MONDIALI BASKET

Italbasket, Petrucci esalta Pozzecco: "Un condottiero, mai avuto un allenatore così"

Il presidente federale ha parlato in vista della gara dei quarti di finale con gli USA di Paolo Banchero: "Uma squadra di fenomeni, ma sognare non costa nulla"

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L'exploit degli azzurri al Mondiale di basket "è merito di una prestazione straordinaria di ragazzi normali che si fanno amare, con un condottiero come Gianmarco Pozzecco". Lo ha detto il presidente della Federbasket Gianni Petrucci, che dopo aver tirato le orecchie al suo ct per via dell'espulsione con la Repubblica Dominicana lo esalta ai microfoni di Radio Anch'Io Sport all'indomani dell'impresa dell'Italbasket, tornata ai quarti di finale di un Mondiale 25 anni dopo l'ultima volta: "Penso che un allenatore così, sui generis sotto tanti punti di vista, non l'abbiamo mai avuto - ha ammesso - Abbiamo avuto grandi allenatori ma uno come Pozzecco, se si pensa che qui a Manila sono arrivate richieste di altre Nazionali, mai. È un uomo che si fa amare anche per quello che esprime. È un grande allenatore, chi ama lo sport dovrebbe vedere come allena, e lo sta dimostrando. Quando lo presi ricordo che c'erano ironie, ecco ora si vedono i risultati".

Ora però arriva la sfida con Team USA: "Domani (alle 14.40 ora italiana, ndr) giochiamo contro dei colossi, che sono sempre di un altro livello, anche se ieri hanno perso. Noi vogliamo andare avanti. Loro sono favoriti ma noi vogliamo arrivare. Questa squadra non si abbatte mai. Essere fra i primi otto del mondo è una grande soddisfazione ma ancora non abbiamo fatto niente. Io l’avevo detto già: 'Voglio giocare contro gli Usa'. Ci dobbiamo paragonare ai grandi e sognare non costa nulla".

Una sfida nella sfida quella con Paolo Banchero: "Voleva giocare con l'Italia? Domani giocherà contro l'Italia - ha detto Petrucci - Cosa gli dirò? Niente, si deve agire da signori. Domani è una partita sul campo, lui è un grande campione e vorrà dimostrarlo - ha aggiunto - La mia è una battuta, ma sono rimasto molto dispiaciuto non tanto per la scelta degli Stati Uniti, ovvia e naturale, ma per le foto con la maglia, con il passaporto... però non rimpiango nulla, anzi forse ci ha fatto scoprire altri giocatori".

La chiosa del presidente è per il capitano Gigi Datome, prossimo al ritiro e arrivato in questo Mondiale a 200 presenze in azzurro: "Per adesso avrà un ruolo nell’Armani a Milano. Poi vedremo. È un grande campione e una grande persona. Ha detto che lascia ma abbiamo visto tutti a che livello ha giocato in questi Mondiali".

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