Dakar 2019, settima tappa: rivincita Peterhansel e Brabec, la Peugeot tradisce Loeb

Nuovo cambio di leader per le moto, il fuoriclasse francese rallentato da problemi elettrici con vittoria a 'Mister Dakar'

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La Dakar 2019 mischia di nuovo le carte. La settima tappa, con partenza e arrivo a San Juan de Marcona, vede il ritorno alla vittoria di 'Mister Dakar' Stephane Peterhansel e una giornata stregata per Sebastien Loeb: il francese perde infatti 40 minuti a causa di un problema elettrico alla sua Peugeot e chiude solo 9° a 28'. Nelle moto crolla Quintanilla e Ricky Brabec (3° al traguardo dietro Sunderland e Cornejo Florimo) torna leader.

AUTO
Sebastien Loeb scrive un'altra pagina epica nel suo personalissimo romanzo della Dakar 2019. Per una volta non grazie alla sua Peugeot, ma nonostante. L'alsaziano, reduce da due straordinarie vittorie nella quinta e sesta tappa, vive una giornata da incubo sui 323 km di speciale iniziati e terminati a San Juan de Marcona. Il suo calvario inizia pochi km dopo la partenza, quando un problema elettrico blocca la sua macchina per quasi 40 minuti. Il campionissimo francese poi riesce a ripartire, lanciandosi in una poderosa quanto disperata rimonta: a ogni parziale rosicchia infatti secondi e minuti a ogni rivale, ma questo non basta a recuperare tutto l'intero svantaggio accumulato. All'arrivo il ritardo dal vincitore di tappa è "solo" di 28'27'', che lo costringono però a chiudere solo 9°. Dopo essere stato però anche 60°. Capitolo a parte lo merita il primo al traguardo, uno Stephane Peterhansel che si è pienamente riscattato dopo il tracollo della sesta tappa. 'Mister Dakar' è apparso sin dalle primissime fasi di corsa il più ispirato del gruppo, ingaggiando una bella battaglia con Nani Roma e seminandolo nel finale: lo spagnolo ha comunque chiuso secondo a 4'33''. Terzo un ottimo Carlos Sainz, che senza un inizio problematico si sarebbe forse anche potuto aggiudicare la tappa, chiusa invece a 9'28''. Quarto al traguardo un sornione Nasser Al-Attiyah, leader della classifica generale che si è potuto permettere una giornata senza strappi dato il grande vantaggio sui rivali accumulato sin dal primo giorno. Fin qui una Dakar praticamente senza sbavature per il qatariota.

MOTO
Questa edizione del rally Dakar lo insegna: fino a che la Maratona del Deserto non sarà definitivamente finita, il tempo per riscattarsi c'è sempre. E dopo la disastrosa prova nella sesta tappa, nella settima è appunto arrivato il riscatto di Sam Sunderland, che dopo i 323 km di speciale con partenza e arrivo a San Juan de Marcona si è piazzato davanti a tutti, rifilando una sonora lezione a diversi big. A partire da Pablo Quintanilla, il cileno della Husqvarna che si è goduto per un giorno soltanto il ritorno in cima alla classifica generale: per lui una giornata molto difficile, piena di piccoli errori prima di un vero e proprio crollo nel quinto parziale. Diciottesimo a quel punto, l'eroe di casa si è dovuto accontentare di un deludentissimo 14° posto a 21'07'' dal vincitore di giornata. Ad approfittarne è stato Ricky Brabec: lo statunitense della Honda ha chiuso la tappa al terzo posto, a 6'30'' da Sunderland, ma tanto gli è bastato per tornare in testa alla classifica generale. Il suo più immediato inseguitore è ora Adrien Van Beveren della Yamaha, quarto di giornata a 9'40'' e secondo in classifica generale a 7'47'', dove è seguito dall'australiano della KTM Toby Price (a 8'28'') e dallo stesso Sunderland. Quintanilla è invece solo quinto, a ben 9'59''. Ma un cileno eroe di giornata c'è: si tratta di Josè Ignacio Cornejo Florimo, 24enne della Honda capace di arrivare secondo al traguardo, a solo 1'51'' dal vincitore di tappa.

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