NBA

Basket, Nba: Antetokounmpo e Leonard scatenati, volano i Jazz, Houston cade a Memphis

Milwaukee e i Clippers, guidati dai loro leader, travolgono New York e Cleveland. Ai Rockets non bastano i 41 di Harden, Utah alla decima vittoria di fila

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Grandi prestazioni individuali nella notte di Nba. Giannis Antetokounmpo realizza 37 punti in 21 minuti e Milwaukee travolge New York 128-102. Kawhi Leonard fa ancora meglio, con 43 punti nel 128-103 dei Clippers su Cleveland. Non basta invece a Houston un James Harden da 41 punti: i Rockets perdono 121-110 a Memphis, con i Grizzlies trascinati da un grande Ja Morant. Decimo successo di fila per Utah, Dallas batte Golden State in trasferta. 

MILWAUKEE BUCKS-NEW YORK KNICKS 128-102
I Bucks aprono la seconda metà della regular season raggiungendo l'invidiabile record di 36 vittorie e sei perse. Una Eastern Conference dominata in lungo e in largo, proprio come la partita del Fiserv Forum contro New York, con Giannis Antetokounmpo che maltratta i Knicks: 37 punti in 21', il greco aggiunge nove assist e percentuali convincenti anche dall'arco (3/5). È solo la terza volta dal 1985-86 che un giocatore realizza così tanti punti giocando al massimo 22 minuti: ci sono riusciti Paul George (quest'anno con i Clippers) e Quintin Dailey con Chicago nel 1986. Partita dunque senza storia, con il greco che fa quello che vuole e chiude il primo tempo con 20 punti, risultando decisivo per il 65-40 dell'intervallo. Milwaukee nel terzo quarto non si ferma, anzi realizza 43 punti e va più volte sul +35, prima di rallentare nel finale. Per New York (11-30) il miglior realizzatore è Julius Randle con 25 punti.

BROOKLYN NETS-UTAH JAZZ 107-118
I Jazz (28-12) suonano la decima, nemmeno Brooklyn (18-21) può tenere testa alla scatenata banda di coach Snyder. Nello specifico, neanche Kyrie Irving, autore comunque di 32 punti e 11 assist nella sua seconda partita dopo il rientro dall'infortunio alla spalla. Gli ospiti trovano l'allungo decisivo nel secondo quarto, terminato 29-19, e non vengono più ripresi. Joe Ingles segna in apertura di terzo parziale la tripla del +20, massimo vantaggio Utah: il numero 2 pareggia il suo career-high con 27 punti, realizzando sei triple su otto. Ma a Salt Lake City hanno di che sorridere anche per le prestazioni di Rudy Gobert, solito muro in difesa e garante di altrettanta solidità in attacco (22+18 rimbalzi) e Donovan Mitchell, che segna 14 dei suoi 25 punti negli ultimi 12 minuti.

LOS ANGELES CLIPPERS-CLEVELAND CAVALIERS 128-103
I Clippers arrivano al giro di boa con un record di 28-13 e il quarto posto nella Western Conference: se il piazzamento dietro ai Lakers era pronosticabile, lo erano meno quelli di Utah e Denver, rispettivamente seconda e terza forza a Ovest. Allo Staples Center la partita contro Cleveland (12-29) ha una storia fino a tre minuti dall'intervallo lungo, quando una tripla di Cedi Osman illude i Cavaliers portandoli a -3. Kawhi Leonard, che già aveva realizzato 11 punti nel primo quarto, rimette subito le cose a posto con due bombe consecutive e avvia il parziale di 13-0 che annienta ogni speranza degli ospiti. Los Angeles dilaga poi nel terzo quarto, realizzando 40 punti. Ma è soprattutto Leonard a dare spettacolo: 17 punti in uscita dagli spogliatoi. Per l'Mvp delle ultime finali la prestazione è sensazionale: 43 punti totali in 29', 14/22 dal campo di cui 6/10 da tre. Esce tra l'ovazione del pubblico, consapevole che se avesse giocato tutta la partita avrebbe potuto toccare i 60 punti. Ma ai Clippers basta così, ovviamente.

MEMPHIS GRIZZLIES-HOUSTON ROCKETS 121-110
Difficile nascondere le ambizioni playoff per Memphis, ottava a Ovest e alla sesta vittoria di fila (la striscia migliore da dicembre 2016). I Grizzlies (19-22) stendono anche Houston (26-13), che può contare su un James Harden da 41 punti: come troppo spesso accade, però, il Barba monopolizza ogni attacco texano, prendendosi ben 37 tiri anche perché manca Russell Westbrook. Nel primo periodo, i suoi 17 punti permettono a Houston di provare la fuga iniziale, subito fermata dai padroni di casa, che anzi allungano a +12 (59-47) con una schiacciata di Jaren Jackson Jr. La gara si rimette in equilibrio fino all'ultimo quarto, parziale in cui Harden sbaglia tutti i suoi sette tiri, e così Memphis può distanziare gli ospiti con un parziale di 11-1 firmato dalle triple di Hill, Brooks e Morant. Questi ultimi due combinano 50 punti (24+26), ma è soprattutto il rookie a stupire: è il primo esordiente nella storia della lega a realizzare almeno 25 punti, otto assist e con medie al tiro superiori al 90% (10/11 dal campo).

GOLDEN STATE WARRIORS-DALLAS MAVERICKS 97-124
Troppo forti i Mavericks (25-15) per questi Golden State, nonostante Luka Doncic non sia al top della forma. La squadra di coach Kerr torna a essere quella con il peggior bilancio vittorie-sconfitte (9-33) dell'intera Nba, e al Chase Center non c'è mai gara, a partire dal +10 del primo quarto (36-26), gap poi allungato a 16 prima dell'intervallo lungo. Doncic realizza la metà dei suoi 20 punti nei primi sette minuti del terzo quarto: una sua tripla dà ai texani il +28. Golden State cerca di riaprire la gara con un parziale di 13-0, intento subito disinnescato con un controbreak di 12-2. L'ultimo quarto è puro garbage time, con Dallas che tocca più volte il +30. Man of the match Dwight Powell, miglior realizzatore con 21 punti e soprattutto perfetto al tiro (9/9). Per Golden State i migliori sono Jordan Poole (17) ed Eric Paschall (16 con 7/11 dal campo).

ATLANTA HAWKS-PHOENIX SUNS 123-110
Trae Young mette il turbo nell'ultimo quarto e Atlanta vola sulle spalle del suo leader, incamerando 39 punti contro i 27 di Phoenix, tirando 12/19 dal campo (di cui 5/8 da tre) e fermando una striscia di quattro sconfitte. Young realizza 36 punti, di cui 21 (con quattro triple su sette) negli ultimi 12': è il suo 20esimo “trentello” all'interno di una stagione in cui sta viaggiando a 29.1 punti di media. Una delle poche note liete per gli Hawks, che almeno non sono più la squadra con il record peggiore della lega (9-32). Bene anche Kevin Huerter, 23 punti ma soprattutto i massimi in carriera alla voce rimbalzi (15) e assist (otto). Ai Suns (16-24) non bastano i 39 punti di Devin Booker, espulso a due minuti dalla fine per un secondo tecnico in seguito a una sua schiacciata. Ottima la prova di Deandre Ayton, 20 punti e dieci rimbalzi in uscita dalla panchina, con 10/14 al tiro.

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