Nba: Lakers e Rockets volano con Davis e Harden, cadono i Pelicans senza Melli  

New Orleans sconfitta in California, il Barba trova una tripla doppia con cui Houston batte i Sixers

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Nottata di numeri da urlo in Nba. I Lakers battono per 123-113 i combattivi Pelicans (che però rinunciano a Nicolò Melli) grazie a un gigantesco Anthony Davis, che mette a referto 46 punti e 13 rimbalzi. Ancora meglio fa James Harden, che nel 118-108 di Houston su Philadelphia è decisivo con una tripla doppia da 44 punti, 11 rimbalzi e 11 assist. Boston batte Atlanta in una sfida piuttosto nervosa, a Orlando il derby della Florida con Miami.

LOS ANGELES LAKERS-NEW ORLEANS PELICANS 123-113

Quarta vittoria di fila e ventottesima da inizio stagione per i Lakers, che stroncano il buon periodo di New Orleans rifilando ai Pelicans una lezione pesantissima. Tanto più che il protagonista assoluto è qualcuno che in Louisiana conoscono molto bene: Anthony Davis. Il grande ex si regala una doppia doppia da urlo, con 13 rimbalzi e ben 46 punti che di fatto spaccano la partita e permettono a LeBron James di "fermarsi" a quota 17 punti e 15 assist. I Pelicans comunque lottano allo spasimo, tanto da riuscire a rientrare nel quarto parziale dopo essersi trovati anche sul -22. Ma i californiani non tornano mai a un divario inferiore ai 7 punti. Da sottolineare i 23 punti di Lonzo Ball e i 22 di Brandon Ingram, in una partita in cui Nicolò Melli non entra nemmeno in campo.

HOUSTON ROCKETS-PHILADELPHIA 76ERS 118-108

I Rockets continuano a marciare a grande velocità, raccogliendo il quarto successo consecutivo tra le amiche mura del Toyota Center e tenendo nel mirino il quarto posto dei Clippers della classifica della Western Conference (i losangelini sono distanti una sola vittoria). A cadere in terra texana è Philadelphia, reduce invece da un tour natalizio tutt'altro che positivo (ne ha perse quattro di fila) e ora sesta a est. Houston vola grazie alle sue stelle: Russell Westbrook, che si regala un importante 20+7+4, Clint Capela autore di una prova da 30+14 rimbalzi, e soprattutto James Harden. Il Barba sforna una tripla doppia da incorniciare, caratterizzata da 44 punti, 11 rimbalzi e 11 assist che stroncano i Sixers. Cui non bastano un Ben Simmons a sua volta in tripla doppia (29 punti, 13 rimbalzi, 11 assist) e il rientrante Joel Embiid (20+12).

ORLANDO MAGIC-MIAMI HEAT 105-85

Non è e non potrà mai essere banale lo scontro tra le due anime della Florida per quanto riguarda il basket a stelle e strisce, specie in un periodo storico in cui Miami sembra avere un netto e consolidato vantaggio sui cugini di Orlando. E anche per questo pesa tantissimo il successo ottenuto all'Amway Center dai Magic, che non solo si prendono una piccola rivincita "statale" ma mettono un mattone importante sul loro ottavo posto in Eastern Conference e quindi sui playoff. Grande protagonista della sfida è Terrence Ross, che parte dalla panchina ma riesce a regalare ai suoi qualcosa come 25 punti, più anche dei 20 (con 11 rimbalzi) di Nikola Vucevic, i 16 di Aaron Gordon e i 15 di Evan Fournier. Prova di squadra insomma di altissimo livello per i padroni di casa, mentre in casa Heat c'è poco da salvare. Sicuramente Jimmy Butler, autore di 23 punti, 10 rimbalzi e 7 assist, in parte Bam Adebayo (che centra una doppia doppia, ma con un certamente non roboante 14+10): rimane però la sensazione di una squadra che soprattutto in avanti qualche problema ce l'ha.

BOSTON CELTICS-ATLANTA HAWKS 109-106

Fatica decisamente più del previsto in una sfida che somiglia quasi a un testacoda di Conference, ma alla fine Boston riesce a prevalere sui volenterosi Hawks che al TD Garden scappano via nel primo quarto volando a +18 sui Celtics. I padroni di casa riescono però a reagire e a fare loro una sfida delicata e a tratti anche parecchio nervosa: Marcus Smart (decisivo con la tripla del +4 nell'ultimo minuto di gioco) va anche a litigare con la panchina ospite e si becca un doppio tecnico dopo un faccia a faccia con Alex Len. Sorride comunque Boston e vince la settima delle ultime otto, grazie in particolare ai 24 punti con 10 rimbalzi di Jaylen Brown, i 18 di Gordon Hayward e i 14+11 di Enes Kanter. Top scorer di serata è ancora una volta Trae Young (28+10 assist), ma come spesso accade non basta e Atlanta arriva a 28 ko in 35 partite di campionato.

PHOENIX SUNS-NEW YORK KNICKS 120-112

Phoenix ci ha preso gusto e dopo diverse settimane di profondo rosso infila la terza vittoria in quattro partite iniziando a vedere i playoff come un obiettivo non più utopistico. E pensare che l'onda positiva dei Suns sembrava sul punto di interrompersi alla Talking Stick Resort Arena contro un'altra lungodegente fresca di rinascita. Si tratta dei Knicks, che addirittura hanno vinto le ultime tre e sognano a lungo il quarto successo consecutivo (un filotto che manca da oltre due anni). Nel quarto quarto viene però vanificato un vantaggio di 11 punti dalla rimonta poderosa dei Suns, che infilano un parziale di 37-25 e volano grazie ai 29 punti di Kelly Oubre (di cui 20 nel solo secondo tempo) e soprattutto i 38 di Devin Booker: per lui è la quinta di fila con più di 30 punti a referto. In casa New York ci si prova ad accontentare dei 25 di Marcus Morris e dei 20 di Bobby Portis, che pure parte dalla panchina. Il segnale più bello arriva però dall'intera squadra, che sembra aver finalmente riscoperto il gusto della lotta.

WASHINGTON WIZARDS-PORTLAND TRAIL BLAZERS 103-122

Alla Capitol One Arena si scontrano due delle squadre più in difficoltà del momento, e purtroppo per la gente di Washington ad avere la peggio sono ancora una volta gli Wizards. Portland torna infatti al successo dopo cinque sconfitte consecutive e improvvisamente sembra dimenticarsi tutti i suoi problemi in attacco. Così Hassan Whiteside centra una splendida doppia doppia da 23 punti e 21 rimbalzi, CJ McCollum arriva a 24 punti, Carmelo Anthony partecipa alla festa con 16. Chi è però il mattatore assoluto del match è un Damian Lillard tirato a lucido e autore di ben 35 punti. Per Washington c'è poco da fare: la lista degli assenti è lunghissima (Bradley Beal, Rui Hachimura, Moritz Wagner, Davis Bertans e Thomas Bryant), l'umore generale piuttosto basso, in più viene espulso quasi subito Isaiah Thomas. Anzi, va dato onore al merito ai padroni di casa di essere riusciti a rialzare la testa dopo un -19 e riaccendere una sfida in cui Jordan McRae parte dalla panchina e chiude a 35 punti.
 

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