Nba: Phoenix ko in casa dei Clippers, Utah si rialza. Bene i Mavs di Melli

Destini opposti per Suns e Jazz dopo lo scontro diretto di 24 ore prima: i primi perdono 103-113 a LA, i secondi sconfiggono Portland 122-103. Dallas batte i Bucks, 6 per l’azzurro

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Si ferma dopo 7 vittorie di fila la serie positiva di Phoenix in Nba: dopo la vittoria contro Utah della notte precedente, i Suns perdono 113-103 in casa dei Clippers (George 33 punti). Si riscattano, invece, proprio i Jazz, che superano Portland 122-103 (Mitchell 37). Tornano al successo i Mavs (6 punti per Melli), che sconfiggono 116-101 i Bucks privi di Giannis Antetokounmpo. Miami batte i Lakers 110-104, vincono anche Bulls, Pistons e Cavs.

afp

LOS ANGELES CLIPPERS-PHOENIX SUNS 113-103

Nel calendario ipercompresso di questa stagione Nba, che ricorda più da vicino quello del baseball in cui è la regola quella di giocare quasi ogni giorno, è quasi normale che dopo un’esaltante vittoria ai supplementari contro la squadra con il miglior record della Lega arrivi una prova meno convincente con un’altra delle pretendenti al trono dell’Ovest: i Suns, in poche parole, non riescono a replicare contro i Clippers la stessa prestazione, a livello di intensità, fornita contro i Jazz e devono dunque fare i conti con una sconfitta, che comunque toglie poco alla stagione degli uomini allenati da Monty Williams. A raffreddare gli animi di Phoenix ci pensa il ‘dinamico duo’ dei losangelini rosso-blu: Paul George è il miglior marcatore della serata con 33 punti e un clamoroso 7/9 dalla distanza, Kawhi Leonard ne aggiunge 27, con 5 rimbalzi e 5 assist a tabellino. Phoenix, dall’altra parte, si limita a quattro uomini in doppia cifra, guidati dai 24 di Devin Booker. Non bastano la doppia-doppia da 18 punti e 10 rimbalzi di Deandre Ayton né i 13 punti di Chris Paul per allungare la serie positiva, che si ferma dopo sette vittorie di fila.

UTAH JAZZ-PORTLAND TRAIL BLAZERS 122-103

Ritrovano invece smalto, dopo il ko contro Phoenix, proprio gli Utah Jazz, che dopo due sconfitte esterne consecutive tornano nel fortino della Vivint Smart Home Arena e conquistano la vittoria numero 23 di fila in casa, migliorando ulteriormente il record di franchigia. L’Mvp di serata è, senza dubbio, Donovan Mitchell: nonostante faccia un po’ fatica dalla distanza (solo 1/8), ‘Spida’ colleziona ben 37 punti, tirando 13/17 da due e 8/8 dalla lunetta. Accanto a lui, al solito, si rivela efficace Rudy Gobert, che contribuisce alla causa dei suoi con 18 punti e 20 rimbalzi, e tanto basta per superare la resistenza di una squadra alla terza sconfitta nelle ultime quattro uscite, che soffre l’8/21 complessivo al tiro registrato sia da Damian Lillard (che chiude con 23 punti) sia da C.J. McCollum (che invece si ferma a 19, con la differenza fra i due che sta tutta nei viaggi verso la linea della carità). I Jazz riallungano così in vetta alla Western Conference: ora hanno di nuovo due partite e mezzo su Phoenix e la qualificazione ai playoff, senza passare dal torneo intermedio, è ormai una formalità.

DALLAS MAVERICKS-MILWAUKEE BUCKS 116-101

Il pesante ko nel derby contro Houston sveglia il desiderio di riscatto di Dallas, che torna a vincere sfruttando al meglio le sue due superstar europee, contro una squadra che inizia a faticare non poco senza il suo faro Giannis Antetokounmpo, assente per la terza partita consecutiva per un fastidio al ginocchio sinistro. I Bucks hanno il merito di resistere per tre quarti: nell’ultimo periodo, però, i Mavs vincono il parziale 36-17, trascinati da un Kristaps Porzingis da 26 punti e 17 rimbalzi complessivi e da un Luka Doncic capace di avvicinare la tripla doppia segnando 27 punti e aggiungendo 9 rimbalzi e altrettanti assist. Interessante anche il contributo di Niccolò Melli, che mette a segno 6 punti (due triple, senza errori) in 6’45” sul parquet: non decisivo, ma sicuramente utile alla causa. Dall’altra parte è Donte DiVincenzo, altro giocatore in orbita azzurra (sono ancora in corso le operazioni per l’ottenimento del passaporto italiano per poter giocare in Nazionale), il miglior marcatore di serata: 22 i punti di ‘Big Ragù’, con 6/10 dalla distanza. Non bastano, però, per competere fino alla fine contro i texani, più efficaci nell’arco di tutto il match.

