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Sdottorate: Napoli da urlo, il Sarrismo perduto e l'impresa di Conte

Fatti, numeri, curiosità del fine settimana di Serie A e non solo

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Il Napoli diverte e vince di goleada, il Milan illude e perde di brutto. La 14esima giornata – con i successi del sabato di Inter e Atalanta – sgrana la classifica. Lo scudetto si conferma cosa a tre: Napoli 35, Milan 32 e Inter 31. Con un trend che assegna all’Inter 7 punti nelle ultime tre partite nelle quali il Napoli ne ha conquistati 4 e il Milan uno soltanto. Al di là dei numeri, da sottolineare la qualità della prova del Napoli contro la Lazio e il fatto che Spalletti non abbia praticamente risentito delle assenze pesanti di Anguissa e Osimhen.

CIRO AL QUADRATO – Nella sfida dei due Ciro il più Grande si è confermato Mertens. Da applausi la sua doppietta, nella serata omaggio a Diego Maradona. Due gol strepitosi che portano a 139 il suo totale con l’azzurro Napoli e a 105 il conto delle sue reti in Serie A. Immobile? Non pervenuto. Come la Lazio.

VEDI NAPOLI E POI… - Pioggia di fischi per Maurizio Sarri nel suo secondo ritorno da ex a Napoli. Anche il primo (26 gennaio 2020) era finito con una sconfitta, con la “sua” Juventus battuta 2-1 (e ad aprire le marcature anche quella sera era stato Zielinski). Ieri se possibile è finita peggio: con quel 4-0 senza storia che inchioda la Lazio a -14 dalla vetta. Insomma, per Sarri il detto diventa… Vedi Napoli e poi perdi. In netto passivo anche il confronto tra la “sua” Lazio e quella a guida Simone Inzaghi. A parte la parità rispetto alla scorsa stagione (21 punti), tutto il resto è a svantaggio del tecnico toscano (anche se napoletano di nascita). Addirittura la Lazio oggi – dopo 14 turni - ha 11 punti in meno rispetto a quella della stagione 2017-18. E anche la prima Lazio di Inzaghi (2016-17) a questo punto del campionato aveva raccolto molti più punti (28 contro i 21 odierni). Sempre con il segno meno il paragone rispetto al torneo 2019-20 (-9) e 2017-18 (-3). Insomma, il Sarrismo nella Roma laziale sembra un’utopia perduta.

DIFESA – Seconda sconfitta consecutiva in campionato per il Milan: non succedeva da 17 mesi e c’era di mezzo – ieri come oggi – il Sassuolo. Serie A 2020-21, 32esima giornata Milan-Sassuolo 1-2 e 33esima giornata Lazio-Milan 3-0. Erano più di 9 mesi poi che i rossoneri non incassavano tre reti in casa in partite di campionato, dalla sconfitta 0-3 nel derby del 21 febbraio. Il tris del Sassuolo dopo il poker della Fiorentina apre il dibattito (meglio, il processo) sulla tenuta difensiva della squadra di Pioli. Il Milan è secondo in classifica ma ha soltanto la settima difesa del torneo. Con 18 gol subiti in 14 partite ha fatto peggio di Napoli (la miglior difesa con sole 7 reti al passivo), Torino (14), Inter (15), Roma (15), Juventus (16) e Atalanta (17). Un po’ poco soprattutto nel calcio italiano dove di solito lo Scudetto lo vince la squadra che prende meno gol.

DIECI E LODE – Davvero incomprensibili i cori “Berardi uomo di m….” rivolti dalla Curva rossonera. Quale la colpa dell’attaccante calabrese del Sassuolo? Forse quella di aver segnato 10 gol (e servito 4 assist) al Milan, senza peraltro mai mancare di rispetto a club e tifosi. Una vera e proprio bestia nera il 25 neroverde fin da quel 12 gennaio del 2014 quando, con un suo poker, decretò l’esonero di Allegri dopo tre anni e mezzo alla guida del Milan. Sono passati quasi otto anni da quella partita (finita 4-3 dopo che il Milan era avanti 0-2 con gol nei primi minuti di Robinho e Balotelli): in quel tabellino l’unico superstite è proprio lui che da allora ha sempre mantenuto il suo numero di maglia e che nel frattempo si sta avvicinando a grandi passi a quota 100 gol in Serie A (è a 93). A San Siro, peraltro, Domenico Berardi (che risulta nato a Cariati ma che in realtà è orgogliosamente di Bocchigliero, un paese di 3mila anime) ha festeggiato il suo 250esimo gettone nella massima divisione.

ALTI E BASSI – Aveva cominciato alla grande la sua avventura all’Inter: gol e assist nella prima di campionato contro il Genoa. Poi un lungo blackout fino al derby, la partita della svolta: sotto la sua ex Curva, rigore procurato e trasformato. Dopo l’ultima sosta Nazionali, il turco va a segno anche contro il Napoli (ancora dal dischetto) e a Venezia (su azione): terzo gol consecutivo e quarto in totale. Quattro, quanti ne aveva realizzati in tutto lo scorso campionato con la maglia del Milan.

EUROCONTE – La neve ha fermato il Tottenham di Conte in casa del Burnley, match di Premier in programma domenica rinviato a data da destinarsi. La mission dell’ex tecnico di Juventus e Inter è quella di riportare gli Spurs in Champions League dopo le ultime deludenti stagioni che hanno visto i bianchi londinesi terminare la Premier al settimo posto (nel campionato scorso) e al sesto (nel 2019-20). Molto probabile che Conte, un “mago” nelle competizioni nazionali, riesca nell’impresa. L’importante è che i fans del Tottenham non si aspettino grandi cose in campo europeo. La sindrome Champions che perseguita Conte (guidando squadre di grandi tradizioni come Juventus, Chelsea e Inter ha vinto soltanto 12 partite su un totale di 36: ergo, solo una su tre…) ha colpito anche… in Conference League, la Cenerentola delle coppe continentali. A molti forse sarà sfuggita la clamorosa sconfitta di giovedì scorso rimediata a Murska Sobota, in Slovenia, contro il Mura, squadretta semiprofessionistica che all’andata aveva perso 5-1 al New White Hart Lane e che nel ritorno ha battuto 2-1 Kane e compagni. Per avere un’idea della sfida Davide contro Golia: lo stadio del Mura tiene 3.872 spettatori (quello del Tottenham, un vero gioiello, più di 62mila), i followers su Twitter del club sloveno sono 1.505 (gli Spurs ne contano 6 milioni 598mila e 130) mentre su Instagram siamo a 11,5 milioni contro 10mila. Così, tanto per avere un’idea dell’impresa… all’incontrario – ma piuttosto in linea con la sua storia internazionale – dell’allenatore 5 volte scudettato (3 con la Juve, 1 con Chelsea e Inter)…  

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