Due auto diverse per andare al campo di allenamento, un Suv il venerdi' e una Ferrari il lunedi', e scatta il dubbio sul protocollo anticoronavirus. Succede anche questo, nell'epoca della pandemia. Protagonisti sono il centrocampista brasiliano del Barcellona Arthur e la Liga spagnola che per continuare a coltivare le sue ambizioni di ripresa deve fare i conti con la situazione dei contagi in Spagna, ancora complessa, e le politiche di allentamento del lockdown. I fatti: Arthur, il cui nome e' tra l'altro entrato nelle cronache di mercato di queste ore per possibili scambi prima con l'Inter per Lautaro e poi con la Juve per Pjanic, venerdi' e' arrivato alla Ciutat Esportiva con la sua auto, da solo, come previsto dal protocollo: si trattava di una Range Rover. Ma oggi, come rivelato da alcuni media spagnoli, Arthur e' tornato, stavolta al volante di una Ferrari. Normalita', in tempi normali e vista la predisposizione dei calciatori al collezionismo di auto. Ma il protocollo stabilito dalla Liga prevede che il giocatore "si rechi al campo di allenamento a bordo della propria auto, sempre la stessa". "Nessuna violazione del protocollo", spiegano fonti del Barcellona ad As: solo una batteria scarica per il Suv usato nel fine settimana, e soprattutto ispettore della Liga avvertito. "I club devono controllare il rispetto delle misure, o interverremo", aveva sottolineato ieri Javier Tebas, n. 1 della Liga, nel giorno in cui la scoperta di alcuni positivi tra le squadre aveva messo in allarme i club sulle chance di ripartenza.