Il centrocampista del Sunderland Granit Xhaka ha ammesso pubblicamente di aver acquistato un falso certificato di vaccinazione contro il Covid-19, rinunciando di comune accordo con la federazione a rispondere alla convocazione della Nazionale svizzera.
Attraverso una nota diffusa sui social network, il 33enne capitano degli elvetici si è detto pentito dell'illecito commesso all'epoca della pandemia, spiegando di aver agito per paura: "Negli ultimi giorni si è parlato molto di una vicenda legata al mio passato. Desidero esprimermi personalmente a questo riguardo. All’epoca, riguardo alla vaccinazione contro il Covid-19, ero personalmente molto insicuro e nutrivo forti dubbi. Provavo una profonda sfiducia nei confronti del vaccino ed ero condizionato da paure e incertezze. In questo stato emotivo agitato ho acquistato un certificato di vaccinazione, invece di chiarire i miei dubbi attraverso i canali previsti. Oggi vedo chiaramente che quella strada non era quella giusta. È stato un errore. Mi dispiace. Mi assumo la responsabilità di questa decisione, sono pronto a fare piena luce sui fatti e collaboro pienamente con le autorità competenti".
La vicenda è finita al centro di un'indagine giudiziaria condotta dalla Procura di Lucerna per il sospetto di falsificazione di documenti e ottenimento fraudolento di attestazioni false.
In attesa dell'interrogatorio fissato dai magistrati all'inizio di ottobre per fare piena luce sui dettagli del caso, il mediano rischia una condanna e una sanzione penale qualora le responsabilità venissero accertate.