Milan-Uefa, si apre un nuovo fronte: si va verso il ricorso al Tas

Il club rossonero valuta con sempre maggior convinzione la possibilità di impugnare le sanzioni arrivate da Nyon

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I fronti aperti sono tanti, lato sportivo e lato societario. C'è il quarto posto da difendere riprendendo a correre contro la Fiorentina dopo la frenata arrivata con Torino e Bologna, c'è la panchina di Gattuso che torna ad essere se non traballante per lo meno poco solida e c'è pure il rebus Higuain, nervoso e senza gol da fine ottobre. E poi, se proprio vogliamo, c'è anche la querelle legale con il vecchio ad Marco Fassone. A questo, in casa Milan, si aggiunge ora anche un altro interrogativo: cosa fare di fronte alle sanzioni della Uefa?

Il silenzio calato dopo la comunicazione arrivata da Nyon settimana scorsa lasciava intendere che, sotto traccia, le parti fossero al lavoro per trovare una nuova mediazione anche in vista di quello che potrebbe essere il prossimo pronunciamento primaverile, quando nel mirino del Fair Play Finanziario finirà la gestione più recente del club, quella relativa alla stagione 2017/18. Ora, però, proprio il prolungarsi di questo silenzio, lascia intendere - sostiene oggi in particolare il Corriere della Sera - come Elliott stia valutando con sempre maggior convinzione la possibilità di ricorrere nuovamente al Tas, impugnando per una seconda volta le decisioni della Uefa.

In particolare alla dirigenza rossonera non piace (diciamo così) la già decisa esclusione dalle coppe nel 2021 in caso di mancato pareggio di bilancio così come la multa di 12 milioni da pagare tutta e subito. Insomma, all'orizzonte, si profila un nuovo braccio di ferro. Questa volta, forse, con maggiori incognite rispetto al precedente estivo.

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