Heat Policy nel tennis: cos'è e perché non è stata usata per Sinner

Come funziona la regola del caldo nel tennis e perché il Roland Garros non ha chiuso il tetto per Sinner nonostante i 32 gradi

29 Mag 2026 - 11:42
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Sinner al Roland Garros 2026 © italyphotopress

Sinner al Roland Garros 2026 © italyphotopress

L'eliminazione di Jannik Sinner al Roland Garros per mano di Francisco Cerundolo ha riacceso il dibattito sulla tutela della salute dei tennisti di fronte alle temperature record.

A partire dalla stagione 2026, l'Atp ha infatti introdotto un protocollo rigidissimo basato sull'indice WBGT (stress termico combinato di calore, umidità e vento) che impone pause di raffreddamento sopra i 30,1°C e la chiusura dei tetti o la sospensione del gioco oltre i 32°C. Tuttavia, i tornei dello Slam rispondono esclusivamente alla federazione internazionale (Itf) e non all'Atp: questo significa che l'Extreme Heat Policy dei Major non applica in automatico i parametri matematici del circuito maschile, ma concede discrezionalità agli organizzatori sulle misure d'emergenza da adottare.

Nel caso specifico di Sinner, i supervisor del torneo francese hanno ritenuto che le condizioni ambientali fossero insolite per il maggio parigino ma non ancora estreme, decidendo di non intervenire. Al via della sfida l'umidità era ferma al 28% con 28°C e, sebbene nel primo pomeriggio la colonnina di mercurio sia poi schizzata a 32°C in concomitanza con la crisi fisica e il crollo energetico di Jannik, l'indice complessivo non è stato giudicato tale da far scattare i parametri d'allarme.

Non essendoci un'emergenza climatica oggettiva e generalizzata su tutti i campi, il Roland Garros ha scelto di non usufruire della facoltà di chiudere il tetto mobile in quindici minuti, lasciando che l'incontro si concludesse sotto il sole.

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