Nba, fenomeno globale

Il passaggio di Lebron James ai Lakers ha amplificato anche l'esposizione commerciale dell'intera Lega

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La NBA è sempre più un fenomeno globale. Delle quattro leghe più importanti nel pianeta USA (NFL, MLB e NHL le altre), è certamente quella con maggiore impatto a livello internazionale. Effetto che sta crescendo in maniera esponenziale col passaggio di Lebron James ai Los Angeles Lakers. Il suo trasferimento in un mercato come quello californiano e in una squadra di grande seguito ha amplificato anche l'esposizione commerciale dell'intera Lega.

Negli States sono le stesse leghe a gestire l'aspetto commerciale. Oltre alla vendita dei diritti televisivi, grande attenzione al merchandising con store di riferimento (il primo in Europa verrà aperto a Milano) e soprattutto attraverso i siti ufficiali. Non solo abbigliamento (la nuova maglia di Lebron ha già raggiunto picchi assoluti), ma le stesse partite. Infatti, come da tradizione nello sport americano, la NBA consente di vivere tutte le gare (82 di stagione regolare per ogni squadra) attraverso il league pass (watch.nba.com), che ormai è diventato un fenomeno trasversale perché permette di non perdere neppure un minuto dello spettacolo cestistico più appassionante al mondo.

Opportunità che crescono visto che i biglietti sono quasi introvabili e piuttosto costosi, soprattutto nelle piazze più prestigiose, proprio come quella dei Lakers (oltre 100 dollari il meno caro allo Staples Center). Iniziative che permettono a tutti gli appassionati di vivere la propria passione a 360° in qualunque luogo del mondo, senza alcuna differenza geografica. In tal senso si può anche comprendere come stia crescendo il numero di giocatori provenienti dai cinque continenti. Non soltanto dall'Europa, ma anche dall'Africa, dall'Asia e dall'Oceania con uomini copertina come l'australiano Ben Simmons e il neozelandese Steven Adams.

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