"Il superclasico è sempre così. Abbiamo vinto perché siamo stati più intelligenti". Con queste parole il capitano del Boca Juniors, Leandro Paredes, ha cercato di minimizzare le polemiche seguite alla stretta vittoria della sua squadra domenica per 1 a 0 contro il River Plate. Il River ha concluso la partita in nove per due polemiche espulsioni comminate dall'arbitro Nicolás Ramírez, la prima delle quali a soli 10 minuti dall'inizio, sullo 0 a 0 e la seconda verso la fine per un fallo identico a quello che, pochi secondi prima, era valso solo l'ammonizione per un giocatore 'xeneize'. "Si sta rovinando il calcio argentino. Non ti lasciano competere; per il prossimo torneo, tanto vale che designino direttamente il campione, e a quel punto noi non parteciperemo affatto", ha tuonato da parte sua, al termine della battaglia appena conclusa nella Bombonera, il capitano dei 'millonarios', Nicolás Otamendi. Parole che segnano una frattura forse insanabile all'interno dello storico gruppo della 'Seleccion' campione del mondo in Qatar e che puntano direttamente ai vertici della Federcalcio (Afa).
L'andamento dell'ultimo Superclasico, secondo i media locali, ha oltrepassato una soglia di tolleranza. 'Scandalo nel Superclasico, Boca vince con l'aiuto del Var e dell'arbitro', titola senza mezzi termini in prima pagina l'influente quotidiano Clarín, il più letto nel Paese. Il controverso presidente Claudio 'Chiqui' Tapia appare immune alle polemiche anche se viene accusato da tempo di intervenire sui risultati dei campionati locali e la giustizia lo indaga per evasione e riciclaggio di proventi non dichiarati della Federazione. Le polemiche sono sconfinate anche nella politica. "Il calcio odierno è un riflesso di com'era la politica prima dell'arrivo di Javier Milei", ha scritto sui social il ministro delle Finanze e tifoso del River, Luis Caputo, commentando la partita. Un'affermazione che non ha riscosso tuttavia il sostegno anche solo con un like o un repost dello stesso presidente, tifoso fanatico del Boca.