16ESIMA TAPPA NASCAR A INDIANAPOLIS

NASCAR a Indianapolis, il tris di Harvick nella Brickyard 400

Kevin Harvick chiude con il successo nella 400 Miglia NASCAR l'Independence Day weekend iniziato con la vittoria di Scott Dixon nel GP Indycar

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Dal Memorial Day Weekend all'Independence Day Weekend: tra il 4 e il 5 luglio l'Indianapolis Motor Speedway ha vissuto un fine settimana appunto mai visto prima: Indycar e NASCAR impegnate contemporanamente sullo storico impianto: una magia innescata dai calendari rivoluzionati dalla pandemia ed anche dall'obbligo (che si è trasformato in opportunità) di correre senza pubblico, oltre che su tracciati differenziati.

Il classico speedway a quattro curve per la Brickyard 400 NASCAR, il circuito stradale ricavato all'interno del perimetro dello speedway stesso invece per il Grand Prix of Indianapolis Grand Prix. E se nella seconda prova della serie riservata alle ruote scoperte il bis del successo nell'apertura in Texas ha lanciato la candidatura di Scott Dixon al titolo Indycar, Kevin Harvick si è imposto con altrettanta autorità nelle stock  cars ed emerge adesso come favorito numero uno al titolo. Il californiano (campione nel 2014) ha messo a segno la quarta affermazione stagionale (su sedici gare disputate) ed al tempo stesso la terza (seconda consecutiva) nella classica Brickyard 400 (quest'anno chiamata Big Machine Hand Sanitizer 400, segno dei tempi ..) che nell'ormai lontano 1994 ha permesso alla specialità motoristica americana più popolare in assoluto di farsi strada (anzi, pista!) nel tempio USA delle ruote scoperte: le monoposto tipo Indy, appunto.

Al volante della Ford Mustang Stewart-Haas numero 4, Harvick ha vinto e convinto, ma non senza lottare. Prima con Denny Hamlin, costretto al ritiro mentre si trovava al comando da una foratura che ha spedito la Toyota Camry Joe Gibbs Racing contro il muretto della Curva 1. Poi con la Chevrolet Camaro Chip Ganassi Racing (emanazione "stock" del team che ha vinto con Dixon la gara Indy al sabato), condotta dal 48enne veterano Matt Kenseth. A completare il podio (e la festa dello Stewart-Haas Racing) Aric Armirola, terzo al traguardo. Giù dal podio invece (evento rarissimo) il Team Penske che piazza Brad Keselowski in quarta posizione. Giornata non particolarmente brillante anche per il campione in carica Kyle Busch (sesto)  e per un paio di altri rivali di Harvick nella corsa al titolo. Ai margini della top ten Joey Logano (decimo a Indy, sesto della generale)  e Chase Elliott (decimo e secondo). Solo 32esimo al traguardo Ryan Blaney (quarto della generale, appena davanti ad Hamlin.

Poca fortuna nella Brickyard 400 anche per Justin Allgaier, top driver della NASCAR Xfinity Series (una delle "ladder series" della specialità), al quale la scuderia Hendrick Motorsports aveva assegnato il gravoso incarico di guidare la "mitica" Chevolet Camaro numero 48 di Jimmie Johnson, appiedato ad inizio weekend da un test positivo al Covid-19 ed altrettanto mitica icona NASCAR con i suoi sette titoli (quanti Richard Petty e Dale Earnhardt), oltre che autore di un clamoroso poker di vittorie nella "Brickyard". Coinvolto in un incidente in corsia box con diverse vetture coinvolte, a gara appena iniziata, Allgaier è stato subito costretto all'abbandono con un poco onorevole 37esimo posto su quaranta concorrenti. Ancora da stabilire se ad Allgaier verrà concessa una prova d'appello domenica 12 luglio per una nuova 400 Miglia al Kentucky Speedway, diciassettesima "stazione" della serie, Dove Kevin Harvick proverà ad allargare ancora il solco che lo separa in classifica dai suoi più immediati inseguitori, che sono al momento Elliott (staccato di 85 punti) e Keselowski (88 lunghezze di ritardo).

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