Lo sappiamo, Massimiliano Allegri è un grande appassionato di equitazione. Per utilizzare una metafora ippica, ora al suo Napoli servirà una galoppata alla Varenne per prendere il gruppo di testa. Il deficit accumulato sia in campionato che in Champions League impone un'ardua rincorsa. Cinque cadute nelle due competizioni sono un bottino che comincia a generare qualche crepa alla panchina partenopea. E domani il treno per l'Europa che conta può staccarsi di sei lunghezze, mentre gli zero punti nella maxi-classifica continentale mettono spalle al muro Di Lorenzo e compagni.
Ma dall'asse Filmauro-Castel Volturno diktat è, parafrasando Max, "halma". De Laurentiis, per il momento, blinda l'allenatore livornese. Dai canali di Venezia, arrivano le rassicurazioni: "Se si guardano solo i risultati è normale che ci sia un po' di preoccupazione, ma se si guardano le prestazioni non è così." Allegri invita a non scomporsi, anche perché: "Di periodi così ne ho già passati un paio, conosco solo la via del lavoro per uscirne."
A cosa si riferisce? Il tecnico non è avvezzo a spingere sull'acceleratore a inizio stagione. A Cagliari ricorderanno il biglietto da visita timbrato con un en plein di sconfitte nelle prime cinque di Serie A. Il campionato si concluse con una salvezza tranquilla: 53 punti, nono posto. Anche nel quadriennio al Milan, le partenze non furono mai a razzo. Prima dell'esonero a gennaio 2014, Allegri riuscì comunque ad alzare uno scudetto e a raggiungere sempre l'obiettivo Champions. Ultimo pass ottenuto nel 2012/2013, non senza patemi. Una qualificazione messa in cascina all'ultima giornata che pone le sue radici su un avvio condito da cinque ko nei primi otto turni di A.
Ricordi non indimenticabili anche ai nastri di partenza della stagione 2015/2016, al secondo anno sulla panchina della Juventus. L'annata della rimonta per antonomasia, in un campionato concluso con un altro scudetto, cominciò male per una Signora abituata a dominare in Italia. Il bilancio parlava di tre pareggi contro Chievo, Frosinone e Inter e altrettanti scivoloni, ultimo dei quali a Reggio Emilia nella giornata della scossa data da capitan Buffon. Dal Mapei Stadium partì la rincorsa tricolore dei bianconeri.
Specialmente negli ultimi due casi, Max era al timone di corazzate, già reduci da anni di gestione "allegriana". Improbabile vedere un Napoli alla riscossa, specialmente con questa attitudine da parte dell'intero gruppo squadra. Ma Allegri ci riproverà, tentando inoltre di ricompattare uno spogliatoio traballante.