Nba, Gallinari e i Clippers fuori

I Golden State Warriors si impongono 129-110 in gara-6 grazie alla prova mostruosa di KD35, inutili per LA i 29 punti dell'azzurro

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Il ciclone Durant si è abbattuto su Los Angeles. I Golden State Warriors volano in semifinale di Conference grazie alla vittoria per 129-110 in gara-6 allo Staples Center, propiziata dalla prova di un KD35 semplicemente mostruoso. Dopo i 45 di gara-5, l'ex Oklahoma City Thunder chiude con 50 punti, ai quali si aggiunge la tripla doppia (16+14+10) di Draymond Green. Ai Clippers non basta neppure la prova da 29 punti di un coriaceo Danilo Gallinari.

LOS ANGELES-CLIPPERS-GOLDEN STATE WARRIORS 110-129 (serie 2-4)
Un alieno allo Staples Center. I Golden State Warriors volano in semifinale di Conference grazie alla vittoria per 129-110 in gara-6, propiziata dalla prova di un incontenibile Kevin Durant. Dopo i 45 punti di gara-5, l'ex Oklahoma City Thunder fa ancora meglio, chiudendo a quota 50 (15/26 al tiro, con 6 triple e un quasi perfetto 14/15 ai liberi) e stroncando le resistenze dei Los Angeles Clippers e di Danilo Gallinari. Il 'Gallo' è l'ultimo a smettere di lottare e chiude la propria stagione con una prova da 29 punti (massimo in carriera ai playoff per un italiano in Nba), 5 rimbalzi e 2 recuperi, con 11/24 al tiro e tre triple a bersaglio. Che non si sarebbe trattato di un remake di gara-5 lo si intuisce sin dalla palla a due, quando coach Steve Kerr decide di mischiare le carte, inserendo in quintetto Shaun Livingston al posto di Andrew Bogut e spostando Draymond Green in posizione di 'centro'. Il nuovo schieramento destabilizza i campioni Nba che, in avvio, si fanno sorprendere dalla grinta dei padroni di casa, che scappano subito in doppia cifra di vantaggio. Tra le fila degli Warriors, però, si arma la mano di Kevin Durant: KD35 chiude il primo quarto a quota 15, consentendo ai 'Guerrieri della Baia' di rimettere addirittura il naso avanti. A tenere con il fiato sospeso coach Kerr e tutti i tifosi di Golden State ci pensano i problemi alla solita caviglia di un claudicante Steph Curry, costretto a lasciare il parquet già nel corso della prima frazione. Senza il numero 30, Durant si carica sulle spalle tutto il peso dell'attacco, giocando un altro quarto da favola e andando a riposo con 38 punti a referto (solo uno in meno rispetto ai 39 di Sleepy Floyd, record all-time per un tempo nei playoff). I numeri da capogiro dell'ex Oklahoma City Thunder si tramutano in un +19 all'intervallo lungo in favore degli Warriors (72-53). Al rientro sul parquet, LA, per nulla intenzionata a chiudere anzitempo la propria stagione, si aggrappa al talento offensivo di Danilo Gallinari e all'energia del rookie Shai Gilgeous-Alexander, ma il solito Durant, con due triple consecutive, ricaccia indietro i padroni di casa, portando Golden State addirittura sul +25. Nell'ultima frazione, con le spalle al muro, Los Angeles trova la forza di tornare sul -10 quando mancano ancora 7 minuti da giocare ma, prima il solito chirurgico KD35, e poi Green mandano i titoli di coda sulla partita e sulla serie. Oltre alla prova celestiale di un Durant in formato MVP, gli Warriors si affidano anche alla tripla doppia di Draymond Green (16 punti, 14 rimbalzi e 10 assist) e ai 24 punti di Steph Curry, rientrato sul parquet dopo i problemi del primo quarto. A Los Angeles, invece, non bastano il miglior Gallinari di sempre nei playoff e la prova convincente del rookie Shai Gilgeous-Alexander, che ne aggiunge 22. Davvero ottimo il lavoro svolto dalla difesa degli Warriors, che mette la museruola a Lou Williams, costringendo il miglior sesto uomo dell'anno a soli 8 punti, con un pessimo 3/21 dal campo. In totale, sono 28 i punti prodotti dalla panchina di coach Doc Rivers, incapace di rovesciare le sorti del match, proprio come accaduto in occasione di gara-5. Ora, ad attendere i campioni Nba in carica in semifinale, ci sono gli Houston Rockets di James Harden. Da una parte Kevin Durant e Steph Curry, dall'altra il 'Barba' e Chris Paul: impossibile desiderare qualcosa di meglio.

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