BASKET

Nba, Curry da record per Golden State: 62 punti! Sorridono le due di Los Angeles

Steph realizza il massimo in carriera nella vittoria degli Warriors su Portland. Clippers ok a Phoenix, i Lakers domano Memphis. Bene i Celtics, Dallas cade senza Doncic

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È Stephen Curry il protagonista principale della notte Nba: il due volte Mvp della regular season realizza il suo career high firmando 62 punti nella vittoria per 137-122 di Golden State su Portland. Vincono le due di Los Angeles: i Clippers battono i Suns 112-107, i Lakers domano Memphis 108-94. Successi di misura per Boston (122-120 a Detroit) e Washington (123-122 a Brooklyn). Dallas, senza Doncic, perde a Chicago (118-108).

afp

GOLDEN STATE WARRIORS-PORTLAND TRAIL BLAZERS 137-122

Come ai vecchi tempi, gli Warriors riassaporano la vittoria, dopo la sconfitta di quarantott’ore fa contro lo stesso avversario, grazie a una mostruosa prestazione di Steph Curry, che aggiorna il suo massimo in carriera con 62 punti (equamente spartiti fra primo e secondo tempo) con uno spettacolare 8/16 dalla distanza e un plus-minus di +20 che ne certifica l’effcacia a livello di risultato finale. Portland è letteralmente travolta dalle prodezze del due volte Mvp della regular season e non riesce mai ad insidiare la squadra di casa nonostante i 32 punti di Damian Lillard, i 28 di C.J. McCollum e i 24 di Enes Kanter. Entrambe le squadre sono ora a ‘quota 500’, con tre vittorie e tre sconfitte a testa.

PHOENIX SUNS-LOS ANGELES CLIPPERS 107-112

Vittoria importante contro un avversario difficile per i Clippers, che vale tra l’altro l’aggancio in testa alla Western Conference, a pari merito proprio con Suns e Lakers. Il protagonista assoluto della serata è Paul George, che mette a tabellino 39 punti con un impressionante 7/10 da tre e fa passare in secondo piano la prestazione incolore di Kawhi Leonard, che si ferma a 15 punti tirando con il 19% dal campo. Ai Suns non bastano i 25 punti di Devin Booker e i 24 di Deandre Ayton, protagonisti di una rimonta nel finale che li porta dal -31 al -5 ma non evita la seconda sconfitta stagionale. 15 punti per Chris Paul. Prima della partita, intenso minuto di raccoglimento dedicato alla memoria di Paul Westphal, ex leggenda di Phoenix sia da giocatore sia da allenatore, scomparso il 2 gennaio per un tumore cerebrale all’età di 70 anni.

MEMPHIS GRIZZLIES-LOS ANGELES LAKERS 94-108

Serata perfetta per i campioni in carica, che agganciano la vetta a Ovest battendo dei Grizzlies capaci di restare in partita fino all’ultimo periodo, prima di capitolare sotto i colpi di LeBron James. I gialloviola rendono ampio il punteggio soltanto nel finale, con l’Mvp delle ultime Finals che realizza una doppia doppia da 22 punti e 13 rimbalzi e si produce in giocate impossibili per i comuni mortali, come l’ormai iconica ‘tripla dal logo’. Serata così così invece per il ‘gemello’ Anthony Davis, 17 punti con 6/15 al tiro. Applausi per l’ex Marc Gasol, che pur con cifre relativamente basse (7 punti e 6 rimbalzi per l’ex di serata) è protagonista di una prova generosa, nonostante una botta al volto che lo costringe a un paio di punti di sutura all’altezza del sopracciglio sinistro. Dall’altra parte doppia-doppia di Jonas Valanciunas (14 punti, 10 rimbalzi), ma non basta.

