Malagò convoca i tre candidati alla presidenza Figc

Domani alle 17,30 al Foro Italicico, gli incontri -separati- con Gravina, Sibilia e Tommasi. E Tavecchio si prende... la Serie A

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Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, incontrerà domani i tre candidati alla presidenza della Figc. Lo ha annunciato lo stesso Malagò nel corso della conferenza stampa seguita alla riunione della giunta nazionale del Coni che si è svolta oggi a Firenze, nel Salone de' Duegento di Palazzo Vecchio.

L'incontro si terrà alle 17,30 nell'ufficio del presidente del Coni al Foro Italico e vedrò presentarsi, separatamente e in ordine alfabetico, Gabriele Gravina, Cosimo Sibilia e Damiano Tommasi.
"Il tema Federcalcio è stato trattato e a lungo dibattuto oggi nella riunione di giunta - ha detto Malagò - Io ho preso l'iniziativa di invitare domani i tre candidati alla presidenza, che ascolterò in ordine alfabetico: Gravina, Sibilia, Tommasi. Mi aspetto di fare una chiacchierata con tre persone che conosco bene. Da parte di tutti c'è la constatazione della dinamica particolare con cui si arriva alle elezioni e sulla composizione dei pesi delle alleanze. C'è un rapporto tra Coni e Federcalcio che è giusto esternare".

Le elezioni per la presidenza della Figc sono in calendario lunedì prossimo, 29 gennaio.

Questo è il quadro federale. Un altro scenario quello che si va preparando alla Lega di Serie A, retta dal commissario Carlo Tavecchio dallo scorso aprile. Sono trascorsi nove mesi, non si sono aperti scenari plausibili per la nomina di un nuovo presidente di Lega condiviso, si parla di governance ma senza arrivare a una soluzione, si sta affrontando il delicatissimo (e ricchissimo) tema dei diritti tv: venerdì si dovrebbe arrivare a una soluzione che possa garantire, ai 20 club di A, quei 1.050 milioni che è la soglia fissata.
Ebbene, in questo clima di incertezza (relativa o totale che sia ha poca importanza), la soluzione che non da oggi è rincorsa in Lega è quella di tenersi stretto, come prossimo presidente, l'attuale commissario Tavecchio. Il "perdono" istituzionale dopo la disfatta azzurra senza Mondiali e le sue dimissioni dalla presidenza della Figc è di fatto sancito. Tavecchio ha retto e sta reggendo le sorti della Lega, il suo malumore novembrino ha lasciato il posto al lavoro che il governo della Lega gli impone, l'opinione del numero uno del Coni, Malagò, la si può considerare, ma non sarebbe decisiva per le idee e i progetti delle 20 società di Serie A.
Dunque, sorpresa o non sorpresa che sia, Tavecchio che lascia la Figc per prendersi la Lega di Serie A fa parte del "mercato" delle poltrone che contano. Salvo sorprese...

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