BUONI E CATTIVI - Il tango triste dell'Inter e lo champagne azzurro indigesto per il gambero Spalletti

Una domenica che rimanda tutto (Champions e salvezza) agli ultimi drammatici 90 minuti di campionato

di MATTEO DOTTO
BUONI E CATTIVI - Il tango triste dell'Inter e lo champagne azzurro indigesto per il gambero Spalletti

Champions e retrocessione, tutto in 90 minuti. Un'ultima giornata, la prossima, a tutta emozione con San Siro campo principale. Mors tua, Champions mea: potrebbe riassumersi così il testacoda di domenica prossima Inter-Empoli, con i nerazzurri obbligati a vincere per centrare il quarto posto e l'Empoli obbligato a non perdere per evitare la retrocessione.

PREMIO CALCIO CHAMPAGNE - L'Ancelotti così insolitamente "zeru tituli" si è preso le sue belle critiche. Per le eliminazioni in Champions, Europa League e Coppa Italia ma anche per non aver conteso a lungo lo scudetto alla Juventus e per non aver espresso il gioco spumeggiante offerto dalla squadra di Sarri negli anni scorsi. Contro l'Inter però il Napoli ha giocato una meraviglia. E il confronto con il Sarri-1 (quello della sua prima stagione alla guida degli azzurri, campionato 2015-16) presenta numeri curiosamente simili. A una giornata dalla fine il Napoli oggi ha 79 punti, gli stessi del primo Napoli di Sarri; ha segnato 72 reti (appena 4 in meno di quel Napoli) e subito 33 gol (contro i 32 del Napoli del Sarri-1).

PREMIO TANGO TRISTE - Lautaro Martinez e Mauro Icardi in coppia nel secondo tempo: praticamente dialogo inesistente. Tanta sfiga per il numero 10 nerazzurro: al 66esimo, sul 2-0 per il Napoli, quel pazzesco salvataggio sulla linea di Koulibaly e al 73esimo, già sul 3-0, quella traversa sul destro a botta sicura e a porta semivuota. Una piccola soddisfazione per il numero 9 degradato: il rigore della bandiera, gol numero 11 (e quinto dal dischetto) in questo tormentatissimo campionato. In ogni caso un altro tango triste a tinte nerazzurre.

PREMIO IL GAMBERO - Luciano Spalletti sarà impegnato a preparare al meglio lo spareggio di domenica prossima a San Siro. Un altro spareggio nel suo destino sulla panchina interista che ricorda molto da vicino Lazio-Inter 2-3 della scorsa stagione. In ogni caso il confronto tra la sua Inter di quest'anno e la sua Inter della scorsa stagione è perdente su tutti i fronti: dopo 37 giornate oggi l'Inter ha 66 punti (ieri erano 69), ha segnato 55 gol (8 in meno dell'anno scorso) e ne ha incassati 32 (4 in più) per una differenza reti totale che dal +35 del torneo 2017-18 è scesa al +23 di oggi. E sono stati probabilmente anche questi numeri (leggasi una mancata crescita, in termini di gioco e di classifica) a decidere la sua non-riconferma all'Inter. Per far spazio ad Antonio Conte.

PREMIO GIGANTE D'EBANO - Non ci sono più aggettivi per descrivere la grandezza tecnico-atletica di Kalidou Koulibaly, anni 28 giusto il prossimo 20 giugno, arrivato a Napoli nell'estate 2014 su felice intuizione dell'allora direttore sportivo Riccardo Bigon. Allora Koulibaly giocava da due anni in una squadra di provincia del modesto campionato belga, il Genk (solo 4 scudetti, il primo nel 1999 e l'ultimo fresco di pochi giorni). E in precedenza aveva disputato due tornei nella B francese, con il Metz. Insomma, facile andare a prendere i top players. Più difficile portarsi a casa un Fenomeno del genere che dopo 5 annate con la maglia del Napoli ha raggiunto quotazioni in tripla cifra.

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