L'UOMO CHIAVE

"Pajolismo", il manifesto della Virtus Bologna. E adesso...  

La straordinaria prova di Alessandro Pajola ha guidato le Vu Nere al successo con Milano con una difesa super, rimbalzi, rubate e assist

di
  • A
  • A
  • A
"Pajolismo", il manifesto della Virtus Bologna. E adesso...<br />
  - foto 1
© IPA

Alessandro Pajola non sarà mai uno che ruberà l’occhio per giocate di talento alla Teodosic. Niente pennellate da artista o assist immaginifici. Ma il play di Ancona è uno di quelli che porteresti sempre con te in battaglia, perché sai che darà sempre il 101%. E sempre vuol dire anche nei momenti in cui nessuno sembra crederci. 

Bologna ieri sera è scesa in campo con la paura negli occhi. La paura di chi sapeva che una seconda sconfitta interna avrebbe significato quasi certamente fine della corsa. Il 4/22 dal campo dei primi 15 minuti è figlio della tensione con cui gioca la squadra di Banchi che è a un centimetro dal baratro, doppiata nel punteggio (26-13) da una Milano tutt’altro che scintillante, in cui le stelle Napier-Shields-Mirotic non trovano mai ritmo e restano a guardare. L’allungo iniziale ha le facce dei gregari di lusso di Ettore Messina: sono Hines, Tonut e Hall a prendere a spallate una Virtus che non si regge in piedi. Ma negli ultimi cinque minuti del primo tempo Bologna riemerge dall’inferno.

"Pajolismo", il manifesto della Virtus Bologna. E adesso...<br />
  - foto 3
© IPA

A dare il primo scrollone è forse l’uomo meno atteso, quel Jordan Mickey ripescato da Banchi dopo la tribuna di gara 1. Una scossa di elettricità, quella del lungo, che cambia la storia della partita col controparziale di 19-5 prima dell'intervallo. Ci sono poi tanti altri protagonisti in casa Virtus lungo tutto il secondo tempo: dal celestiale Toko Shengelia che fa impazzire la difesa di Milano, a Isaia Cordinier che quando mette il turbo e attacca il ferro infiamma l’arena, per arrivare ad Achille Polonara che nel momento più importante fa cose importanti.

Ma ce n’è uno che più di tutti merita la copertina, Ale Pajola. Che in una notte da soli 4 punti è il migliore in campo. Perché lotta come un dannato in difesa (citofonare Napier per informazioni), ruba palloni (4) con occhi spiritati, cattura rimbalzi (7) contro gente più grossa di lui e mette in ritmo i compagni con continuità impressionante (10 assist, 2 in più di tutta Milano). In totale fa 23 di valutazione e con lui in campo il saldo della Virtus recita +16. 

Una dimostrazione completa del "Pajolismo", il manifesto che ha guidato le Vu Nere verso l'1-1 con i principi che deve avere un team che vuole vincere: coraggio, fame, spirito di squadra e "garra". Una prova totale, da portare come esempio sul pullman che partirà per le prossime due gare a Milano. Che forse, adesso, faranno un pò meno paura.  

"Pajolismo", il manifesto della Virtus Bologna. E adesso...<br />
  - foto 2
© IPA

 

Leggi Anche

Commenta Disclaimer

I vostri messaggi 0 commenti