Milan, Europa a rischio... e manca un centravanti
Con Gonçalo Ramos infortunato, in attacco manca una valida alternativa. Cisse non può fare la punta centrale. E se Amorim non crede in Camarda, doveva farsi prendere un altro centravanti sul mercato. In Inghilterra il Milan è riuscito a non sporcare (letteralmente) i guanti a Di Gregorio
di Matteo Dotto© Getty Images
Il 15 settembre scorso, alla vigilia di Milan-Benfica, Amorim era stato chiaro in conferenza stampa. "In Europa League l'obiettivo è arrivare in fondo e vincerla". Tre punti in tre partite mettono a rischio - oggi come oggi - la qualificazione. Il 3-0 rimediato a Bournemouth è un pesante campanello d'allarme. Per le dimensioni della sconfitta, per gli episodi che l'hanno provocata e per la totale mancanza di reazione dopo il pesante uno-due pur con la squadra in inferiorità numerica. Tutti e due da corner i rigori che hanno spaccato la partita. Nel primo (che arriva da una leggerezza di De Winter) è proprio l'olandese a mettere sullo slancio la mano sul colpo di testa di Evanilson destinato sul fondo (con il brasiliano che neanche si accorge del tocco). A parziale discolpa del numero 5 di bianco vestito, la poca collaborazione dei compagni di reparto in mezzo all'area. Il secondo rigore arriva poi dall'incredibile ingenuità di Maignan: mani in faccia su Adams, rosso e dischetto.
Difficile, certo, rimettere in piedi una partita che alla mezz'ora ti vede sotto di due reti e con un uomo in meno. Ma che la squadra di Amorim non sia riuscita neppure a sporcare (letteralmente) i guanti a Di Gregorio ha davvero dell'incredibile. Nessuna parata, neppure la più semplice, per l'ex portiere della Juventus rimasto con il classico SV (senza voto) in pagella. Prima e unica occasione - se vogliamo chiamarla così - al minuto 74': punizione di Moreira, testa di De Winter che rimpalla su un difensore inglese e muore in calcio d'angolo.
Anche Amorim, però, a nostro avviso ha qualche colpa. A parte il pessimo approccio alla partita (un po' come a San Siro contro il Benfica), l'esperimento di Cisse centravanti è stato un fallimento totale. Il numero 70 ha buona tecnica e una certa personalità ma non può giocare spalle alla porta. Manca Gonçalo Ramos, in rosa c'è un altro centravanti, il giovane Camarda, che evidentemente all'allenatore portoghese non piace. E' suo diritto e probabilmente ha pure le sue ragioni (poco convincente nell'unica partita titolare, quella di Salisburgo). Ma una volta sotto di due gol e in un campo pesante per la pioggia il fisico del classe 2008 poteva essere utile. Alla fine, la domanda è: se Camarda non va a genio ad Amorim, perchè il tecnico non ha insistito con la società per prendere un altro centravanti come vice-Ramos? Un interrogativo che potrebbe magari avere la sua risposta nel mercato invernale...
Per proseguire l'eurocammino, il Milan ha davanti cinque partite tutte sulla carta abbordabili: tre a San Siro (Ferencvaros la prossima, giovedì 5 novembre), Sunderland e Ararat Erevan) e due fuori casa (in Grecia contro l'Olympiakos e a Sofia contro il Levski). Qualificazione dunque ancora aperta. A patto che scenda in campo... un altro Milan.