MIAMI HEAT-LOS ANGELES LAKERS 110-104

Sulla carta affascinante, se non altro perché mette di fronte le due finaliste del 2020, la sfida fra Heat e Lakers è pesantemente condizionata dalle assenze tra i gialloviola, che oltre a LeBron James ed Anthony Davis devono fare i conti con un’altro forfait per infortunio, quella di Kyle Kuzma, e con la squalifica di Talen Horton-Tucker, dopo l’alterco nel corso del match contro i Raptors di due giorni prima iniziato da Anunoby e Harrell (entrambi multati). In campo, Kentavious Caldwell-Pope segna 28 punti ma la scarse rotazioni pesano contro Miami, che invece può sfruttare le migliori armi a disposizione: Jimmy Butler è il miglior marcatore della serata don 28 punti, Victor Oladipo chiude a 18 punti e Tyler Herro ne aggiunge 15 dalla panchina. Oladipo, però, fa preoccupare i suoi: a 5’35” dalla fine della partita, si tiene il ginocchio ricadendo dopo una schiacciata e lo staff medico decide che è meglio non farlo proseguire. Nelle prossime ore le sue condizioni saranno ulteriormente verificate, un’eventuale infortunio sarebbe pesante per le ambizioni di rimonta in classifica degli Heat.

TORONTO RAPTORS-CHICAGO BULLS 113-122

La rissa contro i Lakers costa caro, in prospettiva anche ai Raptors, che pur non perdendo OG Anunoby è costretta a fare a meno di DeAndre’ Bembry e Fred VanVleet, cui invece è stata comminata una squalifica di una partita. Con soli otto giocatori a rotazione, Toronto non riesce a fermare i Bulls, che trovano la terza vittoria di fila rilanciando le proprie ambizioni di postseason. Ai Raptors non sono sufficienti le prestazioni da 38 punti e 19 rimbalzi di Chris Boucher né quella da 27 punti di Pascal Siakam: dall’altra parte sono sette gli uomini allenati da Billy Donovan in doppia cifra, con 22 punti a testa per Nikola Vucevic e Zach LaVine (per quest’ultimo anche 13 assist a referto) e un ottimo impatto dalla panchina per Lauri Markkanen, che mette la firma su 18 punti, e Daniel Theis, in doppia-doppia con 14 punti e 10 rimbalzi. Chicago consolida dunque il decimo posto ad Est, allungando il vantaggio sulla zona eliminazione a tre partite (all’undicesimo posto c’è proprio Toronto).

SACRAMENTO KINGS-DETROIT PISTONS 101-113

Chi rischia di dire definitivamente addio, per l’ennesima volta tra l’altro, alle ambizioni playoff è Sacramento, che trova la quinta sconfitta consecutiva pur di fronte a una delle squadre con il peggior record dell’intera Lega. I giovani Pistons non lasciano scampo ai loro avversari sin dalle battute iniziali, e con il 35-21 di parziale nel secondo periodo volano agilmente verso un successo raramente in discussione. Pur senza Jerami Grant, fuori per un problema al ginocchio, Detroit trova punti importanti da Cory Joseph, che ne segna 24, e Isaiah Stewart, che ne aggiunge 16 raccogliendo anche 13 rimbalzi. Dall’altra parte si salva, parzialmente, il solo De’Aaron Fox, che mette a tabellino 23 punti, tirando però 8/19 dal campo: i Kings scivolano al dodicesimo posto ad Ovest, e la prospettiva della quindicesima stagione consecutiva senza playoff è sempre più realistica.

OKLAHOMA CITY THUNDER-CLEVELAND CAVALIERS 102-129

Pur avendo entrambe poco da chiedere a una stagione sfortunata, Thunder e Cavs danno vita a un match godibile, che la squadra ospite porta a casa sostanzialmente a cavallo fra terzo e quarto periodo, con un parziale di 15-0 che determina l’andamento dell’incontro. Ben tre gli uomini sopra quota 20 punti per Cleveland: il migliore è Collin Sexton, con 27, seguito dai 22 di Taurean Prince e dai 21 di Darius Garland. I giovani Thunder mandano in doppia cifra sette dei nove giocatori in rotazione, ma non bastano i 23 punti di Ty Jerome a trascinare la squadra allenata da Mark Daigneault: Cleveland apre così una serie positiva per la prima volta da inizio marzo, Okc invece è al quinto ko consecutivo.

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