IL RACCONTO

Allegri e le lezioni di inglese: "Apprendimento pratico più che teorico"

Il racconto del professore che ha aiutato l'allenatore (ma anche Bernardeschi e Rugani) a imparare meglio la lingua inglese

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Alla fine Massimiliano Allegri con buona probabilità resterà in Italia ad allenare. Dopo due anni di stop (uno comunque dignitosamente pagato dalla Juventus), il nome torna di moda per i grandi club italiani. In questi due anni (forse anche di più) si è detto spesso che stava studiando l’inglese per allenare una squadra di Premier League. Adesso sappiamo che è vero, con risvolti anche molto divertenti.

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Sarebbe stato bello vedere Allegri mentre simulava una conferenza stampa in inglese. Con tutto quello che ne consegue. Una fortuna che è toccata finora solamente a una persona, il suo insegnante d’inglese. “Con Max abbiamo anche analizzato i termini da usare durante un allenamento o in una conversazione a carattere generale”. L’insegnante in questione si chiama Daniele Novara, ha 32 anni e ha un suo metodo personalizzato, che propone un approccio logico e non solo teorico alla lingua. Ha anche pubblicato un libro, “In English please”, in cui aiuta l’allievo nell’apprendimento dell’inglese in maniera diretta, senza pensare alla lingua madre. È proprio con la logica che Allegri è riuscito a imparare parecchio.

“Con lui abbiamo affrontato l’analisi delle varie regole grammaticali, non studiando semplicemente le regole a memoria, anzi, le analizzavamo dal punto di vista logico, per permettere un apprendimento meno teorico ma più pratico”. Ma c’è qualcosa di davvero interessante da raccontare proprio in merito all’ex (e forse futuro) allenatore della Juve: “Non potrò mai dimenticare quella volta che, mentre stavamo parlando in inglese in un bar del centro a Torino, un gruppo di tifosi pensava che io fossi l’emissario di una squadra inglese, se non erro si riferivano all’Arsenal, invece no, ero semplicemente il suo insegnante e stavamo simulando una conversazione in inglese”.

Novara non è stato solo l’insegnante di Allegri (tra l’altro è anche docente di spagnolo), ma nel mondo Juve diversi si sono rivolti a lui, anche un giocatore che apparentemente non ha mai avuto possibilità di andare a giocare in Inghilterra: “Dopo Max, ho avuto come allievo Federico Bernardeschi. Anche con lui abbiamo affrontato lo studio della grammatica, incentrando il lavoro soprattutto sull’aspetto 'everyday life', quindi espressioni relative al richiedere informazioni, prenotare viaggi o affrontare una telefonata. Insomma non solo calcio ma anche termini da utilizzare nella vita quotidiana. Federico prendeva diversi appunti durante le lezioni e faceva molti esercizi scritti, ricordo ancora con piacere che gli avevo regalato la mia penna stile British, che a lui piaceva molto, in modo tale da poterla utilizzare durante le lezioni come portafortuna. L’avevo acquistata durante la mia prima gita a Londra e che credo ancora conservi”.

Invece Daniele Rugani è stato a lungo candidato a vestire la maglia di un club di Premier, poi è andato a giocare all’estero ma in Francia, al Rennes, prima di tornare in Italia. Per un po’ anche Rugani ha studiato inglese insieme alla compagna Michela Persico: “Con loro si svolgevano lezioni ricche di sfide, sì nel vero senso della parola. Si divertivano facendo delle gare su chi sapesse tradurre prima una frase, oppure su chi sapesse prima la risposta ad un quiz di grammatica, insomma erano delle lezioni divertenti in cui hanno imparato davvero tante cose. In casa avevano 3 gatti e anche loro facevano lezione con noi… ormai erano le nostre mascotte durante ogni incontro”.

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