Olimpia, James: "La polizia mi ha fermato pistola in mano"

Il play su Twitter: "Stavo camminando a Milano con amici e mi hanno chiesto i documenti". Questura: "Escluso intervento della Polizia di Stato"

Dopo il caso Koulibaly, Mike James riapre il discorso del razzismo in Italia. Il play dell'Olimpia ha denunciato su Twitter ciò che gli è accaduto a Milano: "Stavo camminando con due amici quando ci ha fermato la Polizia: sono scesi all'auto con le pistole in mano chiedendomi di mostrare i documenti. E, rispondendo ad un follower: "Colpa della pelle nera? Sì, lo so". La Questura replica: "Escluso l'intervento della Polizia di Stato".

Il numero 2 dell'Olimpia stava camminando con due amici nella zona di CityLife, vicino a casa sua: "La Polizia ha fermato me e i miei amici in mezzo a 50 persone che camminavano, sono scesi dalla vettura pistole in mano chiedendomi di mostrare i documenti". Poi ha continuato: "Io ho detto alla Polizia che non gli avrei mostrato niente fino a quando non avrebbero messo via le pistole. Mi hanno risposto di stare calmo, che era una cosa normale. Non mi sembra normale puntare armi alla gente". 

Infine, quando un follower gli ha scritto "Immagino che gli sembravi un sospetto perché sei nero. Non è normale. Se fossi stato bianco nessuno ti avrebbe detto nulla", James ha risposto: "Sì, lo so".

I TWEET DI JAMES

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QUESTURA: "ESCLUSO INTERVENTO POLIZIA DI STATO"

"Si esclude l'intervento della Polizia di Stato e sono in corso accertamenti circa l'episodio descritto dal giocatore su Twitter": così la Questura del capoluogo lombardo ha replicato alle accuse di James. La Polizia ha fatto verifiche a tutto campo tramite i propri uffici sui servizi sul territorio senza avere alcun riscontro. Secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Ansa, James sarebbe stato fermato alle 15:30 dai Carabinieri della compagnia d'intervento operativo, equipaggiati con il fucile mitragliatore M12 previsto dall'equipaggiamento, per un normale controllo dei documenti. Sono scesi dalla vettura con l'arma al seguito, come previsto dal protocollo, e hanno chiesto i documenti a lui e ad altri due suoi amici. Da quanto appreso, non risulta che l'arma sia stata puntata verso l'atleta o verso le persone con lui. L' accertamento è durato alcuni minuti e, dopo le verifiche al terminale, i tre sono stati lasciati liberi di andare.

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