ATLETICA

Le prospettive azzurre per le Olimpiadi alla luce dei 24 podi conquistati agli Europei

L'analisi della posizione attuale a livello mondiale di tutti gli azzurri medagliati a Roma e le loro prospettive per i giochi a cinque cerchi

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Le prospettive azzurre per le Olimpiadi alla luce dei 24 podi conquistati agli Europei - foto 1
© Colombo/FIDAL

Alla fine di una trionfale edizione dei Campionati Europei di Roma, dove l'Italia ha dominato nel medagliere con 11 ori, 9 argenti e 4 bronzi, risultato storico in quanto sono stati raddoppiati i podi con 24 rispetto al massimo raggiunto in passato di 12 a Spalato 1991, tutti si chiedono in proiezione alle Olimpiadi di Parigi cosa tutto questo possa essere confermato e allora, sulla base dei dati presi dalle graduatorie mondiali annuali, proviamo a fare delle ipotesi anticipando come la mezza maratona, dove gli azzurri hanno conquistato due ori e un argento, non rientri tra le specialità a 5 cerchi. 

100 metri maschili

Con la sua vittoria a Tokyo 2020 Marcell Jacobs è entrato nella leggenda sportiva italiana e la sua conferma a campione europeo, dopo Monaco di Baviera 2022, è certamente un primo passo di avvicinamento verso Parigi, dove ha più volte dichiarato di puntare a rivincere l'oro a cinque cerchi. Attualmente il velocista azzurro è 25esimo nelle graduatorie mondiali dell'anno con il suo 10"02 realizzato proprio nella finale di Roma, ma certamente la sua preparazione è stata mirata per entrare al massimo della condizione qualche settimana prima delle Olimpiadi. Il riferimento per lui è il giamaicano Oblique Seville primatista stagionale con 9"82, mentre secondo è il campione del mondo lo statunitense Noah Lyles con 9"85 e terzo il giovane cubano Shainer Montoya sceso recentemente a 9"90, per cui appare evidente come per puntare quantomeno a un podio Marcell debba scendere proprio sotto i 9"90, e per pensare di conquistare il secondo oro avvicinare o addirittura superare il suo limite di 9"80 ottenuto proprio a Tokyo. Ovviamente lo stesso discorso vale per l'altro azzurro medaglia d'argento agli Europei, Chituru Ali, atleta certamente in progresso e dalle enormi potenzialità, che riteniamo però possa ambire come massimo risultato a una finale a Parigi.

100 metri femminili

Zaynab Dosso ha ottenuto la medaglia di bronzo con 11"02 dopo aver portato in semifinale il suo personale record italiano a 11"01 con cui è 21esima nella classifica mondiale stagionale guidata dalla statunitense Jacious Sears con 10"77, seguita dalla velocista di Santa Lucia Julien Alfred con 10"78, e dell'altra statunitense campionessa del mondo Sha'Carri Richardson con 10"83. Per Zaynab, che quest'anno si è già migliorata tanto, le possibilità di un podio olimpico sono oggettivamente quasi nulle perché si potrà ottenere correndo su tempi anche sotto i 10"80, considerando poi che le giamaicane non si sono ancora espresse al meglio, ma con un ulteriore miglioramento potrà sicuramente puntare alla finale.

200 metri maschili

Filippo Tortu ha ottenuto l'argento con un crono oggettivamente modesto di 20"41, dopo aver però dato un'ottima impressione in semifinale con 20"14 che valeva anche meno per come è stato fatto, ma pure con questo tempo è 22esimo in una graduatoria mondiale guidata dallo statunitense Kenneth Bednarek con 19"67, davanti al connazionale Courtney Lindsey con 19"71 e al botswano Letsile Tebogo con lo stesso tempo. Per un podio alle Olimpiadi bisognerebbe quindi correre intorno a questi crono che sono sotto al mitico record europeo ancora in essere di Pietro Mennea di 19"72, ipotesi improbabile per Filippo che vanta un personale di 20"10, ma che potrebbe lottare per accedere a una prestigiosa finale.

1500 maschili

Pietro Arese ha ottenuto il primo podio della sua carriera internazionale in una gara vinta dal norvegese campione olimpico Jakob Ingebrigtsen, detentore anche della miglior prestazione dell'anno con 3'29"74 in una classifica dove il mezzofondista azzurro è ottimo nono con 3'32"13 del nuovo primato italiano, sottratto dopo 34 anni a Gennaro Di Napoli, ma per pensare a un podio olimpico dovrebbe scendere sotto la barriera dei 3'30 e non appare per adesso credibile, fermo restando che pure per lui la finale a cinque cerchi possa essere un grande risultato.

