NBA

Nba: Golden State torna alla vittoria, sorridono anche Philadelphia e Chicago

Gli Warriors ritrovano i big e stendono Sacramento, Embiid travolge Boston con 41 punti e i Bulls battono Houston. Memphis e Clippers ko

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Nella notte Nba, Golden State ritrova i big e la vittoria grazie al 113-98 sui Sacramento Kings firmato dai 30 punti di Curry. Prestazione sontuosa di Joel Embiid, che ne mette a referto 41 con 10 rimbalzi nel 108-103 di Philadelphia in casa di Boston. Sorride anche Chicago (133-118 su Houston), mentre crollano Memphis e Clippers, battuti in casa rispettivamente da Okc (99-102) e Spurs (92-116). Utah batte 112-102 Charlotte.

GOLDEN STATE WARRIORS-SACRAMENTO KINGS 113-98
Golden State torna alla vittoria confermando che il brutto ko di Toronto era dovuto solo e soltanto alle assenze. Kerr, infatti, ritrova tutti i big ad eccezione di Poole e batte 113-98 Sacramento in un match nel quale, però, serve l'allungo finale (29-19) per avere ragione dei Kings, che partono in svantaggio di 10 punti nel corso del primo quarto (26-16), ma risalgono dal -12 dell'intervallo lungo rimettendo tutto in discussione (84-79) prima dei 12 minuti conclusivi. A stendere Sacramento ci pensa, però, Steph Curry, che torna e con 30 punti contribuisce al successo degli Warriors: 13/27 al tiro e 4/12 dall'arco per il recordman di triple della Nba (festeggiato prima e durante il match così come Kerr, nuovo allenatore del Team Usa), con anche 3 rimbalzi e 4 assist. A Sacramento, invece, non bastano i 43 punti realizzati in coppia da Haliburton (24 con 11 assist) e Barnes (19 con 4 triple). Tra le fila di Golden State, che resta seconda con 25-6 di score ad Ovest, c'è da registrare anche la tripla doppia (31esima in carriera) di Draymond Green: 16 punti, 11 rimbalzi e 10 assist con soli 4 errori al tiro (7/11). Sacramento scivola fuori dalla zona play-in, staccata da Portland.

BOSTON CELTICS-PHILADELPHIA 76ERS 103-108
Prestazione sontuosa di Joel Embiid, che si dimostra uno dei giocatori più in forma del momento mettendo a referto una strepitosa doppia doppia in casa di Boston con i suoi Sixers: 41 punti e 10 rimbalzi nel 108-103 di Philadelphia al TD Garden. Numeri che valgono il successo in rimonta, dato che prima dell'ultimo quarto i Celtics erano avanti di 5 punti (80-75). Il camerunense, però, grazie al suo 14/27 dal campo e ai suoi 12 liberi realizzati sui 14, regala ai suoi un successo importante, che vale l'aggancio in zona playoff a Washington e che rispedisce indietro Boston. Tra le fila dei Celtics, Brown ne mette a referto 30 ma con un non esaltante 9/22 al campo. Fa ancora peggio Jayson Tatum, che si ferma a 17 punti con 5/14 al tiro e senza punti oltre l'arco (0/3). Embiid, invece, è ben aiutato: Seth Curry (26) e Tobias Harris (25) realizzano 51 punti in coppia. Un trio più che sufficiente, visto che si rivelano gli unici in doppia cifra tra le fila dei Sixers.