DETROIT PISTONS-BOSTON CELTICS 120-122

Sfida tiratissima alla Little Caesars Arena, dove soltanto a 2.9 secondi dalla fine Boston riesce a spuntarla contro una Detroit in crescita, punendola con il jumper della vittoria realizzato da Jayson Tatum. Per il numero 0 doppia doppia da 24 punti e 12 assist e match vissuto da protagonista assieme al compagno di squadra Jaylen Brown, che mette a referto 31 punti con un impressionante 13/16 dal campo (5/8 da tre, nessun errore da due). Bene anche Marcus Smart, con 17 punti e 10 assist. Non sono sufficienti ai Pistons sei uomini in doppia cifra, guidati dai 22 punti di Jerami Grant. C’è preoccupazione, inoltre, per l’infortunio di Josh Jackson, uscito zoppicante nel terzo periodo (dopo aver realizzato 13 punti) e rimasto negli spogliatoi fino al termine.

CHICAGO BULLS-DALLAS MAVERICKS 118-108

Senza Luka Doncic i Mavericks si sciolgono come neve al sole: lo sloveno è costretto a riposare per una contrattura al quadricipite sinistro (in dubbio anche la sua presenza nella prossima partita, contro Houston) e i suoi compagni affondano contro una squadra partita senza ambizioni e che, invece, trova la terza vittoria nelle ultime quattro uscite. Due i protagonisti principali del successo del Bulls: il primo è Zach LaVine, che realizza 39 punti, il secondo è Coby White, che ne aggiunge 23 con un paio di canestri decisivi nell’allungo finale. In casa Mavs è Jalen Brunson a provare a fare le veci di Doncic, ma nonostante i 31 punti del figlio di Rick (meteora della ‘FuturVirtus’ nel 2004) Chicago veleggia senza particolari problemi verso il successo finale.

BROOKLYN NETS-WASHINGTON WIZARDS 122-123

Battaglia punto a punto al Barclays Center, dove a spuntarla, al termine, sono gli Wizards, alla seconda vittoria consecutiva, la prima con Russell Westbrook in campo. L’ex Thunder e Rockets tira malissimo (7/25 complessivo, 1/7 dalla distanza) ma è il secondo miglior marcatore dei suoi con 24 punti, tre in meno rispetto a Bradley Beal. È Thomas Bryant, però, l’elemento decisivo per la vittoria: il prodotto di Indiana University segna 21 punti, gli ultimi due dei quali valgono il sorpasso a 14.9 secondi dalla conclusione del match. Negli ultimi secondi Kyrie Irving (30 punti e 10 assist per lui) sbaglia la tripla del sorpasso e, nonostante il rimbalzo offensivo a proprio favore, Kevin Durant (28 punti e 11 rimbalzi) non riesce a ribadire a canestro il successivo jumper, tantato proprio sulla sirena finale.

MINNESOTA TIMBERWOLVES-DENVER NUGGETS 109-124

Ancora senza Karl-Anthony Towns, fermo per un problema al polso, non bastano 25 punti di Malik Beasley e 20 di Jarrett Culver per impedire ai T-Wolves di subire la quarta sconfitta in sei partite. Dall’altra parte, infatti, c’è una Denver desiderosa di rivincita dopo una partenza a dir poco a singhiozzo: i Nuggets emergono nel finale grazie ai 36 punti di Jamal Murray e alla tripla doppia di Nikola Jokic, che realizza 19 punti, distribuisce 12 assist e raccoglie altrettanti rimbalzi. Sugli scudi anche gli elementi della panchina, guidati dai 15 punti di Facundo Campazzo, argentino ex Real Madrid. Per i Nuggets, che hanno un record di 2 vinte e 4 perse come Minnesota, è la prima vittoria dopo due ko consecutivi.

SAN ANTONIO SPURS-UTAH JAZZ 109-130

Convincente vittoria in trasferta per i Jazz, che tirano con il 51,2% da tre punti (21/41) e trovano in Bojan Bogdanovic un cecchino quasi infallibile: 6/7 dalla distanza per l’ex Fenerbahce, miglior marcatore di serata con 28 punti. Prestazione positiva anche per Donovan Mitchell, che realizza 22 punti con 5 triple a segno, e per Jordan Clarkson, che ne aggiunge 18 dalla panchina. Sottotono invece i neroargento padroni di casa: Keldon Johnson è il leader di serata con 22 punti, seguito dai 19 di DeMar DeRozan. Per gli uomini di Gregg Popovich è la quarta sconfitta di fila: il 2-0 con cui avevano iniziato la stagione sotto Natale è ormai molto lontano.

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