5000/10000 femminili

Nadia Battocletti ha compiuto la fantastica impresa di conquistare due ori europei, unica atleta italiana in gare individuali e in entrambe le specialità con il nuovo record italiano. Partendo dai 10000 metri, il suo tempo di 30'51"32 vale la 18esima prestazione mondiale dell'anno in cui la primatista stagionale, la keniana Beatrice Chebet, ha pure fatto con il mostruoso crono di 28'54"14 il nuovo record del mondo, e questo significa che per poter pensare anche solamente a un podio, in tale disciplina, bisogna scendere sotto i 29'30, fermo restando che quasi certamente Nadia punterà per le Olimpiadi solo sui 5000 metri, dove è per ora 13esima nel ranking mondiale guidato dall'etiope Tsigie Gebreselama con 14'18"76, con l'azzurra che difficilmente potrà puntare a un podio ma potrebbe sicuramente migliorare il suo settimo posto di Tokyo.

110 ostacoli

Lorenzo Simonelli straordinario oro europeo con il nuovo primato italiano, già suo, di 13"05 ha fatto una cosa straordinaria anche a livello mondiale posizionandosi al secondo posto nella graduatoria dietro solo allo statunitense Grant Holloway, primo con 13"03, lo stesso che ai mondiali indoor di Glasgow a marzo l'aveva preceduto. Il 22enne atleta romano è in continua crescita, con una forza e capacità mentale straordinaria, riuscendo oltretutto a dare il meglio nelle occasioni più importanti senza farsi minimamente condizionare dall'emozione, per cui nulla è impossibile ormai per lui, anche se per sperare di vincere a Parigi dovrà certamente scendere sotto i 13 netti.

400 ostacoli maschili

Nell'ultima analisi delle gare in pista individuali, va evidenziata la grandissima prestazione di un talento purissimo quale Alessandro Sibilio argento dietro al campione olimpico, nonché primatista del mondo il norvegese Karsten Warholm, con 47"50 con cui ha tolto il record italiano a un altro mito quale Fabrizio Mori, e si è posto al quinto posto nelle graduatorie dell'anno guidate dal brasiliano Alison Dos Santos con 46"63, davanti allo statunitense Rai Benjamin con 46"64 e proprio a Warholm con 46"70. Per un podio olimpico quindi bisognerebbe scendere certamente sotto i 47 netti, e anche di tanto, per cui le possibilità dell'ostacolista azzurro non sembrano tantissime, ma sicuramente ha la possibilità di migliorare l'ottavo posto della finale di Tokyo 2020 arrivando vicinissimo alle prime tre posizioni.

Salto in alto maschile

Gianmarco Tamberi è la leggenda vivente dell'atletica italiana di cui è l'icona assoluta nel mondo. A Roma si è presentato senza avere nessuna gara precedente alle spalle, mostrando una condizione pazzesca oltre che la solita forza mentale che gli fa superare ogni situazione complicata, per cui con il suo 2,37 che è anche la miglior prestazione mondiale dell'anno, ed è anche la misura con cui ha vinto il titolo olimpico 3 anni fa, appare certamente il favorito in ottica Parigi per un clamoroso bis che tutta l'Italia sogna.

Getto del peso maschile

Leonardo Fabbri ha confermato a Roma la sua straordinaria condizione grazie alla quale aveva già superato in stagione oltre dieci volte la misura dell'eccellenza dei 22 metri, con il picco di 22,95 realizzato a Savona con cui ha tolto dopo 37anni, al mitico campione olimpico di Los Angeles 1984 Alessandro Andrei, il primato italiano. "The Fabbrino", come lo chiamano gli amici, è secondo con tale misura nelle graduatorie mondiali dietro allo statunitense Joe Kovacs primo con 23,13 e addirittura davanti al campione olimpico e primatista mondiale Ryan Crouser terzo con 22,80. A Parigi potrebbe essere questa la lotta per il successo, fermo restando che le gare del peso possono subire variabili strane in funzione della pedana e delle condizioni climatiche del momento, che ogni atleta può vivere in maniera diversa.

Martello femminile

Sara Fantini, oro europeo, è attualmente al nono posto con il suo 74,18 dell'Olimpico, nelle graduatorie mondiali guidate dalla statunitense Brooke Andersen con 79,92 con la connazionale DeAnna Pice terza con 77.16, che significa come al podio si possa ambire con misure almeno sopra i 76/77 metri, fuori portata per adesso per la lanciatrice azzurra che certamente potrà puntare però a un buon piazzamento nelle prime otto.

