Processo Aemilia: il padre di Iaquinta portato in carcere

Giuseppe Iaquinta è stato condannato a 19 anni e sarà detenuto a Reggio Emilia

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Dopo la storica sentenza in primo grado del maxiprocesso Aemilia, sono scattati alcuni arresti per gli imputati condannati per associazione mafiosa. Tra questi, anche Giuseppe Iaquinta, padre di Vincenzo, calciatore ex Juventus e della Nazionale Campione del Mondo, per il quale si sono spalancate le porte del carcere di Reggio Emilia: l'imprenditore cutrese è stato condannato a 19 anni ed è stato arrestato dai carabinieri di Piacenza nella sua casa di Reggiolo, nella bassa reggiana.

L'avvocato Carlo Taormina, che difende anche il figlio - condannato a due anni per mancata custodia di armi con l'esclusione dell'aggravante mafiosa contestata dalla Procura - farà ricorso in Appello. Arrestati anche altri elementi di spicco dell'organizzazione criminale, come i due fratelli Palmo e Giuseppe Vertinelli, condannati a 13 anni e 9 mesi, oltre che 14 anni in abbreviato per entrambi. Arresti anche per Antonio Muto (classe '71) e Luigi Muto: otto anni e sei mesi al primo, 16 anni al secondo. E infine Carmine Belfiore (21 anni e 8 mesi).

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