Nba: i Clippers vincono anche senza Gallinari, un Harden da 50 punti elimina i Kings dalla corsa playoff

Il Barba trova una tripla doppia da record: a ovest i giochi sono fatti, a est corrono in quattro per tre posti

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Un James Harden da paura chiude i discorsi playoff a ovest abbattendo Sacramento con una prova da 50 punti, 11 rimbalzi e 10 assist: i suoi Houston Rockets vincono 119-108 e volano nella terza posizione di Conference. I Clippers senza Danilo Gallinari (caviglia in disordine per lui) abbattono Cleveland per 132-108. Così in Nba la corsa alla post-season si infiamma a est, dove vincono tutte: Pistons, Nets, Heat e Magic. Ma una resterà fuori.

LOS ANGELERS CLIPPERS-CLEVELAND CAVALIERS 132-108 
Danilo Gallinari non c'è, ma per i suoi Clippers non fa differenza. Nell'ultimo mese i californiani hanno ingranato la sesta anche grazie all'apporto decisivo del lombardo, costretto a guardare i suoi dall'infermeria per un problema alla caviglia. Ma i Cavs che hanno di fatto già chiuso la propria stagione da tempo non rappresentano una minaccia così grossa, e allo Staples Center rimediano la quinta sconfitta consecutiva. Volano invece i Clippers che delle ultime 14 ne hanno perse sono due (contro Portland e i lanciatissimi Bucks). Con i playoff già acquisiti, dunque, coach Doc Rivers decide che non è il caso di rischiare il Gallo e gli concede il sabato libero. Il lavoro lo portano a termine quindi i suoi compagni, che già a fine primo tempo piazzano il parziale di 17-4 che di fatto chiude la partita. Vanno in sei in doppia cifra, guidati da Montrezl Harrell (23 punti) e Shai Gilgeous-Alexander (22). Il top scorer viene da Cleveland (è Jordan Clarkson a quota 26), ma per i Cavaliers le buone notizie finiscono qui. Basti pensare che stiamo parlando dei campioni uscenti della Eastern Conference, che ora devono invece accettare di essere la squadra dal terzo peggior record dell'intera Nba.

HOUSTON ROCKETS-SACRAMENTO KINGS 119-108
Uno spietato James Harden sceglie di sfoderare una partita da libri di storia per chiudere tutti i discorsi playoff a ovest, stroncando i sogni e la lunga rincorsa di Sacramento. E lo fa davvero con il botto: il Barba non solo mette a referto ben 50 punti contro i malcapitati californiani, ma li accompagna a 11 rimbalzi e 10 assist. Un referto personale non inedito per lui, e proprio qui sta la notizia: non era mai successo nella storia della Nba che un giocatore chiudesse la quinta tripla doppia personale con almeno 50 punti. Una prova personale paurosa, che abbatte definitivamente i Kings che ora sono anche matematicamente estromessi dalla post-season. Al Toyota Center la partita è anche vibrante, con Sacramento (che deve per forza vincerle tutte per continuare a sperare) addirittura a +10 nel corso del secondo periodo. Poi però Harden inizia a fare sul serio e lo dimostra il 10-2 che nel finale di fatto frutta la fuga decisiva di Houston, con 10 punti tutti del Barba. I Rockets applaudono però anche Chris Paul (22 punti) e Clint Capela (24 e 15 rimbalzi), mentre dall'altra parte ci sono da sottolineare le prove di Bogdan Bogdanovic (24), Buddy Hield (21) e Marvin Bagley (20+12): i segnali ci sono, questi Kings possono sperare in un futuro migliore. A Houston invece si guarda al presente, con un terzo posto a ovest (dopo il sorpasso su Portland) che può valere oro.

DETROIT PISTONS-PORTLAND TRAIL BLAZERS 99-90
La differenza, forse, sta nella fame: Portland è forte di una terza posizione a ovest ma da tempo sa che giocherà i playoff, Detroit li deve ancora conquistare. Il risultato è che alla Little Caesars Arena va in scena una partita molto chiusa, con i padroni di casa che fanno l'impossibile per raccogliere una vittoria fondamentale e per riuscirci intanto provano a chiudere ogni varco agli avversari. L'effetto di tutto questo sono dei ritmi bassissimi e non da Nba soprattutto nel primo tempo, che si chiude sul 31-34 (addirittura il tabellino del primo quarto recita 11-14). Poi i Pistons iniziano a fare sul serio e nel secondo tempo si conquistano la vittoria anche grazie alla prova dei califfi Reggie Jackson (28 punti) e Andre Drummond (22 con 19 rimbalzi). I Blazers, privi di Jusuf Nurkic (ma dall'altra parte manca Blake Griffin), non riescono a reagire nonostante Damian Lillard trovi 23 punti e Enes Kanter chiuda la doppia doppia (20+15 rimbalzi): i ragazzi dell'Oregon subiscono il sorpasso di Houston e la sensazione è che riprendere il Barba e i suoi non sarà così facile. Discorsi di fame...

