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Da Renato Curi a Eriksen e Bove: tutti i casi di arresto cardiaco in campo

La tragedia di de Miguel ha riaperto una profonda ferita nel mondo del calcio, in particolare in quello italiano

03 Nov 2026 - 11:20
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La morte di Jesús de Miguel, attaccante del Tenerife deceduto a 30 anni dopo l'arresto cardiaco seguito allo scontro con il portiere dell'Andorra Jesús Owono, riporta alla memoria una lunga serie di episodi che hanno segnato la storia del calcio. Dagli anni Settanta a oggi, sono tanti i giocatori che sono stati colpiti da malori, arresti cardiaci o traumi durante le partite e gli allenamenti. Per alcuni l'intervento immediato dei sanitari si è rivelato decisivo, consentendo di salvarli e, in alcuni casi, anche di tornare a giocare. Per altri, invece, i tentativi di rianimazione non sono bastati. Renato Curi, Marc-Vivien Foé, Miklós Fehér, Antonio Puerta e Piermario Morosini sono tra i nomi che hanno lasciato un segno indelebile. Le vicende di Lionello Manfredonia, Fabrice Muamba e Christian Eriksen raccontano invece di interventi provvidenziali e percorsi di recupero differenti. Non tutti gli episodi hanno avuto la stessa origine: in alcuni casi è stata accertata una patologia cardiaca, in altri si è trattato di traumi o di malori con cause diverse.

Di seguito tutti i casi fino a oggi

JESÚS DE MIGUEL - Il 2 novembre 2026, durante Tenerife-Andorra, l'attaccante spagnolo viene colpito al petto dal ginocchio del portiere avversario Jesús Owono, uscito per intervenire su un pallone. Il giocatore si accascia e viene soccorso a lungo sul terreno di gioco. Trasportato in ospedale dopo un arresto cardiaco, viene ricoverato in terapia intensiva. Muore il giorno successivo, a 30 anni.

EDOARDO BOVE - Il 1° dicembre 2024, durante Fiorentina-Inter, il centrocampista viola si accascia sul terreno di gioco. La partita viene sospesa e il giocatore trasportato in ospedale. Gli accertamenti evidenziano un arresto cardiaco. Bove si riprende dopo i soccorsi e viene sottoposto all'impianto di un defibrillatore sottocutaneo. La normativa italiana non gli consente di tornare a giocare in Serie A con quel dispositivo.

TOM LOCKYER - Il 16 dicembre 2023, durante Luton-Bournemouth di Premier League, il capitano del Luton si accascia per un arresto cardiaco. È il secondo episodio di questo tipo per il difensore gallese, già colpito da un malore durante la finale dei playoff per la promozione in Premier League, nel maggio dello stesso anno. Viene salvato e gli viene impiantato un defibrillatore.

CHRISTIAN ERIKSEN - Il 12 giugno 2021, durante Danimarca-Finlandia agli Europei, il centrocampista danese si accascia senza contatti con avversari. Viene colpito da un arresto cardiaco. Le manovre di rianimazione e l'utilizzo del defibrillatore gli salvano la vita. Gli viene impiantato un defibrillatore sottocutaneo e, dopo il recupero, torna a giocare a livello professionistico.

ABDELHAK NOURI - L'8 luglio 2017, durante un'amichevole dell'Ajax contro il Werder Brema, il giovane centrocampista olandese si accascia sul terreno di gioco per un'aritmia cardiaca. Ha 20 anni. Sopravvive, ma l'arresto provoca gravi e permanenti danni cerebrali. La sua carriera si interrompe.

PIER MARIO MOROSINI - Il 14 aprile 2012, durante Pescara-Livorno, il centrocampista amaranto si accascia al 31' del primo tempo. Prova a rialzarsi, ma cade nuovamente. I soccorsi non riescono a salvarlo: muore in ospedale a 25 anni. L'autopsia individua una cardiomiopatia aritmogena.

FABRICE MUAMBA - Il 17 marzo 2012, durante Tottenham-Bolton, quarti di finale di FA Cup, il centrocampista inglese viene colpito da un arresto cardiaco. Ha 23 anni. Il suo cuore rimane fermo per 78 minuti, tra gli interventi in campo, in ambulanza e in ospedale. Si salva, ma è costretto a interrompere la carriera.

ANTONIO PUERTA - Il 25 agosto 2007, durante Siviglia-Getafe, il difensore spagnolo perde conoscenza in campo. Riesce inizialmente a riprendersi e a raggiungere gli spogliatoi, ma viene colpito da ulteriori arresti cardiaci. Muore tre giorni dopo in ospedale, a 22 anni. Gli accertamenti individuano una displasia aritmogena del ventricolo destro.

SERGINHO - Il 27 ottobre 2004, durante São Caetano-San Paolo, il difensore brasiliano si accascia in campo. Ha 30 anni e non riesce a superare l'arresto cardiaco. Gli accertamenti successivi evidenziano un cuore notevolmente ingrossato.

MIKLÓS FEHÉR - Il 25 gennaio 2004, durante una partita tra Benfica e Vitória Guimarães, l'attaccante ungherese si piega in avanti e cade all'indietro sul terreno di gioco. Ha 24 anni. Viene soccorso immediatamente, ma muore in ospedale dopo un arresto cardiaco.

MARC-VIVIEN FOÉ - Il 26 giugno 2003, durante la semifinale di Confederations Cup tra Camerun e Colombia, il centrocampista camerunense si accascia senza alcun contatto con gli avversari. Ha 28 anni. I tentativi di rianimazione non riescono a salvarlo. L'autopsia individua una cardiomiopatia ipertrofica.

LIONELLO MANFREDONIA - Il 30 dicembre 1989, durante Bologna-Roma, il centrocampista giallorosso si accascia in campo dopo pochi minuti. È un arresto cardiaco. Decisivo l'intervento dei soccorritori, del massaggiatore Giorgio Rossi e di Bruno Giordano, ex compagno di Manfredonia alla Lazio. Il giocatore viene rianimato, resta in coma per due giorni e si salva, ma non tornerà a giocare.

GIANCARLO ANTOGNONI - Il 22 novembre 1981, durante Fiorentina-Genoa, il capitano viola si scontra violentemente con il portiere Silvano Martina. Riporta un grave trauma cranico e un arresto cardiaco. Viene rianimato e riesce a salvarsi, tornando successivamente a giocare.

RENATO CURI - Il 30 ottobre 1977, durante Perugia-Juventus, il centrocampista umbro si accascia sul terreno di gioco mentre corre verso il centrocampo. Ha 24 anni. Muore per un arresto cardiaco. Lo stadio del Perugia porta ancora oggi il suo nome. 

Addio a Jesus de Miguel Almaleda, morto dopo uno scontro col portiere avversario

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