Rivoluzione o restaurazione? Orsato sta cambiando la Serie A, sperando che non ricomincino i "rigorini"
Tra le nuove norme Fifa e le indicazioni del designatore sembra di vedere un calcio totalmente diverso in soli pochi mesi
Come spesso capita è difficile vedere le vie di mezzo. Succede in ambiti più importanti del calcio, figuriamoci se non può accadere nel magico mondo del pallone. E' inziato il campionato e improvvisamente abbiamo visto contatti in ogni zona del campo non fischiati, tocchi di mano in area senza nessun intervento arbitrale e, soprattutto, un Var silente con l'arbitro tornato al centro delle decisioni e padrone assoluto di ogni situazione di campo. Come Lo Bello, Agnolin e Casarin.
Molto ha inciso la svolta Fifa su certe situazioni, oggettivamente intollerabili, legate alle perdite di tempo sulle riprese del gioco e su chi si butta a terra senza un valido motivo. In Serie A c'è stata la svolta Orsato, il nuovo designatore, che ha deciso di limitare il più possibile l'intervento tecnologico da Lissone. I risultati, sul piano del gioco sono più che soddisfacenti. La media del tempo effettivo delle prime tre giornate è passata a 58 minuti (4 in più della scorsa stagione). C'è stata solo un'espulsione, a partita finita e per proteste. Nessun calcio di rigore e nessuno 0-0. L'arbitro è tornato al centro di tutto e deve esserci davvero qualcosa di clamoroso per fa intervenire il Var.
Di certo c'è da essere soddisfatti anche se, conoscendo il nostro calcio, nel momento in cui dovesse esserci qualche episodio molto dubbio, senza intervento della tecnologia con qualche big coinvolta, c'è il rischio di una pericolosa marcia indietro con un ritorno ai rigorini e al gioco spezzettato. Speriamo che la linea Orsato sia più forte delle pressioni che da sempre arrivano dall'esterno. Questa sì che sarebbe una rivoluzione.