LE SDOTTORATE

I finali horror dell’Inter, l’attacco spuntato del Milan. E alla Juventus serve, dal dischetto, un Ravanelli…

La consueta rubrica sul campionato del nostro Matteo Dotto

di Matteo Dotto
23 Mar 2026 - 07:59
videovideo

L’Inter chiude il mese di marzo senza vittorie (3 pareggi e 1 sconfitta tra campionato e coppa Italia) e con soli 2 punti raccolti sugli ultimi 9 a disposizione. L’1-1 del Franchi porta a 12 i punti persi da situazione di vantaggio. E ora sono 6 le lunghezze di vantaggio sul Milan e 7 sul Napoli. Campionato riaperto anche se nelle ultime 8 giornate i nerazzurri non avranno più scontri diretti con rossoneri e azzurri.

FINALI - Quello di Ndour al 77’ diventa il nono gol (su un totale di 24) incassato dall’Inter nell’ultimo quarto d’ora. Di questi soltanto quattro (di Cheddira, Bonazzoli, Castro e Locatelli) non sono stati decisivi. Quelli di Khephren Thuram e Adzic decisero il 4-3 Juventus dello Stadium, McTominay firmò il 2-2 Napoli a San Siro, Krstovic per l’Atalanta e Ndour per la Fiorentina hanno firmato le reti dei due 1-1 negli ultimi due turni.

DISTACCHI - Solo una volta nelle ultime cinque stagioni chi era in testa alla 30esima giornata non ha poi vinto il campionato. Successe proprio all’Inter lo scorso anno: prima con 67 punti, 3 di vantaggio sul Napoli, ha poi dovuto subire il sorpasso azzurro. I 69 punti raccolti fin qui dalla squadra di Chivu sono bottino nettamente inferiore a quelli raccolti negli ultimi due tornei scudettati dei nerazzurri a guida Simone Inzaghi: nel 2023-24 l’Inter aveva 79 punti con ben 14 di margine sul Milan, nel 2020-21 i punti erano 74 e il vantaggio (sempre sul Milan) era di 11 lunghezze.

DISCHETTO - “Nino non aver paura di tirare un calcio di rigore, non è da questi particolari che si giudica un giocatore”, cantava quaranta e passa anni fa Francesco De Gregori. La paura, anzi, il terrore dal dischetto ha già mietuto tre vittime nella Juventus di questa stagione facendole perdere 4 punti preziosi in chiave qualificazione Champions League. Sabato sera il tiro debole e centrale di capitan Locatelli facile preda di Muric; a inizio gennaio l’inguardabile scavetto di David tra le braccia di Falcone contro il Lecce. Per due partite allo Stadium finite curiosamente con lo stesso risultato, 1-1. Quello di Locatelli peraltro è il terzo rigore fallito dalla Juve in questo campionato: ininfluente l’errore di Yildiz nel 5-0 contro la Cremonese. Volete sapere chi negli ultimi 50 anni è stato il miglior rigorista bianconero tra chi ne ha calciato almeno 10 in Serie A? Un nome abbastanza insospettabile: Ravanelli, con il 90% di efficacia, con 9 centri su 10. Questi di seguito gli altri sei cecchini juventini per i Magnifici Sette dal dischetto: dopo Ravanelli ecco Roby Baggio (25 su 28, media 89,3%), quindi Cristiano Ronaldo (23 su 27 con l’85,2%), De Agostini (11 su 13, 84,6%), a pari merito Dybala e Platini con l’83,3% (15 gol su 18 tentativi per l’argentino e 10 su 12 per il francese), settimo Del Piero che è quello che ha tirato dí più dagli undici metri (61 volte) con 50 reti. Meno brillante il suo score in B con un errore su tre rigori tirati.

PUNTE SPUNTATE - Gli acciacchi e le oggettive difficoltà tecnico-tattiche di Leao e Pulisic hanno cambiato il volto del Milan targato Allegri. Contro il Toro sono arrivati 3 punti fondamentali per puntellare il secondo posto ma ancora una volta senza il contributo degli attaccanti viste le firme di Pavlovic, Rabiot e Fofana. Nelle 18 partite del 2025 il Milan aveva segnato 29 gol di cui ben 17 con gli attaccanti (8 Pulisic, 7 Leao e 2 Nkunku), pari a una percentuale realizzativa di reparto del 58,6 per cento. Dato che crolla nelle 12 gare dell’anno nuovo (le 11 del girone di ritorno più il recupero Milan-Como) con 18 reti realizzate, di cui solo 6, ovvero il 33 per cento, messe a segno da punte di ruolo: 3 Nkunku, 2 Leao, 1 Fullkrug con Pulisic ancora al palo. Fondamentale in questa seconda parte di stagione il contributo di Rabiot, con 4 gol.
ITALIA - Clamoroso… al Sinigaglia. Al 77’ e sul risultato di 4-0 per il Como sul Lecce Goldaniga entra in campo al posto di Diego Carlos. E così i minuti “italiani” del Como rivelazione e meritatamente quarto in classifica diventano 14, sommandosi al minuto di presenza dello stesso “capitano non giocatore” dei lariani in Fiorentina-Como 1-2 dello scorso 21 settembre.

MAESTRO - Salvare la Cremonese è la mission di Marco Giampaolo che si è riseduto su una panchina di A dopo la miracolosa salvezza dello scorso anno con il Lecce. Primi segnali incoraggianti con immediato cambio modulo: dal guardingo 3-5-2 di Nicola a un 4-4-2 spregiudicato in fase offensiva tanto da trasformarsi in 4-2-4. La vittoria per 2-0 a Parma nel debutto del tecnico abruzzese richiama alla mente il successo per 1-0 ottenuto nel torneo scorso dall’allora suo Lecce a Venezia. E proprio sul Lecce, ma anche su Fiorentina e Cagliari (con Genoa, Torino e Parma non del tutto tranquille) dovrà fare la corsa Giampaolo per provare a compiere l’ennesimo miracolo della sua carriera.

I giornali sportivi: lunedì 23 marzo 2026

1 di 19
© Rassegna stampa
© Rassegna stampa
© Rassegna stampa

© Rassegna stampa

© Rassegna stampa