Berrettini, lezione da Federer

Lo svizzero si qualifica ai quarti distruggendo il sogno del romano, cresciuto nel suo mito: 6-1 6-2 6-2 i parziali per King Roger

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Non c'è l'impresa di Matteo Berrettini contro Roger Federer. Per la verità, non c'è nemmeno partita. Lo svizzero infligge una durissima lezione all'azzurro e lo travolge per 6-1 6-2 6-2. Nulla da fare per il romano, che sin dai primi colpi subisce i cambi di ritmo di King Roger e non trova mai la prima di servizio, patendo anche la pressione di giocare sul Centrale. Federer vince in un'ora e 13' ed è per la 17esima volta ai quarti di Wimbledon.

A un certo punto del match Roger Federer sembra quasi dispiaciuto. Matteo Berrettini, che è cresciuto nel suo mito, è appena scivolato prima di colpire la palla che poteva salvarlo dal 3-0 nel terzo set, con conseguente doppio break di svantaggio. Gli sorride, scuote la testa, tenta di rincuorarlo, come a dire “Non è giornata, ma sei giovane e ti rifarai”. Il romano si stende sul prato di Wimbledon. È paralizzato, non riesce a esprimere il suo gioco, commette errori banali, come una semplicissima volée che poco prima gli era costata l'1-0. La partita di Berrettini è un treno in corsa dal sogno all'incubo. Wimbledon, il Centrale, gli ottavi di finale contro Federer. Tutto sembra avere le dimensioni di una favola, anche il primo turno di servizio, chiuso lasciando Sua Maestà a zero. Neppure Federer regala 15 nei primi due turni di battuta, poi si scatena e chiude il primo set in 17 minuti, con 24 punti a 8 e il punteggio di 6-1. Berrettini, tralasciando il secondo game, non trova mai confidenza con la prima di servizio: solo il 45% entra nel campo di Roger. Addirittura il 27%, se si conta solo il secondo set: troppo poco per un ragazzo che fa della battuta la sua arma vincente e della potenza la chiave per interpretare le gare.

Berrettini è teso e non riesce a reggere la pressione, mentre Federer, da padrone di casa, comanda gli scambi e impone i ritmi. Anche quando il romano riesce a rispondere ai colpi di King Roger, quest'ultimo ha sempre il piano B con il quale costringere il romano alla resa. Succede ad esempio sul 4-2 nel secondo set: Federer gioca uno scambio divino, Berrettini risponde come può, poi cede il punto e la prende a ridere. L'azzurro regala il quarto break di serata mandando un rovescio in rete: lo svizzero ringrazia, consolida il break e si porta a casa il secondo set. Il terzo parziale inizia ancora peggio rispetto ai precedenti, perché il numero 2 degli azzurri va subito sotto 4-0, anche se ha la prima palla break della gara. Roger la annulla all'istante e chiude il match con gli ultimi due turni di battuta, in cui lascia Berrettini a zero (6-2). Nei quarti affronterà Kei Nishikori, che ha sconfitto in quattro set Mikhail Kukushkin. Per l'azzurro è una serata difficile, ma non da dimenticare: nessuna lezione si deve scordare. Tantomeno se a impartirla è il Maestro che sin da piccoli si vorrebbe affrontare

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