CHICAGO BULLS-HOUSTON ROCKETS 133-118
Convincente successo di Chicago, che batte 133-118 Houston e si conferma al secondo posto della Eastern Conference, mettendo nel mirino il primo dei Nets. Allo United Center, i Bulls archiviano la pratica Rockets già nel primo tempo: 73-54 il risultato del primo tempo, con il 32-29 del terzo quarto che mette ulteriore distanza tra le due squadre. Houston riesce solo a rendere meno amaro il ko (35-28), poi crolla: finisce sul +15 (133-118) per Chicago, al diciannovesimo successo stagionale. Senza LaVine, il trascinatore è comunque DeMar DeRozan, che conclude solo in area (11/18) e con 4 liberi chiude con 26 punti, 3 rimbalzi e 6 assist. Bene anche White (24 con 5 triple), mentre tra le fila di Houston l'unico a reggere il ritmo è Christian Wood, che ne mette a referto 23 con 11 rimbalzi e 8/14 dal campo. Chicago è ora lontana due vittorie da Brooklyn che però ha anche una partita in più; Houston, invece, torna all'ultimo posto con 10-21 di score, riagganciata dai Pelicans.

LOS ANGELES CLIPPERS-SAN ANTONIO SPURS 92-116
Brutto ko per i Clippers, travolti in casa da San Antonio: 116-92 il risultato dello Staples Center, con i padroni di casa che perdono nonostante il rientro di Paul George. A fare la differenza è l'allungo del terzo periodo: gli Spurs, già avanti 62-48 a fine primo tempo, trovano il +13 (30-17) che mette definitivamente fine ad ogni speranza di rimonta dei Clippers, a cui non bastano i 25 punti con 6 assist e 6 rimbalzi di Paul George (8/18 al tiro e 3/9 dall'arco). Il vero trascinatore di San Antonio è Dejounte Murray, che trova 24 punti (e 4 triple), 12 rimbalzi e 13 assist: una strepitosa tripla doppia affiancata dai 17 di Poeltl (con 11 rimbalzi). Con questo successo, gli Spurs salgono a 12-18 di score e si portano ad una vittoria dal play-in della Western Conference, mentre i Clippers rimediano il terzo ko di fila, restano sesti a parità di score (16-15) con i Lakers ma subiscono il sorpasso di Denver, ora quinta ad Ovest.

MEMPHIS GRIZZLIES-OKLAHOMA CITY THUNDER 99-102
Sconfitta interna per Memphis, che ritrova Ja Morant ma perde 102-99 contro Okc e si allontana ulteriormente dal terzo posto di Utah ad Ovest. Eppure, i Grizzlies partono meglio e sono avanti di 12 punti (28-16) dopo i primi 12 minuti, ma prima dell'intervallo lungo i Thunder recuperano e si portano sul -3 (50-47). Il secondo tempo va proprio a Okc, che con il 55-49 del terzo e dell'ultimo quarto si portano a casa una prestigiosa vittoria. A Memphis non bastano i 25 punti di Desmond Bane, top scorer con 10/20 al tiro e 5 triple. Brooks trova 19 punti, mentre il rientrante Ja Morant si ferma a 16 con 6/12 dal campo. Okc, invece, vince grazie ai 23 di Gilgeous-Alexander e alla doppia doppia (19 con 11 assist) di Giddey. L'altro canadese dei Thunder, Dort, si ferma invece a 12. I Thunder restano comunque terzultimi ad Ovest, secondo ko di fila per Memphis, sempre quarta nella Western Conference.

UTAH JAZZ-CHARLOTTE HORNETS 112-102
Utah si conferma al terzo posto della Western Conference e allunga sul quarto di Memphis grazie al 112-102 su Charlotte, che scivola fuori dalla zona playoff ad Est e si deve accontentare momentaneamente dell'ottavo posto. I Jazz partono fortissimo e rifilano subito un clamoroso 35-16 agli Hornets: un +16 che resiste per tutto il resto del match, con gli ospiti che accorciano le distanze, si aggiudicano tutti e tre i restanti periodi, ma non riescono a recuperare completamente lo svantaggio. Finisce 112-102 con 67 punti del trio di Utah composto da Bodganovic (23), Gobert (23) e Donovan Mitchell (21). Charlotte, invece, crolla nonostante le doppie doppie di LaMelo Ball e Miles Bridges, entrambi a quota 21 (e con la stessa percentuale al tiro, 8/20) ma che chiudono rispettivamente con 11 assist e 11 rimbalzi.

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