POSIZIONI CONTRASTANTI

La Serie A discute sui tempi di ripresa ma Cellino tuona: "Io non schiero il mio Brescia"

Oggi riunione informale dei 20 club, domani nuova assemblea di Lega

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La discussione su come e quando ripartire è sul tavolo, la Uefa ha messo in campo una serie di ipotesi, mentre il governo italiano ha prorogato lo stop fino al 13 aprile, vietando la possibilità ventilata da alcuni club di riprendere anzitempo gli allenamenti. Domani la Lega di Serie A ha in programma una nuova assemblea, già oggi però avrà luogo una riunione informale dei rappresentanti dei 20 club, con alcune società che sono chiaramente schierate per il no alla ripresa del campionato e allo sforamento oltre la data data del 30 giugno.
Tra queste, sicuramente, il Brescia di Massimo Cellino che senza giri di parole ha bocciato le ipotesi di ripartanza formulate: "Questa stagione non ha più senso" ha dichiarato il numero uno del club lombardo alla Gazzetta. "Ci siamo fermati, nessuna squadra tornerà come prima, gli stadi a porte chiuse, in più c'è il rischio per la salute degli atleti. Per me tornare all'attività è una pura follia. Se ci costringono sono disposto a non schierare la squadra e perdere le partite 3-0 a tavolino per rispetto dei cittadini di Brescia e dei loro cari che non ci sono più".

Per Cellino, insomma, andare oltre la fine di giugno sarebbe un errore gravissimo e visto che chiudere entro quella data è ritenuta cosa impossibile non ha intenzione di schierare la sua squadra in campo. Nel "suo" mirino ci sono tanto i dirigenti Uefa ("arroganti e irresponsabili: pensano solo ai loro interessi economici e alle Coppe") quanto i colleghi italiani, rei di non aver ancora capito la gravità della situazione.

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