Nba: Minnesota stende i Clippers di Gallinari, Westbrook nel libro dei record

I T'Wolves si impongono 130-120 contro LA, il playmaker di OKC timbra la decima tripla doppia consecutiva

Nba: Minnesota stende i Clippers di Gallinari, Westbrook nel libro dei record

OKC adesso fa davvero paura. Trascinati dalle triple doppie di Westbrook (10a consecutiva, record Nba) e George, i Thunder piegano 120-111 Portland e centrano la quarta vittoria consecutiva. Brutto ko per i Clippers di Gallinari (12 punti), che si arrendono 120-130 a Minnesota. Continua la striscia di Harden (31 punti), che permette ai Rockets di schiantare 120-104 Dallas. Vincono le big con Raptors, Bucks e Nuggets che superano Nets, Bulls e Heat.

OKLAHOMA CITY THUNDER-PORTLAND TRAIL BLAZERS 120-111
Gli Oklahoma City Thunder mandano un messaggio alla Nba: per la corsa al Larry O'Brien Trophy ci sono anche loro. Contro i Portland Trail Blazers arriva la quarta vittoria consecutiva, ancora un volta nel segno delle due stelle più brillanti: Russell Westbrook e Paul George. Una serata memorabile per OKC, che manda due giocatori in tripla doppia. Se per George (47 punti, 12 rimbalzi e 10 assist) si tratta di una novità, quella del playmaker con il numero 0 è la decima consecutiva, record nella storia della Nba. Westbrook mette a referto 21 punti con 14 rimbalzi e 11 assist, che gli permettono di superare un mostro sacro come Wilt Chamberlain, che si era fermato a 9. Numeri stratosferici, che stroncano le resistenze di Portland, incapace di arginare lo strapotere fisico dei Thunder. Dopo aver chiuso il primo tempo sotto di quasi 20 punti, i Blazers hanno il merito di tornare a contatto con un parziale da 33-19, propiziato dai 31 punti di Damian Lillard e dai 17 di Jake Layman. Nel momento del massimo bisogno, però, OKC trova il giusto apporto anche dalla panchina: il rookie Deonte Burton fa registrare il proprio massimo in carriera con 18 punti e il veterano Raymond Felton aggiunge la sua miglior prestazione stagionale con 15 punti. Una vittoria che permette ai Thunder di allungare sul quarto posto dei Blazers e di mettere nel mirino il secondo, occupato dai Denver Nuggets.

DENVER NUGGETS-MIAMI HEAT 103-87

Denver non ha però alcuna intenzione di cedere il passo ai lanciatissimi Thunder e rialza subito la testa dopo il ko contro Philadelphia, superando agevolmente i Miami Heat 103-97 al Pepsi Center. La partita corre lungo i binari dell'equilibrio per tutto il corso del primo tempo, con i Nuggets che si affidano ai chili e ai centimetri di Nikola Jokic sotto alle plance, mentre gli Heat cavalcano Dwayne Wade, accolto e omaggiato dal pubblico di Denver per la sua ultima partita in carriera nel Colorado. Proprio una tripla appoggiata al tabellone del centro serbo manda le squadre all'intervallo lungo sul punteggio di 54-49. La partita si spacca al rientro dagli spogliatoi, quando i Nuggets, grazie alle triple di Beasley e ai canestri di Jokic allungano il margine, mettendo 18 lunghezze tra sé e gli avversari. Miami accusa il colpo e non riesce a reagire, anche perchè le percentuali dal campo sono davvero pessime: 41% di squadra ma 27% da dietro l'arco. Il miglior realizzatore per i padroni di casa è il solito Jokic, che chiude con 23 punti a cui aggiunge anche 12 rimbalzi e 4 assist. Notevole anche la prova di Malik Beasley uscendo dalla panchina, che si ferma a quota 23 punti. Per Miami, invece, sono cinque gli uomini in doppia cifra, ma nessuno riesce ad andare oltre quota 15. Il migliore è Justise Winslow, che cattura anche 4 rimbalzi, ai quali si aggiungono i 14 di James Jackson e i 22 della coppia Waiters-Olynik. Una sconfitta pesantissima per gli Heat, visto che, con la contestuale vittoria di Detroit, Miami scivola fuori dalla zona playoff.

