Caso Schwazer, provette e file già spariti?

Il primo passo ora è il sequestro del fascicolo procedurale in possesso della IAAF

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Che Schwazer - al netto dell'epilogo al TAS - avrebbe dovuto rappresentare alle Olimpiadi la nazionale italiana di atletica pare se ne siano accorti tutti tranne la FIDAL. E' sconcertante infatti che un'atleta, ex campione olimpico, tesserato e iscritto ai Giochi (seppure sub judice) sia stato in questi mesi totalmente ignorato dalla nostra Federazione di atletica, neppure una telefonata non solo nei difficili giorni di Rio ma in tutto il periodo da fine giugno, settimane in cui eppure erano emerse le anomalie del caso, registrate a caldo anche dallo stesso presidente Giomi nelle sue dichiarazioni.

“Non lo accetto - ha commentato in dissenso con Giomi nelle scorse ore il consigliere federale Andreatta - . Qui c'era da tutelare un ragazzo non la sua carriera sportiva”. Ora si apre un'altra partita per il marciatore altoatesino, quella con la Giustizia ordinaria: al vaglio l'ipotesi di un ricorso alla Corte federale svizzera contro la sentenza del TAS, utile per una richiesta di risarcimento in sede civile per la mancata partecipazione a Rio. Per il resto è già al lavoro la magistratura di Bolzano per un'inchiesta penale per frode sportiva. Ma il primo passo ora è il sequestro del fascicolo procedurale in possesso della IAAF, che farebbe capire come è stata gestita la vicenda dell'accertamento del doping dell'italiano. A Rio durante l'Udienza è stata prodotta una documentazione parziale e lacunosa, c'è anche il sospetto che la parte mancante possa essere addirittura stata distrutta. Dovrebbero essere ancora in custodia al Laboratorio di Colonia invece le provette di urina del famoso controllo di Capodanno, che i legali di Schwazer vogliono analizzare con la prova del DNA , ma appartengono alla IAAF e visto l'andazzo generale nella vicenda non è da escludere che qualcuno le faccia sparire, sempre che non sia già successo.

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