Milan, Gattuso: "Mese disastroso, ma sento fiducia. Higuain? Non voglio sentir parlare di cessione"

Il tecnico rossonero alla vigilia della Spal: "Ritirare la squadra? Se l'allenatore ha il coraggio di farlo, dopo diventa facile per tutti"

28 Dic 2018 - 19:47

Il Milan non vince da sei partite, nelle ultime quattro non ha fatto gol, ha perso il quarto posto ed è stato eliminato dall'Europa League, davvero un momento nero per la squadra di Gennaro Gattuso, che nella gara di domani contro la Spal si gioca la sua permanenza in panchina, ma le prime parole della consueta conferenza stampa sono dedicate ai fatti di San Siro.Che idea si è fatto su quanto accaduto in Inter-Napoli? "È giusto fermarsi, ma bisogna anche capire che si tratta di quattro stupidi. Poi non bisogna dimenticarsi anche degli altri cori contro le tragedie del calcio, oltre che quelli sul razzismo".

Cosa pensa del momento del Milan? 
"Siamo delusi di questo mese di dicembre. Abbiamo sistemato la difesa, ma dobbiamo ritornare a fare gol. A Frosinone potevamo vincerla, ma abbiamo rischiato anche di perderla. Negli ultimi 7 o 8 anni, soltanto una volta il Milan ha girato a questa media punti. Dal primo luglio però sento dire che Gattuso deve andar via, ma in questo momento sento fiducia da parte dei dirigenti. Chiaramente devono arrivare dei risultati, perché altrimenti il primo che paga è l'allenatore quindi devo tirare fuori il massimo dai miei calciatori".

Donnarumma sta vivendo un ottimo momento
"Sta facendo una grande stagione, per l'età che ha è un fenomeno. Sta dimostrando il suo valore e se non abbiamo perso a Frosinone è merito suo. Ce lo teniamo stretto perché è un grandissimo portiere".

Spal decisiva per il futuro?
"Voglio continuare a lavorare, con il mio staff lo sto facendo da tempo mattina e sera. Voglio proseguire il percorso con questi ragazzi, stiamo attraversando un momento negativo ma c'è voglia di rialzarsi. Sono un allenatore giovane, devo ringraziare chi mi ha dato questa possibilità e mi trovo a mio agio. Ma anche quando le cose andavano bene mi sono sempre sentito in discussione, mi sono abituato ormai. L'importante è avere la squadra in mano e continuare a lavorare. Il mio futuro è oggi, preparare la partita con la Spal. Sento troppo pessimismo intorno alla squadra, bisogna essere lucidi, lavorare con grande professionalità. Non c'è differenza tra la partita di Frosinone e Udine, lì abbiamo vinto al 90', così come col Genoa. I 4+2 stanno facendo un gran lavoro, ci manca qualità, ci perdiamo con i 4 giocatori davanti. Castillejo saltava sempre l'uomo, ha perso due palle ed è uscito dal campo, ci vuole più serenità".

Serenità che sembra mancare a Gonzalo Higuain, che gli succede?
"Voglio vedere l'Higuain del secondo tempo di Frosinone. Non voglio sentir parlare di cessione, sono questioni che riguardano lui e la società. Ma finché è qui deve dare il massimo, perché per noi è un calciatore importante. In questo momento non riesce a buttarla dentro, ma voglio vedere il calciatore del secondo tempo di Frosinone".

Il problema del Milan ultimamente è stato il gol, come sta Suso?
"Suso oggi proverà, Valuteremo nell'ultimo allenamento. Non m'interessa come, ma bisogna vincere questa partita. Voglio vedere in campo 23 calciatori con il solo obiettivo di vincere la gara".

