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Nibali in lacrime: "Che rivincita. Ora piedi per terra, sarà battaglia"

Il capitano dell'Astana commosso dopo la vittoria: "Dedicata a Rosario"

Ora l'impossibile può diventare possibile. Il Giro è esploso, la classifica rivoluzionata. Vincenzo Nibali potrebbe arrivare in maglia rosa a Torino. Tra l'azzurro e l'impresa che avrebbe dell'incredibile ora ci sono solo 44", che lo separano da Esteban Chaves, e la 20esima tappa, quella che si chiuderà a Sant'Anna di Vinadio, con quattro Gpm. Al traguardo di Risoul Nibali si è accasciato sul manubrio, in lacrime: "La dedica è per Rosario".

Le emozioni si accavallano. Il pensiero di Nibali va a Rosario Costa, il ragazzino di 14 anni che militava nella squadra dilettantistica fondata proprio dal corridore siciliano, morto in un incidente qualche settimana fa. Ma Nibali tira fuori tutta la sofferenza patita negli ultimi giorni, nei quali ha patito, ha pagato, è andato in crisi e sprofondato. Prima di risorgere: "Mi sono un po' lasciato andare a uno sfogo, dopo tutto quello che ho passato in questi giorni. Devo ringraziare la mia squadra: ha fatto un gran lavoro. È stata una tappa durissima, ma sono felice. Voglio restare con i piedi per terra, domani c'è una tappa durissima e non sarà facile".

Dall'inferno ai piani alti della classifica: "Oggi stavo bene, è stata una giornata bellissima. Ci abbiamo creduto tutti fino alla fine. È stata un po' una rivincita, ma ora sarà dura perchè Chaves sta molto bene", ha aggiunto il siciliano ai microfoni della Rai. "Kruijswijk? Il ciclismo è così, ma lui ha dimostrato di stare bene e domani potrebbe ancora essere protagonisti. Sia lui che Valverde sono vicini, dovremo essere molto attenti. Sarà una battaglia".

Un attacco, quello di Nibali, deciso a tavolino: "Abbiamo fatto una riunione e puntavo alla vittoria. Sull'Agnello ho visto che stavo bene e ho provato ad accelerare, prendendo la discesa abbastanza veloce. Poi Kruijswijk è caduto, abbiamo cambiato le strategie con Scarponi e abbiamo tirato a tutta fino all'arrivo".