NBA

Nba: i Lakers vincono la prima senza LeBron, ok Jazz, Suns e Nets

Interrotta la striscia di quattro sconfitte consecutive dei campioni in carica, Boston passa a Milwaukee, Gallinari vince il derby italiano contro Mannion

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Dopo quattro sconfitte consecutive i Los Angeles Lakers si rialzano e conquistano la prima vittoria senza LeBron James: stesa Cleveland. In vetta alla Western Conference marciano spedite sia Utah (contro Memphis) sia Phoenix (a Toronto); bene anche Denver contro New Orleans. A Est, Brooklyn passa a Detroit con i 44 punti di James Harden; Segnali di risveglio per Boston a Milwaukee, mentre gli Hawks di Gallinari battono gli Warriors di Mannion.

LOS ANGELES LAKERS-CLEVELAND CAVALIERS 100-86
Primo successo senza LeBron James ed Anthony Davis per i Lakers, che rimontano 7 punti di svantaggio all’intervallo lungo con un’ottima partenza nella ripresa. I gialloviola, infatti, cominciano il secondo tempo con un parziale di 19-2, tenendo poi Cleveland a soli 10 punti segnati nell’intera frazione e controllando il match fino alla vittoria finale, toccando anche il +19. Privi di Collin Sexton, i Cavaliers non vanno oltre i 17 punti con 10 rimbalzi dell’ex Larry Nance Jr., mentre in casa dei campioni in carica ci pensano Dennis Schröder (17 punti), Talen Horton-Tucker (15) e soprattutto Montrezl Harrell (24+10) a portare a casa una vittoria quanto mai necessaria. Per coach Vogel arriva anche la buona notizia che Davis potrà cominciare a lavorare in campo dopo il controllo dei medici, avvicinando così il proprio ritorno.

UTAH JAZZ-MEMPHIS GRIZZLIES 117-114
Memphis aveva l’occasione di mandare la gara in overtime su una tripla (poi sbagliata) di Dillon Brooks dopo essersi trovata sotto di 11 punti a tre minuti e mezzo dalla fine. Tuttavia il grande ex Mike Conley vince una palla a due, sancendo il successo dei suoi Jazz, davanti anche di 21 lunghezze durante la partita (73-52). Mitchell è il protagonista della vittoria di Utah, ma fondamentali anche i 25 con 9 rimbalzi di Rudy Gobert (mai in lunetta) e i 9 punti nell’ultimo quarto (dei suoi 14) di Jordan Clarkson. Donovan Mitchell confeziona una gara da 35 punti in 36 minuti, aggiungendo anche 6 assist e 5 rimbalzi alla sua prestazione. Se Memphis rimane in partita fino alla fine con la migliore squadra Nba, il merito è soprattutto di un ottimo Ja Morant, autore di 32 punti e 11 assist con una sola palla persa.

TORONTO RAPTORS-PHOENIX SUNS 100-104
Phoenix trova il modo di portare a casa un altro successo pesante in trasferta, il 15° di questa eccellente stagione, nonostante una serata in cui il tiro non entra. Pur senza nessun canestro negli ultimi 3:50, i Suns tengono botta dopo che i Raptors erano rientrati da -14 a -2, ringraziando Mikal Bridges per un rimbalzo offensivo fondamentale a 7.3 secondi dalla fine. Chris Paul e Deandre Ayton chiudono con 19 punti a testa e Devin Booker ne aggiunge 16 in una serata sotto il 50% complessivo di squadra e da sole 9 triple a segno su 36 tentate, resistendo ai 26 con 11 rimbalzi di Pascal Siakam e i 22 di Fred VanVleet. Appena arrivato da Portland, Gary Trent Jr. è stato subito schierato titolare da coach Nurse, chiudendo con 8 punti e 4/11 al tiro in 31 minuti, seguito da Rodney Hood dalla panchina (2 punti in 18 minuti).

NEW ORLEANS PELICANS-DENVER NUGGETS 108-113
Dopo il ko della scorsa settimana, i Nuggets si prendono la rivincita contro i Pelicans, seppur dovendo sudare fino all’ultimo istante per portare a casa la vittoria. La squadra di coach Malone inizia l’ultimo quarto con 11 lunghezze da recuperare, ma chiude il match con un parziale di 24-8 per potere vincere la settima delle ultime otto gare in trasferta. Nikola Jokic prosegue nella sua marcia verso il premio di MVP, aggiungendo un’altra prestazione da 37 punti e 9 assist senza tiri liberi tentati (17/30 dal campo), seguito dai 25 di Michael Porter Jr. e i 23 di Jamal Murray, autore anche di 11 assist. Per New Orleans, Zion Williamson chiude con il suo massimo in carriera da 39 punti, con 10 rimbalzi e 2 stoppate, portando a 22 la sua striscia di gare sopra i 20 punti segnati (nuovo record Nba sotto i 21 anni).

