Attilio Petrogalli © Foto da web
Un grave incidente nell'area dell'ex ristorante-albergo Vecchio Mulino a Rovetta è costato la vita ad Attilio Petrogalli, settantatreenne residente a Clusone e storico nome del motociclismo bergamasco. La dinamica dei fatti, verificatisi nel tardo pomeriggio di mercoledì 19 agosto, ha visto l'ex pilota impegnato in un intervento di manutenzione per eliminare un nido di vespe annidato dentro un furgone fuori uso.
Cos'è successo
Nel tentativo di estinguere il nido con benzina e stracci, il rogo si è propagato improvvisamente all'interno del mezzo e verso le strutture in legno adiacenti, generando fumo denso e calore intenso. L'abbigliamento tecnico indossato dall'uomo, in particolare il casco integrale con la visiera, avrebbe favorito l'inalazione di esalazioni tossiche fino a provocare l'asfissia.
Il mancato rientro a casa ha spinto la moglie Bruna a lanciare l'allarme, mentre alcuni passanti lungo la statale della Valle Borlezza notavano la colonna di fumo alzarsi dal parco. Sul posto sono tempestivamente giunti i vigili del fuoco e i carabinieri della compagnia di Clusone, seguiti dai figli Marcello e Michele che hanno effettuato il riconoscimento dell'imprenditore.
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Attilio Petrogalli
Chi era Attilio Petrogalli
Con la scomparsa di Petrogalli il mondo sportivo perde una figura simbolo degli anni Settanta, periodo in cui conquistò la fama internazionale nell'enduro. Il momento più alto della sua carriera agonistica risale al 1975 con la vittoria del Vaso d'Argento alla Sei Giorni dell'Isola di Man, ottenuta insieme ai compagni della selezione azzurra rinominati "Silver Boys". Terminata l'esperienza sui tracciati di gara, il pilota aveva trasformato la propria passione in un'attività commerciale fondando a Clusone la Petrogalli Moto, punto di riferimento per il settore gestito assieme ai figli.