispetto come tutte le altre, non è la fretta che vogliamo, ma la certezza del diritto che perseguiamo e che mi spingerà in questi giorni che mi auguro non siano tanti".
Come ha reagito Giovanni Malagò?
La reazione del diretto interessato è orientata alla distensione e al dialogo istituzionale. Il presidente della Figc ha accolto favorevolmente il resoconto letto durante la riunione, limitandosi a integrare il documento con alcuni elementi di contesto. Uscendo dalla Giunta, Malagò ha confermato la solidità del rapporto personale con i vertici del Coni: "Buonfiglio ha letto due pagine oggettive in Giunta e che ho molto apprezzato, io ho solo integrato con delle mie considerazioni, non perché ci fossero cose non vere, ma ho aggiunto delle cose che magari mancavano".