HOUSTON ROCKETS-DALLAS MAVERICKS 120-104
Nella notte in cui Russell Westbrook porta la sua striscia di triple doppie consecutive a quota 10, un'altra stava rischiando di fermarsi. James Harden centra la trentesima partita consecutiva con almeno 30 punti a referto, regalando il successo ai suoi Houston Rockets contro i Dallas Mavericks: 120-104 il punteggio finale. Il 'Barba' si ferma a quota 31, a cui aggiunge anche 8 rimbalzi e 7 assist, portandosi a una gara di distanza dalla seconda 'streak' più lunga di sempre, griffata, neanche a dirlo, dal solito Wilt Chamberlain. Una sfida elettrizzante sul parquet anche perché, dall'altra parte, c'era il nuovo che avanza, Luka Doncic che, senza alcun timore reverenziale, gioca una partita sontuosa, sfiorando la quarta tripla doppia in carriera e fermando il proprio tassametro a quota 21 punti, 10 rimbalzi e 8 assist. Gara mai realmente in discussione, in cui Houston costruisce il proprio vantaggio nel corso di un primo tempo chiuso avanti in doppia cifra e poi allunga nella ripresa, volando anche sul comodo +19. La reazione dei Mavs arriva nell'ultima frazione con un parziale di 7-0 a cui risponde prontamente il solito Harden con due triple che mandano i titoli di cosa. Oltre ai 31 del numero 13, Houston trova anche 17 punti e 11 assist da Chris Paul che, nonostante sia ancora ben lontano dai propri standard, sembra stia ritrovando la condizione. Dall'altra parte, oltre al già citato Doncic, poco altro, con il solo Jaleb Brunson a rendersi pericoloso con 13 punti.

MINNESOTA TIMBERWOLVES-LOS ANGELES CLIPPERS 130-120
Di solito, quando in una partita arrivano 89 punti dalla panchina, un allenatore non può che dirsi estremamente soddisfatto. A maggior ragione, quando a realizzarne 45 è un solo giocatore, capace di spaccare in due la partita, consentendo ai compagnia di rifiatare. E invece, i Los Angeles Clippers devono alzare bandiera bianca contro i Minnesota Timberwolves nonostante la serata di grazia di un ispiratissimo Lou Williams (13/25 dal campo e un perfetto 16/16 ai liberi). A Gallinari e compagni, reduci dalla clamorosa rimonta dal -28 contro Boston, non riesce di centrare il bis e i T'Wolves si impongono 130-120 al termine di una gara in cui gli attacchi hanno nettamente prevalso sulle difese. Coach Doc Rivers deve prendersela proprio con i suoi titolari, incappati in una serata decisamente storta al tiro. A cominciare dal 'Gallo', che si ferma a quota 12 punti, frutto però di un pessimo 2/10 dal campo. Una sconfitta pesantissima quella del Target Center di Minneapolis, sia per le modalità con cui è arrivata, sia per gli effetti sulla classifica: i Clippers, infatti, scivolano al nono posto della Western Conference, scavalcati dai temibilissimi Sacramento Kings. Dall'altra parte, i T'Wolves giocano una partita gagliarda, in cui si affidano al tonnellaggio del solito Karl-Anthony Towns, che ne mette 24, conditi da 10 rimbalzi, e a un ritrovato Derrick Rose, che ferma il proprio tassametro a quota 22 punti. Finalmente decisivo anche Dario Saric che, dopo il trasferimento da Philadelphia, ritrova una maglia da titolare e chiude con 19 punti.

CHICAGO BULLS-MILWAUKEE BUCKS 99-112

I Milwaukee Bucks cancellano immediatamente la brutta sconfitta contro gli Orlando Magic e si sbarazzano 112-99 dei modesti Chicago Bulls, confermandosi al primo posto della Eastern Conference e la migliore squadra di tutta la lega. Una vittoria preziosa per i Bucks, che ritrovano anche il miglior Giannis Antetokounmpo, assente ingiustificato contro i Magic. Il 'Greek Freak' fa vedere tutto il proprio talento su entrambi i lati del parquet, chiudendo con 29 punti, 17 rimbalzi e 8 assist. Numeri da capogiro, che consentono ai Bucks di centrare il settimo successo nelle ultime 8 partite giocate, il tredicesimo delle ultime 15. La vittima sacrificale, questa volta, sono i Bulls, sempre più relegati nei bassifondi della Eastern Conference, con un record di 13 vittorie a fronte ben 44 sconfitte. Una partita in cui Milwaukee non può mai alzare il piede dall'acceleratore: dopo essere arrivati sopra di 14 punti a metà dell'ultima frazione di gioco, i Bucks incassano un parziale di 11-0, che riporta i Tori pericolosamente a contatto. Qui, a differenze di quanto accaduto contro i Magic, la squadra di coach Budenholzer trova la forza di reagire, grazie ai 19 di Eric Bledsoe, ai 17 di Malcom Brogdon e ai 16 di Khris Middleton. Dall'altra parte, i migliori sono sempre gli stessi Zach LaVine e Lauri Markkanen. Il primo chiude con 27 punti (17 dei quali nel primo tempo), mentre il finlandese chiude in doppia doppia con 20 punti e 17 rimbalzi.

