Atletica, Schwazer: "Non ho fatto errori"

Il marciatore all'attacco dopo il secondo caso di doping: "Non mi devo scusare, andrò fino in fondo"

Alex Schwazer (LaPresse)

Alex Schwazer va all'attacco dopo il secondo caso di positività all'antidoping, che potrebbe costargli la partecipazione a Rio. "Come 4 anni fa sono qua a mettere la faccia. Oggi, però, non ci saranno scuse: allora ho sbagliato, ora io non ho fatto alcun errore - ha detto il marciatore - E' un incubo per me, la peggior cosa che poteva succedere. Vi posso giurare che si andrà in fondo. Probabilmente qualcuno non vuole che io vada alle Olimpiadi".

Dopo il legale, prende la parola il diretto interessato, Alex Schwazer che si discolpa e attacca: "Come 4 anni fa sono qua a mettere la faccia per rispetto nei miei confronti e chi mi è vicino. Oggi, però, non ci saranno scuse: allora ho sbagliato, ora io non ho fatto alcun errore. Da un anno e mezzo sto andando a Roma da Sandro (Donati, ndr) per far sì che il mio ritorno sia il più pulito. Sono stato informato ieri di questa positività, non posso dire tanto, è un incubo per me, la peggior cosa che poteva succedere. Vi posso giurare che si andrà in fondo, perché ho investito molto. Probabilmente qualcuno non vuole che io vada alle Olimpiadi, i tempi sono abbastanza stretti, ma darà il 100% per chiarire cosa è successo con questa provetta. Negli ultimi 4 anni ho fatto diversi passi, davanti al giudice, ho anche inguaiato qualcuno, ma rifarei tutto quello che ho fatto. So benissimo che un atleta già trovato positivo ha poca credibilità, ma voglio dirvi che ci pensiamo due volte prima di attaccare le persone che mi sono vicine. Io mi sono abituato a questa situazione, però spero che con queste persone abbiate la correttezza di pensarci due volte prima di scrivere cose non vere".

IL SUO LEGALE: "NON C'ENTRA NULLA"

A prendere la parola per primo è l'avvocato di Schwazer, Gerhard Brandstatter: "Alex con questa vicenda non ha nulla a cui vedere e non ha alcuna responsabilità. Ora speriamo di acclarare la verità, anche per un dovere di giustizia. Per noi è inconcepibile, già tutta la vicenda è per noi strana, una positività cinque mesi dopo che era stata negativa a gennaio per sostanze anabolizzanti che hanno poco a che fare con la resistenza. Ora vogliamo andare a fondo in questa vicenda brutta e sporca. Faremo una denuncia contro ignoti. Alex confida di andare ancora alle Olimpiadi, perché non c'entra nulla con questa vicenda. E' una vicenda che ci lascia allibiti, contrariati e furiosi. Alex ha fatto un percorso esemplare, che poi il professor Donati ci illustrerà. Vogliamo la verità, non solo giustizia. Combatteremo con tutte le nostre forze, non pensavo ci fosse tanta cattiveria nel mondo".

DONATI: "ABBIAMO TOCCATO DIVERSI INTERESSI"

Anche il tecnico Sandro Donati va all'attacco: "Considerando il passato, Alex è l'idendikit perfetto dell'atleta che si dopa all'insaputa dell'allenatore e di chi gli sta accanto. Quindi avrei potuto abbandonarlo dicendo che non me ne ero accorto. Questo non accadrà mai. Non avete idea di quante ingiurie stanno arrivando: ognuno si specchierà con quanto sta dicendo. Abbiamo fatto 35 controlli ematici all'Ospedale San Giovanni e i risultati li abbiamo inviati insieme alla disponibilità alla Wada e alla Iaaf di Alex di rinunciare alle finestre quotidiane per i controlli. Non abbiamo avuto risposte. Mi sono reso conto che l'atleta trovato positivo una volta diventa una preda, un soggetto singolo e debole su cui ci si può accanire. L'odio che c'era nei miei confronti per le mie lotte al doping doveva trovare una vendetta. Eccola servita. Ci sono tante incongruenze in questa vicenda e una tempistica anomala. Oltretutto le sostanze trovate avrebbero dovuto tramutarsi in un massa che Alex non ha. Ci era stato chiesto da persone importanti di non vincere a Roma, abbiamo vinto e forse questo ha dato fastidio. Saprete tutto al tempo. Quel che ci preoccupa adesso è che le controanalisi sono state fissate per il 5 luglio. Ricordo che la vicenda del doping russo è partito anche dalle indagini d Bolzano. Abbiamo toccato molti interessi. Bisogna scovare la verità e bisogna fare in fretta: i Giochi sono imminenti".

TAGS:
Alex schwazer
Atletica
Rio 2016
Doping
Conferenza