Salto in lungo maschile

Mattia Furlani ha conquistato il secondo argento dell'anno dopo quello mondiale indoor a Glasgow con il nuovo record del mondo under 20 di 8,38 che lo pone attualmente al quarto posto al mondo, capeggiato dal fenomeno greco campione di tutto da anni, Miltiadis Tentoglou, capace a Roma di arrivare due volte sino a 8.65. Per il 19enne talento azzurro il podio olimpico è sicuramente alla portata e certamente lotterà per ottenerlo.

Salto in lungo femminile

Il discorso di Furlani vale anche per Larissa Iapichino, splendido argento a Roma con la misura di 6,94 che la pone al terzo posto dell'anno dietro alla vincitrice degli europei, la tedesca campionessa olimpica Malaika Mihambo prima con 7,22 e alla statunitense Tara Davis seconda con 7,18. La saltatrice azzurra potrà quindi lottare a Parigi per un grandissimo risultato in una gara forse meno scontata di quella maschile, e in ogni caso il podio è sicuramente alla sua portata specie se riuscirà a migliorarsi ancora, magari superando la quota dell'eccellenza assoluta dei 7 metri.

Staffetta 4x100 metri maschile

L'Italia oro olimpico in Giappone, ma anche argento ai mondiali di Budapest 2023 e naturalmente oro europeo a Roma 2024 vanta, per quello che conta in quanto gare di staffette se ne fanno pochissime, il secondo tempo dell'anno con il 37"82 del trionfo continentale, dietro al 37"40 degli Stati Uniti alle World Relays di Nassau. In estrema sintesi la formazione azzurra è ancor più forte e compatta di quella vincitrice a Tokyo, ma l'unica possibilità di battere gli Stati Uniti pieni oltre ogni misura di campioni è quella che questi sbaglino in maniera importante i cambi. L'argento in ogni caso deve essere l'obiettivo primario, con attenzione agli Inglesi che a Roma non hanno portato la miglior formazione.

Staffette 4x400 maschile e 4x400 mista 

Due bellissimi argenti agli europei per gli azzurri, che in un ottica olimpica saranno ovviamente difficili da ripetere, basti pensare che la staffetta mista non è ancora ufficialmente qualificata tra le 16 per Parigi, ma in ogni caso al di là delle graduatorie annuali che per quanto detto sopra sono relative, specialmente la 4x400 maschile può fare ottime cose, specie se schiererà pure Sibilio, per cui avvicinare il podio potrebbe non essere impossibile pur se molto complicato.

Marcia

Antonella Palmisano ha dominato la 20 km femminile di Roma con Valentina Trapletti argento, mentre Francesco Fortunato è stato bronzo nella prova maschile. Inutile fare riferimenti ai tempi che nelle gare su strada valgono relativamente perché influenzati da tanti fattori. Palmisano è campionessa olimpica uscente, dopo di che ha dovuto affrontare due anni complicatissimi per problemi fisici, ma l'anno scorso ai mondiali di Budapest ha ottenuto uno splendido bronzo, e nel 2024 la sua preparazione è filata liscia senza intoppi, per cui certamente può puntare a confermarsi a Parigi pur con avversarie agguerrite, quali su tutte la spagnola Maria Perez doppia campionessa del mondo nel 2023 sia su 20 che 35 km, assente a Roma. Peraltro va evidenziato come il campione olimpico maschile Massimo Stano, anche lui assente a Roma per infortunio, sia in grande ripresa e pure lui con ottime possibilità di confermare il titolo. Per Trapletti e Fortunato, invece, difficile puntare a un podio olimpico, ma loro sono anche gli eroi della staffetta mista italiana vincitrice dei mondiali a squadre di Antalaya a metà aprile, specialità che debutterà proprio alle prossime Olimpiadi e dove si potrebbe puntare a un altro importante risultato, con una formazione ancora da decidere tra i quattro atleti sopra.

Salto Triplo Maschile

Non ha partecipato agli europei, ma in ottica previsionale va ricordato che proprio dal 1° agosto Andy Diaz, atleta di origini cubane diventato da oltre un anno cittadino italiano, potrà vestire la maglia azzurra e si presenterà alle Olimpiadi con ottime possibilità quantomeno di podio, forte del suo quarto posto con 17,61 nelle graduatorie mondiali.

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