TORONTO RAPTORS-BROOKLYN NETS 127-125

Quinto successo consecutivo per i Toronto Raptors, che si confermano al secondo posto della Eastern Conference grazie al canestro decisivo trovato da Kawhi Leonard addirittura a 4,2 secondi dalla fine, che permette ai canadesi di piegare le resistenze dei Brooklyn Nets 127-125 al termine di una partita al cardiopalma. Il migliore finale possibile per il campione di Riverside, autore di una prova maiuscola con ben 30 punti. Toronto intanto si è già innamorata di Marc Gasol, accolto dal boato della Scotiabank Arena e che con 11 punti nel quarto periodo ha un ruolo non irrilevante nella vittoria dei Raptors. Finale beffardo per i Brooklyn Nets, tra le squadre più calde di tutta la Nba, che all'intervallo lungo erano riusciti ad andare in vantaggio (60-56) e a cui non sono bastati i 28 punti e 14 assist di D'Angelo Russell.

CLEVELAND CAVALIERS-NEW YORK KNICKS 107-104
Continua il periodo nero in casa Knicks. Anzi, il più nero di sempre: contro Cleveland arriva infatti la diciassettesima sconfitta consecutiva, un filotto che non ha precedenti nella storia della franchigia. E dire che negli ultimi 21 secondi le possibilità di trascinare all'overtime la sfida con i Cavs, a loro volta malandati (reduci da quattro ko di fila), ci sarebbero anche, ma Luke Kormet, John Jenkins e Dennis Smith Jr sbagliano inopinatamente dall'arco e il tonfo numero 17 è servito. Cleveland si gode quindi una prova di carattere del suo gruppo, con Larry Nance Jr in doppia doppia (15 punti e 16 rimbalzi) e Kevin Love che, fresco di rientro dopo l’infortunio, porta a casa un rincuorante 14+9. New York deve invece accontentarsi dei 25 punti di Kadeem Allen, il massimo della sua carriera, ma il buio sopra la Grande Mela non si dirada.

DETROIT PISTONS-WASHINGTON WIZARDS 121-112
Il treno dei playoff transita anche da Motor City, con Detroit che centra la quarta vittoria di fila e appaia Miami all'ottavo posto della Eastern Conference: 121-112 il punteggio finale contro gli Washington Wizards. La stagione dei Pistons può cambiare volto e, alla Little Caesars Arena, sono due i grandi protagonisti: Andre Drummond e Blake Griffin, il primo con 32 punti e 17 rimbalzi, il secondo con una prova che gli fa sfiorare la tripla doppia (31 punti 9 rimbalzi e 9 assist). I Wizards si fermano dopo due vittorie consecutive, nonostante la buona vena realizzativa di diversi suoi uomini: Bobby Portis fa 24 punti, Trevor Ariza 23, Bradley Beal addirittura 32, aggiungendoci anche 10 assist. Ma a sorridere sono Detroit e il suo popolo.

INDIANA PACERS-CHARLOTTE HORNETS 99-90

Victor Oladipo può recuperare con tranquillità dal suo infortunio. Dopo lo choc per l'assenza del loro uomo da copertina, infatti, i Pacers si sono ritrovati e ora non sembrano volersi fermare più. Al Bankers Life Fieldhouse cadono infatti anche gli Hornets, con i padroni di casa che centrano la quinta vittoria consecutiva. L'uomo del giorno è Wesley Matthews, che con due triple nel quarto periodo indirizza la vittoria per i suoi. Il top scorer per Indiana è però Myles Turner, che chiude a 18 punti mentre Tyreke Evans si ferma a 12. Charlotte applaude Kemba Walker, che mette a referto 34 punti (di cui 26 in un secondo tempo sontuoso). Ma se ne torna in North Carolina con una sconfitta potenzialmente pericolosa: il settimo posto in Conference non autorizza Parker e compagni a dormire sonni tranquilli in ottica playoff.

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