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Da normalizzatore a "non sono un fesso": la metamorfosi di Chivu per lo scudetto dell'Inter

Cristian Chivu ha cambiato l'Inter e sé stesso. Dalla crisi post-Istanbul alla citazione mourinhiana: ecco come il tecnico rumeno si è preso lo spogliatoio e il campionato.

17 Apr 2026 - 09:18
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Il 9 giugno 2025 l'Inter annunciava ufficialmente Cristian Chivu come nuovo allenatore. Il tecnico rumeno, reduce dalla breve ma positiva parentesi sulla panchina del Parma, tornava in nerazzurro con un compito tutt'altro che semplice: gestire una squadra reduce da una doppia batosta sportiva, lo 0-5 in finale di Champions e lo scudetto perso, con un allenatore - Simone Inzaghi - che era andato in Arabia poche ore dopo la disfatta col Psg e uno spogliatoio pieno di tensione, vedi situazione Lautaro-Calhanoglu.

Il lavoro di Chivu, inizialmente, è stato dunque quello di "normalizzatore", più da psicologo che da tattico, la serenità della rosa veniva prima di un cambio modulo che magari avrebbe gradito impostare sin da subito ma che ha saggiamente accantonato, un po' per le priorità di cui sopra un po' per un mercato che, di fatto, andava in scia al 3-5-2 inzaghiano.

È stata la Juventus, in due occasioni, a produrre una svolta, nell'Inter come in Chivu. Dopo il 4-3 bianconero dell'andata, infatti, i nerazzurri hanno iniziato una marcia, soprattutto in campionato, che li ha portati a essere la capolista che oggi difende 9 punti sul Napoli. E, ancora, al ritorno, il caso Bastoni gli ha fatto tirare fuori le unghie, come ha ammesso ieri in conferenza. Un crescendo di dichiarazioni che sono passate dal "pensiamo a noi stessi, dobbiamo avere ambizione e mostrare la nostra migliore versione" al post-Genoa "non va mai bene niente di quello che fa l'Inter" all'espulsione contro l'Atalanta per le proteste contro Manganiello in occasione del contatto Dumfries-Sulemana sino a ieri quando ha tirato fuori dal cilindro un'espressione di mourinhiana memoria "non sono un fesso".

Il Chivu di aprile è diverso dal Chivu di giugno. Una metamorfosi verbale che si è riflessa pure in campo, vedi i cambi, sostanziosi e rapidi, contro il Como che hanno poi svoltato la partita. Meno riflessivo, forse, sicuramente più determinato agli occhi dell'opinione pubblica. Di tutto, pur di difendere i colori interisti e arrivare alla conquista dello scudetto.