Zika, Hope Solo: "Rinuncerei a Rio per un figlio"

Il portiere della Nazionale femminile di calcio Usa: "Non vorrei mai affrontare il rischio di avere un figlio malato"

Hope Solo (Afp)

Dopo che il Comitato olimpico statunitense ha dato piena libertà agli atleti di decidere se partecipare o meno alle Giochi di Rio a causa del virus Zika, dal mondo del calcio a stelle e strisce arriva la prima ipotesi di rinuncia. "Ora come ora, non andrei alle Olimpiadi - ha dichiarato a Sport Illustrated Hope Solo, portiere della nazionale femminile - Non vorrei mai affrontare il rischio di avere un figlio malato".

La Solo, 34 anni, è sposata con l'ex campione di NFL Jerramy Stevens. Per ora non ha in programma di fare figli, ma non si scherza con la salute degli atleti e dei bambini. "Non vorrei mai affrontare il rischio di avere un bambino malato - ha spiegato alla vigilia del match contro la Costa Rica, valevole per il torneo di qualificazione a Rio 2016 - Non so quando quel giorno arriverà per Jerramy e me, ma personalmente mi riservo il diritto ad avere un bambino sano. Nessun atleta in competizione a Rio dovrebbe trovarsi di fronte a questo dilemma. Già le atlete donne devono fare delle scelte che gli atleti professionisti di sesso maschile non lo fanno.

"Accettiamo queste scelte particolari in quanto donne, ma non accetto di essere costretta a prendere la decisione tra gareggiare per il mio paese e sacrificare la salute di un bambino, o di stare a casa e rinunciare ai miei sogni e obiettivi come atleta. Le Olimpiadi dovrebbebro essere un ambiente sicuro per ogni atleta, maschi e femmine che siano. Le atlete non dovrebbero essere costrette a prendere una decisione che potrebbe sacrificare la salute di un bambino".

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