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Da Turone a CR7: quando Juventus-Roma vale l'alta classifica

Sono state le regine degli anni '80, ma anche nei decenni successivi la sfida tra bianconeri e giallorossi è stata decisiva in chiave scudetto

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E' diventata una classica dal 10 maggio del 1981, quarant'anni fa. La famosa partita del gol annullato a Turone, che ha permesso alla Juventus di tenere lontani i giallorossi e conquistare lo scudetto. Da allora è nata una rivalità storica, impreziosita dalle punzecchiature tra Viola e Boniperti e dalle giocate di Platini, Falcao, Pruzzo, Laudrup, Totti, Del Piero, fino ad arrivare a Dzeko e Cristiano Ronaldo. Anche solo limitandosi alle partite giocate a Torino, come quella della seconda giornata di ritorno, sono tanti gli episodi che sono entrati nella leggenda del calcio italiano. 

Come sfida per l'alta classifica Juve-Roma nasce quel pomeriggio di pioggia di quarant'anni fa. Da allora, per cinque anni di fila, vale tanto. Due stagioni dopo lo 0-0 del maggio '81, i bianconeri dei 6 campioni del mondo di Spagna '82 più Bettega, Boniek e Platini, rimontano il vantaggio giallorosso di Chierico con i gol del fuoriclasse francese e di Scirea, ma lo scudetto andrà alla squadra di Liedholm. L'anno dopo, uno spettacolare 2-2, con pareggio in extremis di Pruzzo in rovesciata in un Comunale riempito fino quasi a esplodere, sarà solo una tappa della rivincita tricolore della squadra di Trapattoni. Nella stagione '85-'86, quella del suicidio contro il Lecce della Roma di Eriksson, la partita di andata a Torino è un trionfo bianconero con un 3-1 firmato Mauro, Pruzzo, Laudrup e Serena.

Dopo un periodo di pausa dalle velleità di alta classifica, Juve-Roma torna a far parlare di sé nell'epoca d'oro dei bianconeri guidati da Lippi. Nell'anno del primo scudetto del tecnico viareggino, '94-'95, va in scena la partita dei veleni in un 3-0 in cui spicca una rete segnata da Ravanelli che approfitta di una rimessa laterale sbagliata da Aldair, che viene ostacolato da un guardalinee. La Roma finirà la partita in 9. Tre anni dopo i giallorossi, guidati da Zeman (che qualche mese dopo diventerà il nemico numero uno della Juventus per le sue dichiarazioni sull'uso disinvolto dei farmaci nel calcio), perdono 3-1 e si lamentano per un intervento in area su Gautieri

A inizio millennio la Roma torna protagonista con Capello in panchina e pareggia in rimonta una partita incredibile con un 2-2, firmato Nakata e Montella dopo il doppio vantaggio di Del Piero e Zidane e, in pratica, vince così il suo terzo scudetto spegnendo le speranze bianconere. La stagione dopo i giallorossi fanno il bis, con Batistuta e Assunçao, ma il tricolore andrà a Torino il famoso 5 maggio 2002. Poi ci sono le stagioni post calciopoli, con una Juve fatalmente ridimensionata, e quelle della rinascita con Conte ma con una Roma non all'altezza. Fino all'ottobre 2014 quando i giallorossi, guidati da Garcia, arrivano a Torino in un'ottima situazione di classifica, vanno due volte in vantaggio (con Totti e Iturbe), vengono ripresi dalla doppietta di Tevez e subiscono nel finale la rete decisiva di Bonucci, contestata dalla Roma. L'ultima sfida di alta classifica a Torino si gioca l'antivigilia di Natale del 2017 quando il gol dell'ex Benatia spezza i sogni dei giallorossi di Di Francesco. 

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