Rientro festoso, con cori ed applausi, questa mattina, via Monaco di Baviera, all'aeroporto di Fiumicino, per la Nazionale Italiana Fisdir che, ai Virtus World Championships di nuoto, ha brillato con 38 podi complessivi: 9 ori, 11 argenti e 18 bronzi, oltre ad aver conseguito due record del mondo. La manifestazione iridata, riservata ad atleti con disabilità intellettivo-relazionali, si è svolta dal 24 al 29 agosto a Bangkok, in Thailandia. Medaglie al collo, i tredici azzurri convocati dalla Federazione Italiana Sport Paralimpici degli Intellettivo Relazionali, protagonisti nell'evento sportivo che ha visto la partecipazione di circa 400 atleti in rappresentanza di 40 nazioni, sono stati accolti dai familiari, dal personale di Aeroporti di Roma e di ADR Assistance. L'Italia si è confermata tra le eccellenze assolute dei Mondiali, mostrando la solidità di una squadra capace di primeggiare in più discipline e di guardare con fiducia al futuro. La delegazione della Federazione Italiana Sport Paralimpici degli Intellettivo Relazionali è stata guidata dal consigliere federale Nicoletta Carnevale e accompagnata dallo staff tecnico e medico formato da Marco Peciarolo, Roberto Cavana, Corrado Rametta, Francesco Saponaro e Vincenzo Desiderio. "Una trasferta indimenticabile: un Campionato del Mondo che sicuramente rimarrà nel ricordo di tutti - ha affermato il Referente Tecnico Nazionale Marco Peciarolo - Sono 38 medaglie, ma soprattutto riportiamo a casa l'esperienza di un grande gruppo, che ha saputo gestire molto bene tutte le situazioni, amalgamandosi tra staff tecnico e, soprattutto, atleti. Questo è il risultato del lavoro d'equipe che abbiamo sempre portato avanti, in funzione del benessere psicofisico in primis degli atleti, ma anche tecnico. I risultati lo hanno dimostrato: ben 38 medaglie, di cui 9 d'oro. Abbiamo anche due record del mondo che rappresentano uno sprone per molti atleti giovani e per tante famiglie che ancora hanno qualche incertezza nell'avviare i propri figli alle attività sportive. I risultati di grande livello - conclude Peciarolo - devono essere lo stimolo per fare bene e, soprattutto, per trovare nello sport uno strumento importante da far praticare ai propri familiari con disabilità intellettivo-relazionali".