NBA

Nba: si rialzano i Bucks, Belinelli e Melli vincono senza sorrisi, Harden e Young fanno la storia  

Milwaukee sbanca San Francisco e vince contro Golden State, gli italiani non incidono nei successi di Spurs e Pelicans: show in Atlanta-Houston

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Dopo il ko di San Antonio, i Bucks tornano a vincere e lo fanno a San Francisco contro Golden State: finisce 98-107 (30 punti per il solito Giannis Antetokounmpo). Marco Belinelli gioca appena due minuti, Nicolò Melli dieci, ma Spurs e Pelicans vincono e convincono rispettivamente a Boston (114-129) e contro Chicago (123-108). Ad Atlanta Houston vince 115-122, ma la sfida Harden-Young fa la storia: entrambi in tripla doppia a oltre 40 punti.

BOSTON CELTICS-SAN ANTONIO SPURS 114-129
Gli Spurs vincono su un campo mai banale come il TD Garden di Boston e si riportano a due vittorie di vantaggio su Portland e Memphis, relativamente tranquilli all'ottavo posto della Western Conference che garantisce la partecipazione ai playoff. I texani sono formidabili soprattutto in avvio, trovando un parziale di 22-3 cui i Celtics non riescono a porre rimedio. San Antonio si regala tra l'altro una prestazione di alto livello con tutta la squadra, dato che sono ben sei i giocatori ad arrivare in doppia cifra: a guidarli è DeMar DeRozan, che arriva a quota 30 punti. Chi non partecipa alla festa, purtroppo, è il nostro Marco Belinelli: mandato quantomeno in campo da Popovich nei due minuti finali, l'azzurro è l'unico dei suoi a non mettere a segno nemmeno un punto. Dall'altra parte, Boston prova a restare in partita con il trio Hayward-Brown-Theis (rispettivamente 18, 16 e 15 punti), ma contro questi Spurs c'è poco da fare. E per i biancoverdi è il secondo ko di fila, dopo quello ancora più inatteso di Washington.

NEW ORLEANS PELICANS-CHICAGO BULLS 123-108
Continuano a riprendere timidamente quota i Pelicans, che dopo essere stati a un passo dal record dei Golden State Warriors (ultimissimi a Ovest) hanno decisamente aggiustato il loro ruolino di marcia e ora non sono più così lontani dal gruppetto di metà classifica della Western Conference. Merito delle sette vittorie raccolte nelle ultime 10 partite (in precedenza erano arrivati 13 ko consecutivi), ma soprattutto di un Brandon Ingram da 29 punti, 11 assist e 8 rimbalzi: è lui il trascinatore di un gruppo che vede anche JJ Redick contribuire con 24 punti e Nicolò Melli iscriversi timidamente alla festa, realizzando 3 punticini in una partita in cui è riuscito a ricavarsi 10 minuti in campo. Decisamente peggio va ai Bulls, che crollano nel terzo quarto e escono da una partita in cui il solito Zach LaVine (32 punti) prova a fare la partita quasi da solo. Ma stavolta non basta, e Chicago perde per la quinta volta consecutiva.

GOLDEN STATE WARRIORS-MILWAUKEE BUCKS 98-107
C'è qualcosina che non sta funzionando in casa Milwaukee, con i Bucks che forse si stanno semplicemente concedendo un po' di respiro dopo la corsa forsennata di questo inizio di stagione che li ha visti perdere solo 6 volte in 39 partite. Sta di fatto però che a due giorni dal ko di San Antonio l'apparentemente agevole trasferta di San Francisco contro il materasso Golden State Warriors si rivela una partita ben più aperta del previsto per i formidabili ragazzi del Wisconsin. La partita si rivela infatti più aperta del previsto, e solo il consueto monumentale Giannis Antetokounmpo (30 punti e 13 rimbalzi, e sono 32 doppie doppie in stagione) evita grattacapi ai dominatori della Nba. I californiani rispondono con la forza dei loro giovani: Alec Burks e Glenn Robinson III realizzano 19 punti, Damion Lee 15. E in ogni caso il coraggio di questi ragazzi merita gli applausi del Chase Center.

ATLANTA HAWKS-HOUSTON ROCKETS 115-122
I Rockets e James Harden in quel di Atlanta: "una passeggiata", avrà superficialmente pensato qualcuno. E invece no, perché gli Hawks che si ritrovano con il record peggiore dell'intero campionato lottano con tutte le proprie forze per regalare una gioia al pubblico della State Farm Arena. E alla fine quella che ne scaturisce è una partita che in qualche modo entra nella storia. La vince comunque Houston, che si conferma terza forza della Western Conference, ma con i padroni di casa che restano in partita e spaventano i texani: il -16 maturato già al termine del primo quarto diventa infatti un -3 nell'ultimo minuto di gioco, che tiene tutti con il fiato sospeso. Il motivo per cui la partita è storica, però, ha a che fare con i numeri: quelli di James Harden, che parte con 22 punti nel solo primo quarto e poi chiude a quota 41 punti, 10 assist e 10 rimbalzi, ma anche quelli di Trae Young. La stella degli Hawks si inventa 42 punti, 13 rimbalzi e 10 assist che non bastano, ma che fanno registrare per la prima volta di sempre una partita in Nba in cui due giocatori diversi chiudono in tripla doppia oltre i 40 punti nella stessa partita.

