I 5 segreti del Milan campione d'Italia

A Maignan il premio Albertosi,  per Tonali c'è il premio personalità

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Sdottorate scudettate, sdottorate rossonere per il titolo tricolore numero 19 della storia del Milan. Due aggettivi in sintesi: sudato e meritato. I meritati applausi a chi lo ha gestito dalla panchina (Stefano Pioli) e a chi lo ha costruito dietro la scrivania (Paolo Maldini e Federic Massara). E adesso, via con le nostre cinque nomination. Liberi tutti, ovviamente, di pensarla diversamente…

© Getty Images

PREMIO ALBERTOSI – Dai tempi della stella (anno domini 1979, Enrico Albertosi tra i pali) il Milan non aveva un portiere Fenomeno con la F maiuscola come Mike Maignan. Forte tra i pali, bravo in uscita, bravissimo con i piedi. Gli scudetti dell’era Berlusconi hanno visto a guardia della porta milanista numeri uno forti ma non straordinari. Giovanni Galli, Sebastiano Rossi, Abbiati e Dida hanno certamente un posto importante nel cuore dei tifosi rossoneri. Ma Maignan sembra proprio di un’altra categoria.

PREMIO LEADERSHIP – In mezzo alla difesa Franco Baresi e Paolo Maldini (prima, splendido terzino sinistro pur essendo un destro naturale…) sono icone immortali. Tomori è sulla buona strada per provare ad avvicinarsi alla aristocrazia dei centrali rossoneri. Strapotere fisico, senso dell’anticipo, personalità. Doti che Tomori aveva mostrato appena messo piede in Italia. Flash back di un annetto e mezzo: il 21 gennaio il Milan lo acquista in prestito per 600mila euro dal Chelsea con riscatto concordato a 29 milioni. Il giorno dopo arriva alla Malpensa, neppure un tifoso ad accoglierlo… Il 23 si allena a Milanello, il 26 va in panchina nel derby di Coppa Italia. Dopo 20 minuti Kjaer s’infortuna, lui prende il posto del danese con un’incombenza terribile: marcare Lukaku. Risultato: il 9 nerazzurro non tocca palla (segnerà, il belga, solo su rigore). Da allora quella che sembrava una sorpresa è diventata nel tempo una certezza.

PREMIO PERSONALITA’ – L’età media dell’undici titolare milanista in questo scudetto numero 19 sfiora i 26 anni. Ne ha appena 22 il numero 8, Sandro Tonali: un po’ Pirlo (per il look e la maturazione calcistica nel Brescia), un po’ Gattuso (per l’abitudine ad arpionare palloni a centrocampo), un po’ De Rossi (felice accostamento firmato Pioli) per le sue doti di incursore sotto porta. Cinque i suoi gol, almeno tre quelli decisivi: la zampata a tempo scaduto contro la Lazio all’Olimpico e la doppietta al Bentegodi tra fine primo tempo e inizio ripresa per rimontare l’iniziale vantaggio del Verona.

PREMIO JACOBS – La Freccia Nera dell’attacco milanista, il Marcell Jacobs di Pioli. Autore in campionato di una strepitosa doppia-doppia (per sconfinare nel gergo del basket…). Tanti gol (11) e tanti assist (10), discese devastanti su quella fascia sinistra sempre con quel sorriso che è ormai diventato un marchio di fabbrica. Classe 1999, al terzo anno in rossonero, di lui ricordiamo l’azzardo targato Marco Giampaolo che lo schierò titolare tra la sorpresa generale nel derby del 21 settembre 2019. Sportmediaset allora lo gratificò di un 6,5 con giudizio lusinghiero e… lungimirante: “Con il passare dei minuti cresce e prende fiducia, mostrando estro, velocità e idee. Fisico e tecnica. Giampaolo lo piazza a sorpresa tra i titolari e il portoghese non tradisce le attese mostrando personalità e numeri interessanti. Deviazione sfortunata sul gol di Brozovic.”

PREMIO GOLEADOR – Grazie proprio a due assist di Leao, Olivier Giroud tocca quota 11 ed eguaglia il 17 portoghese come miglior cannoniere di squadra. Gol mai banali, firme decisive come la doppietta nel derby di ritorno, la rete vincente a Napoli e i due centri che hanno messo in discesa la sfida con il Sassuolo. Come il Milan, il francese interrompe un lungo digiuno: se i rossoneri non festeggiavano uno scudetto dal 2011, lui non vinceva un campionato dal 2012 con il Montpellier. Dopodichè, nove stagioni a secco pur indossando maglie pesanti e gloriose come quelle di Arsenal e Chelsea.   

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