DETROIT PISTONS-BROOKLYN NETS 111-113
James Harden e Blake Griffin sono i due i top scorer sui quali Brooklyn può sempre contare, stanti sempre le assenze di Kevin Durant e Kyrie Irving. Detroit aveva impattato a quota 106 dopo un parziale di 10-0 per i Nets e i newyorkesi hanno così bisogno di un gioco da tre di Harden e di una tripla di Jeff Green per vincere una partita non facile. Solo due assist mancanti separano James Harden da un’altra clamorosa tripla doppia: 44 punti (con 14/30 al tiro, 4/11 da tre punti e presentandosi 14 volte in lunetta, con 12 centri), 14 rimbalzi e 8 assist per lui. È sempre Jerami Grant il migliore per i Pistons, a quota 19, ma con un brutto 5/14 al tiro. Da segnalare i 14 dalla panchina di Frank Jackson in soli 11 minuti e la doppia doppia di Mason Plumlee (13 punti e 10 rimbalzi).

MILWAUKEE BUCKS-BOSTON CELTICS 114-122
I Celtics interrompono la striscia di otto vittorie consecutive dei Bucks grazie a un ottimo secondo tempo e possono ora guardare con fiducia al futuro dopo le cinque sconfitte patite nelle precedenti sei partite. I biancoverdi realizzano 9 delle 14 triple tentate nel terzo quarto per 43 punti complessivi, mantenendosi sempre a distanza di sicurezza dagli avversari per tutta la ripresa e si prendono la rivincita della sconfitta di un paio di giorni fa. Jayson Tatum chiude con 34 punti. Kemba Walker ne aggiunge 21 e Marcus Smart 23, a cui si uniscono i 18 di Jaylen Brown. Per la seconda gara consecutiva Giannis Antetokounmpo viene tenuto sotto controllo dalla difesa di Boston, chiudendo con soli 16 punti, 8 rimbalzi e 5 assist in 27 minuti con 6/12 al tiro. Meglio di lui fa Khris Middleton con 19 e Jrue Holiday con 17.

GOLDEN STATE WARRIORS-ATLANTA HAWKS 108-124
Gli Hawks prendono il controllo della partita nel secondo quarto e non si voltano più indietro, toccando anche il +24 e tornando a vincere sul campo di Golden State a 10 anni di distanza dall’ultima volta. Merito delle doppie doppie da 21 punti e 15 assist di Trae Young e da 18+15 di Clint Capela, ma soprattutto del miglior John Collins della carriera: 38 punti accompagnato da 12 rimbalzi. L’unico giocatore in doppia cifra della panchina di Atlanta è Danilo Gallinari, autore di 12 punti con 5/9 al tiro di cui 2/4 da tre punti. Si allunga così a quattro la striscia di sconfitte di fila degli Warriors. Sempre senza Steph Curry, Andrew Wiggins ne mette 29 per guidare un quintetto in cui anche Wiseman (18), Oubre (14) e Poole (15) chiudono in doppia cifra. Doppia cifra anche per Nico Mannion con 10 punti, 5 assist, 2 recuperi e 3/8 al tiro in 25 minuti.

LE ALTRE PARTITE
Norman Powell, ex giocatore dei Raptors appena arrivato dal mercato, chiude subito come migliore marcatore di Portland a quota 22 punti; i Blazers vincono così 112-105 sul campo di Orlando. Charlotte non sbaglia un colpo da quando ha perso LaMelo Ball: dopo le vittorie contro Spurs e Rockets, arriva anche il successo per 110-105 su Miami, con 42 punti combinati della ‘nuova’ coppia di guardie Terry Rozier e Devonte’ Graham. Domantas Sabonis e Malcolm Brogdon chiudono entrambi a quota 22 punti nel successo 109-94 di Indiana contro Dallas. Nella sfida tra le due squadre peggiori di Nba, alla fine a spuntarla è Minnesota, che batte in casa 107-101 Houston al termine di una rimonta clamorosa: super parziale di 22-0 nella ripresa grazie a 14 dei 29 punti di Karl-Anthony Towns.

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