DALLAS MAVERICKS-DENVER NUGGETS 106-107
Denver la spunta all'American Airlines Center e piega Dallas in una sfida tra solide realtà della Western Conference, confermandosi seconda forza a Ovest. Piegare i Mavericks però è tutt'altro che facile, e lo dimostra il fatto che la sfida si decida di fatto a meno di 8 secondi dalla fine. L'ultimo canestro è opera di Nikola Jokic, autore in tutto di 33 punti (di cui 26 nel solo, sontuoso secondo tempo). Va proprio a lui la sfida tutta slava contro Luka Doncic, trascinatore dei texani e a un passo dalla tripla doppia (la sua partita parla invece di 27 punti, 9 rimbalzi e 10 assist). Ma Dallas deve ancora una volta rinunciare a Kristaps Porzingis, assente per la quinta partita di fila. E a questi livelli una rinuncia simile non può che farsi notare.

CHARLOTTE HORNETS-TORONTO RAPTORS 110-112 OT
La vita non è facile per i Raptors campioni in carica della Nba, specie perché la stagione continua a svilupparsi con le tante assenze dovute agli infortuni che stanno falcidiando i canadesi. Così a Charlotte serve l'overtime per raccogliere una pesantissima vittoria contro la nona forza della Eastern Conference, che combatte e spera grazie ai 27 punti di Terry Rozier e i 26 di Miles Bridges. Toronto però rimane concentrata, e nonostante l'elenco degli indisponibili comprenda Siakam, Powell, Hernandez, VanVleet e Gasol trova gli uomini giusti a cui affidarsi. Si tratta di Terence Davis, che alla prima da titolare in Nba si regala 23 punti e 11 rimbalzi, e il solito Serge Ibaka: al culmine di una prova dagli stessi numeri del meno famoso compagno (23 punti e 11 rimbalzi per entrambi), il congolese di Spagna chiude la vittoria dei suoi a 5 secondi dal termine del supplementare. Con gli Hornets che devono digerire l'ottavo ko nelle ultime dieci.

UTAH JAZZ-NEW YORK KNICKS 128-104
A Ovest c'è una squadra che zitta zitta ha in corso una delle migliori serie di imbattibilità attualmente aperte. Non stiamo parlando dei soliti Lakers, ma dei Jazz: a Salt Lake City arriva un'altra vittoria (la settima di fila, dodicesima nelle ultime 13 partite), e Utah è sempre più quinta in Western Conference, avendo nel frattempo seminato anche Dallas. A cadere alla Vivint Smart Home Arena sono i Knicks, certo non l'avversario più temibile che potesse capitare sul cammino dei Jazz (sono al quarto ko consecutivo), ma certo una squadra in crescita rispetto ai disastri di inizio anno. Ad abbattere New York è quindi un ex dal cuore spietato: Emmanuel Mudiay, che trova una prestazione da 20 punti, gli stessi di Bojan Bogdanovic. Gli ospiti capiscono già nel primo quarto (chiuso a -10) che sarà un'altra notte da dimenticare, nonostante Frank Ntilikina provi a suonare la carica con i suoi 16 punti in 19 minuti. Per i Knicks sono in sei ad arrivare in doppia cifra, ma arriva una nuova sconfitta.

INDIANA PACERS-MIAMI HEAT 108-122
Nell'immaginario di un po' tutti, gli Heat sono una formazione spiccatamente casalinga: sono inarrestabili in Florida, faticano maledettamente fuori. Ecco perché è da rimarcare l'impresa sostanzialmente mai in discussione sul campo degli Indiana Pacers (che sono pur sempre sesti e tranquillamente inseriti nel discorso playoff a Est). La Bankers Life Fieldhouse di Indianapolis propone infatti una partita in cui i padroni di casa si fanno superare già nelle primissime fasi del quarto inaugurale, per poi vedere Miami scappare sempre più. Merito di tutta la squadra di coach Spoelstra, se è vero come è vero che sono ben sette i giocatori in doppia cifra (a partire da Tyler Herro che ne realizza 19, seguito dai 18 a testa di Bam Adebayo e Duncan Robinson). Il top scorer di serata veste i colori dei Pacers e risponde al nome di Domantas Sabonis: la sua doppia doppia (27 punti e 14 rimbalzi) non basta però ai padroni di casa, che perdono anche TJ Warren espulso dopo una scaramuccia con Jimmy Butler.

ORLANDO MAGIC-WASHINGTON WIZARDS 123-89
I Magic sapevano di dover salutare il pubblico dell'Amway Center con una prestazione di rilievo (sta per iniziare il filotto di trasferte più lungo dell'anno) e lo fanno nel migliore dei modi, strapazzando senza temi di smentite i malcapitati Wizards che pure erano reduci da due importanti vittorie consecutive. Orlando applaude quindi un Nikola Vucevic, che si regala 29 punti, mentre a quota 19 arriva un Evan Fournier ancora protagonista. Da rimarcare anche la prova di DJ Augustin, che parte dalla panchina e chiude a 18. Malissimo Washington, che non va oltre i 18 di Brown e Schofield e non può aggrapparsi alle tante assenze per giustificare una partita praticamente mai giocata sul parquet della Florida.

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