Senza gli infortuni, il Milan avrebbe fatto qualcosa in più?
"Sì, ma abbiamo avuto la possibilità di farlo. La partita con il Bologna poteva farci fare un salto di qualità, idem quella col Torino. Il rammarico più grande è quello. Inutile stare qui a rimarcare gli infortuni, l'involuzione è stata anche tecnica e tattica. Nelle prime gare giocavamo a memoria con Biglia e Bonaventura, ora gli interpreti sono diversi. Questi continui cambiamenti creano confusione nei calciatori, non abbiamo più un'identità. Questo è un problema da non sottovalutare".

Non credi di essere troppo un parafulmine in questo momento?
"So da dove vengo e da dove sono partito, so che educazione ho avuto e che nella mia vita nessuno mi ha regalato niente. Anche mio padre mi dice che a volte mi assumo troppe responsabilità, ma fa parte del mio carattere. Sono disposto ad andare nel fuoco per le persone che mi stanno vicino, in questo momento credo sia giusto così. Questa squadra ha dimostrato che a livello caratteriale deve fare un passo in avanti ed è giusto che in questo momento le situazioni difficili le gestisca io. A me nessuno mai ha detto che sono a rischio, non ho avuto alcun ultimatum. Quando si parlava due o tre mesi fa di un possibile esonero, la società mi ha confermato di continuare a lavorare senza dar credito ad alcuna voce. Se la politica della società è questa non ci posso far nulla, io sono tranquillo e non ho alcuna preoccupazione. L'unica mia preoccupazione è che la squadra non esprime quello che voglio e che non arrivano i risultati.

La squadra ha la giusta mentalità?
"Abbiamo sbagliato due partite quest'anno, però in tutte le altre la squadra ha fatto quello che doveva fare. Con Bologna e Frosinone è stato sbagliato l'approccio. Ma il momento peggiore non è questo, ma le partite imbarazzanti fatte a Verona e a Benevento l'anno scorso. Oggi c'è un reparto che non funziona, come in passato accadeva per la difesa. Se arriverà un gol, cambierà anche quest'aspetto qua"

Ancelotti ha detto che sarebbe pronto a ritirare la squadra dal campo, Rino Gattuso lo farebbe?
"Sì, bisogna avere il coraggio. Se l'allenatore ha il coraggio di farlo, dopo diventa facile per tutti. Ma non diamo martellate al nostro paese, perché in altri ho visto tirare le banane. Non diamo la colpa a tutti i 60mila di San Siro, perché si tratta di una minoranza. I 'buu' a Koulibaly non credo dipendano solo dal colore della pelle, ma lui è un armadio e un animale e quindi erano anche gridi di paura. Chiaramente sono degli imbecilli a fare questi versi, non bisogna farlo".

Quanto è importante il progetto tecnico?
"Lo è tantissimo, non solo per l'allenatore. Con Leonardo e Maldini ci confrontiamo quotidianamente, c'è un rapporto serio e sento la loro vicinanza. Ma se una squadra sente sempre voci di mercato o che l'allenatore è sempre in discussione, chiaramente non è facile lavorare. Ma la società ci sta dando forza, come dico sempre stiamo dentro casa e mettiamo da parte questi spifferi".
Classifica corta, uno stimolo ulteriore?
"Ne abbiamo tanti. In questo momento dobbiamo pensare che a inizio stagione il nostro scudetto era arrivare nei primi quattro, siamo ora a -3. Abbiamo lasciato tanto per strada ma siamo lì".
Quando si vedrà il vero Calhanoglu?
"A Frosinone l'ho fatto giocare da quinto. Con la Fiorentina ha giocato da mezzala, ma è stato imbarazzante. Però in quel momento ha fatto vedere che giocatore è, ha sbagliato tutto ma non si è nascosto dietro la panchina. Fino a quando sarò qui, lui resterà con me perché è fondamentale nel mio gioco".
E Caldara e gli altri infortunati?
"A febbraio. Borini sarà a disposizione, così come Bertolacci. Biglia dopo gennaio".
Con la Spal gioca Conti?
"Non ha i 90 minuti. Ora bisognerà dargli minutaggio e metterlo in condizione di giocare dall'inizio, ad oggi non è pronto".