Brescia, Cellino sfratta le calciatrici dal Rigamonti

Le ragazze del Brescia femminile dovranno giocare a Lumezzane gli ottavi di Champions League

Brescia, Cellino sfratta le calciatrici dal Rigamonti

Il Brescia femminile deve abbandonare lo stadio Mario Rigamonti. Massimo Cellino, neo presidente delle Rondinelle, ha di fatto sfrattato le Leonesse, "colpevoli" di rovinare il manto erboso appena rizollato del campo di gioco. Per questo motivo la squadra del presidente Giuseppe Cesari dovrà giocare gli ottavi di finale di Champions League contro il Montpellier allo stadio Tullio Saleri di Lumezzane, che rispetto al Rigamonti ha un quarto della capienza: 4150 posti a sedere contro 16743.

Il Comune di Brescia, proprietario dello stadio, ha dato in gestione l'impianto al Brescia maschile e Cellino ha preso una decisione sì dura, ma legittima e l'aveva già comunicata al collega Cesari prima dell'ultima sfida delle ragazze di Gianpietro Piovani in Champions vinta 2-0 contro l'Ajax lo scorso 11 ottobre. L'accordo, ha ricordato lo stesso Cesari in una lettera aperta, prevedeva la concessione del Rigamonti per la sfida con le olandesi, ma, in caso di passaggio del turno, il Brescia femminile avrebbe dovuto trovare un altro impianto.

Giuseppe Baretti, responsabile del Comitato Lombardia per la Lega Nazionale Dilettanti, da cui dipende il calcio femminile in Italia, si è attivato e ha indicato lo stadio Giovanni Zini di Cremona come possibile alternativa, incontrando anche il parere favorevole dei dirigenti della Cremonese. Ma non soddisfava i requisiti Uefa e per questo la scelta delle Leonesse si è ridotta a due stadi: il Saleri di Lumezzane e il Turina di Salò, entrambi nel raggio di 20 chilometri da Brescia. 
Giuseppe Pasini, presidente della Feralpisalò, e Renzo Cavagna, presidente del Lumezzane, hanno dato entrambi disponibilità a "prestare" il loro stadio e la scelta è ricaduta sul Saleri. 
Un grosso passo indietro per le gare di Coppa, facendo il paragone con il Rigamonti, ma sicuramente meglio del Centro Sportivo Club Azzurri, dove le Leonesse giocano in casa le partite di campionato. Si tratta di un campo privato in cui la capienza massima è di 500 persone.

E se il presidente Cesari non ha voluto fare polemica, ma ha solo ricordato che le spese relative alle gare disputate al Rigamonti sono sempre state pagate (circa 25mila euro a partita), di diverso avviso è stato il portiere Chiara Marchitelli che ha commentato in modo stizzito: "Cosa crede Cellino, che avremmo distrutto il campo? Dal punto di vista simbolico è una cosa davvero brutta, ma non possiamo fare altro che accettare e restare concentrate sul nostro obiettivo. Giocheremo a Lumezzane senza il nostro pubblico, ma col doppio della rabbia in corpo".

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