BROOKLYN NETS-BOSTON CELTICS 110-96
Boston è già serenamente ai playoff e può quindi concedersi una serata non ai massimi livelli in quel del Barclays Center. Dove la partenza dice Celtics, ma gli ospiti staccano la spina un po' troppo presto. A prendere in mano le operazioni ci pensa quindi D'Angelo Russell, che chiude una prestazione da 29 punti ma soprattutto ne picchia 20 nel solo terzo periodo: quello in cui si fatto i Nets costruiscono la loro vittoria. Brooklyn vuole comunque arrivare ai playoff con tutta la squadra a braccia al cielo e lo dimostrano i cinque uomini tutti in doppia cifra. Per Boston arrivano 19 punti da parte di Gordon Hayward e 16 dalla coppia Marcus Morris-Daniel Theis, ma l'assenza di Kyrie Irving e Al Horford si fa sentire. E vale il sorpasso subito da Indiana, ora quarta a est con mezza partita di vantaggio.

NEW YORK KNICKS-MIAMI HEAT 92-100
Vero è che vincere a New York quest'anno non è poi una missione così improba (il record Knicks parla ora di 14 vittorie e 62 ko), altrettanto vero è che i risultati non si ottengono con statistiche o parole ma scendendo in campo. E gli Heat, aggrappati al loro ottavo posto che li rende al momento l'ultima qualificata di est ai playoff, sentono eccome la pressione. Tanto che nel primo quarto chi comanda al Madison Square Garden sono proprio i padroni di casa (che si ritrovano anche sul +8). Poi si inizia a fare sul serio e Miami si riporta avanti grazie soprattutto a Dion Waiters (che mette a referto 28 punti) e da un ottimo Hassan Whiteside, che partito dalla panchina trova la doppia doppia con 17 punti e 13 rimbalzi. La cosa più bella di New York? I 24 punti di Emmanuel Mudiay, certo, ma soprattutto l'ovazione del Garden per Dwyane Wade, all'ultima apparizione in una delle vere e proprie cattedrali dello sport mondiale.

INDIANA PACERS-ORLANDO MAGIC 116-121
Il treno dei playoff corre veloce, ma a Orlando non hanno alcuna intenzione di mollare. Lo dimostra la vittoria muscolare ottenuta in quel di Indianapolis, su un parquet dove quest'anno non è stata facile per nessuno. Ma i Magic gettano il cuore oltre l'ostacolo e vogliono ciecamente rendere la loro stagione il più lungo possibile. E i 37 passaggi vincenti sommati dall'intera squadra (record stagionale) è la prova che in Florida ci credono tutti. Chi poi piazza i punti pesanti è Aaron Gordon: 23, accompagnati da 10 rimbalzi e 7 assist. Per i Pacers ci sono invece i 24 punti di Darren Collison, ma anche il terzo ko di fila. E il quarto posto a est che continua ad essere a portata di mano, ma non viene raggiunto mai.

CHICAGO BULLS-TORONTO RAPTORS 101-124
Kawhi Leonard e Pascal Siakam sono rimasti in Canada, ma per i Raptors non è certo un grande problema contro i derelitti Bulls di questa stagione. Soprattutto visto che Toronto è squadra (a differenza, purtroppo, di Chicago) e riesce a far fronte anche alle assenze. Così i grandi protagonisti della sera dello United Center diventano Fred VanVleet e Serge Ibaka, entrambi autori di 23 punti (il secondo ci mette anche 12 rimbalzi per chiudere la doppia doppia). Alla festa partecipa anche Marc Gasol, con i suoi 17 punti e 8 rimbalzi. A Chicago le buone notizie servono come l'ossigeno, e una ne arriva: la prestazione di Walt Lemon Jr, che alla primissima partita della carriera in Nba chiude con 19 punti. Segnali di ottimismo per un futuro che deve necessariamente essere diverso dal presente.

MINNESOTA TIMBERWOLVES-PHILADELPHIA 76ERS 109-118
Nessun problema per i Sixers in quel del Target Center, dove i Timberwolves (forse ancora ebbri per la contestatissima vittoria all'overtime sui Warriors) cedono di schianto già a partire dal primo quarto, non a caso chiuso sul 38-20 ospite. Philadelphia d'altronde è forte di un terzo posto a est che sembra sempre più fuori discussione e nel prosieguo della partita può permettersi di controllare per evitare il ritorno di Minnesota, dove per una volta Karl-Anthony Towns è incisivo ma non decisivo: 21 i punti per lui, che viene battuto dal compagno Andrew Wiggins (24), ma anche da Tobias Harris, top scorer di serata per i Sixers con 25 punti.

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