NBA

Nba: All-Star Game al Team LeBron, Antetokounmpo Mvp. Curry re della gara da 3 punti

La squadra capitanata dal campione gialloviola batte il Team Durant 170-150. Steph vince il 3-point Shootout, a Sabonis lo Skills Challenge. Simons prevale nello Slam Dunk Contest

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Il Team LeBron si aggiudica l’All-Star Game 2021 nella ‘mini-bolla’ di Atlanta, battendo 170-150 il Team Durant: Mvp della serata è Giannis Antetokounmpo (35 punti, 16/16 dal campo), che conquista il premio di miglior giocatore dedicato alla memoria di Kobe Bryant. Negli eventi a corollario, Curry vince per la seconda volta in carriera la gara del tiro da 3 punti, Sabonis conquista lo Skills Challenge. Simons è il re delle schiacciate.

ALL-STAR GAME: TEAM LEBRON-TEAM DURANT 170-150
Il divertimento non manca nella ‘mini-bolla’ di Atlanta, anche se qualche nome importante è costretto a dare forfait in extremis (Joel Embiid e Ben Simmons sono in quarantena per essersi tagliati i capelli a Philadelphia da un barbiere risultato positivo al Covid) e i due capitani sono coinvolti poco (LeBron James) o nulla (Kevin Durant, ma si sapeva già da diversi giorni) nella sfida sul parquet. Alla fine, davanti ai 1.500 spettatori della State Farm Arena, rigorosamente selezionati e testati per entrare nella bolla, a vincere è la squadra capitanata dal campione dei Lakers, che si permette il lusso di giocare poco più di 12 minuti, realizzare 4 punti e guardare tutto il secondo tempo dalla panchina: d’altra parte aveva definito uno “schiaffo in faccia nei confronti dei giocatori” la decisione di far giocare l’All-Star Game (quest’anno ‘compresso’ in una sola giornata con i classici eventi collaterali disputatisi prima della partita e, nel caso dello Slam Dunk Contest, all’intervallo), e coerentemente decide di non prendersi la scena.

La ‘sua’ squadra, però, la scena se la prende eccome: grazie soprattutto alle evoluzioni di un impressionante Giannis Antetokounmpo (che con 35 punti e 16/16 dal campo, mai nessuno come lui in un contesto simile, vince premio di Mvp dell’All-Star Game dedicato alla memoria di Kobe Bryant) e alle bombe di Steph Curry (che tira 8/16 dalla distanza e alla fine realizza 28 punti), il Team LeBron vince i primi tre quarti, con punteggi separati come previsto dalla nuova formula inaugurata lo scorso anno, rispettivamente per 40-39, 60-41 e 46-45, e può permettersi così di subirne 25 prima di segnarne a sua volta 24 nell’ultimo periodo e ottenere la vittoria finale. Il Team Durant avrebbe infatti dovuto segnarne 45, i 24 in onore di Bryant più i 21 del distacco complessivo: una missione impossibile. A chiudere il discorso ci pensa Damian Lillard con una bomba insensata da metà campo che vale il 170-150 finale, a conclusione di una prova da 32 punti complessivi, con le identiche percentuali di Curry dalla distanza. Per il Team LeBron ci sono anche 22 punti di Jaylen Brown, mentre concludono sotto la doppia cifra Luka Doncic (8 punti in 32 minuti), Nikola Jokic (6 in poco più di 19 minuti) e Chris Paul: quest’ultimo, però, mette la firma su ben 16 assist. Il Team Durant, penalizzato dalle assenze, si prende la soddisfazione di vincere solo l’ultimo periodo: i migliori realizzatori sono Bradley Beal con 26 punti, Kyrie Irving con 24 (e 12 assist) e James Harden con 21. Per Zion Williamson 10 punti e la soddisfazione della chiamata in extremis fra i titolari, vista l’assenza di Embiid.

Oltre al discorso sportivo, come lo scorso anno le due squadre avevano scelto due enti benefici cui donare una cifra in beneficenza che dipendeva dai risultati dei singoli quarti di gioco: alla fine, il Team LeBron è riuscito, vincendo tre quarti, a donare 1,25 milioni di dollari al Thurgood Marshall College Fund, menter il Team Durant, conquistando l’ultimo periodo, ha donato 500mila dollari a Uncf: si tratta di due realtà che promuovono gli studi universitari supportando le minoranze negli Stati Uniti.

3-POINT SHOOTOUT: STEPH CURRY RE PER LA SECONDA VOLTA
A sei anni di distanza dalla prima e (fino a ieri) unica vittoria, Steph Curry dei Golden State Warriors conquista la sua seconda gara del tiro da tre punti, eguagliando Mark Price, Jeff Hornacek, Peja Stojakovic e Jason Kapono. Lo fa alla fine di un contest avvincente, battendo all’ultimissimo tiro Mike Conley degli Utah Jazz (selezionato al posto dell’infortunato Devin Booker dei Phoenix Suns): 28-27, al termine, il punteggio a favore di Curry, che sfrutta nel modo migliore le ‘money ball’ dal valore di 2 punti. Nel turno finale partecipa anche Jayson Tatum dei Boston Celtics, che però non va oltre quota 17 e deve accontentarsi della terza piazza. Curry aveva ottenuto il miglior punteggio (31) anche nel turno di qualificazione, dopo il quale erano stati eliminati gli altri tre partecipanti alla gara: Zach LaVine dei Chicago Bulls, Donovan Mitchell degli Utah Jazz e Jaylen Brown dei Boston Celtics.

SKILLS CHALLENGE: SABONIS CONQUISTA LA ‘FINALE EUROPEA’
Slalom in palleggio, passaggio di precisione, layup, tiro dalla distanza: percorso ‘classico’ per lo Skills Challenge, la gara delle abilità disputatasi prima dell’inizio della partita delle stelle, e vinta per la prima volta in quattro anni (l’ultimo fu Kristaps Porzingis nel 2017) da un giocatore europeo, Domantas Sabonis. Il talento degli Indiana Pacers batte in finale un altro cestista del Vecchio Continente, Nikola Vucevic degli Orlando Magic, in una sfida a sorpresa visto che i semifinalisti sconfitti sono Luka Doncic dei Dallas Mavericks e Chris Paul dei Phoenix Suns. Ennesima delusione proprio per quest’ultimo, che nella sua carriera non è mai riuscito a conquistare lo Skills Challenge.

SLAM DUNK CONTEST: VINCE ANFERNEE SIMONS
C’erano poche aspettative per una gara delle schiacciate in formato minore, sia nel numero di partecipanti (solo tre) sia per quel che riguardava la loro popolarità fra gli appassionati: alla fine, nel contest che ha luogo durante l’intervallo dell’All-Star Game, è Anfernee Simons dei Portland Trail Blazers a vincere, battendo in finale Obi Toppin dei New York Knicks. Simons arriva quasi a baciare (letteralmente) il ferro nell’ultimo tentativo, mostrando una verticalità incredibile e guadagnandosi il favore dei giudici (Dee Brown, Jason Richardson, Josh Smith, Spud Webb e Dominique Wilkins, tutti vincitori della gara delle schiacciate). Eliminato nel primo turno l’altro partecipante, Cassius Stanley degli Indiana Pacers.

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