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Maria Rosa Squeo dichiara: "Dalla visita di giugno non risultava nulla"
"Di fronte alle informazioni che abbiamo ricevuto ieri siamo molto dispiaciuti, la notizia ci ha lasciato l'amaro in bocca perché probabilmente qualcosa non ha funzionato, anche forse per una questione di superficialità".
Così la dottoressa Maria Rosaria Squeo, responsabile olimpica dell'Istituto medicina e scienza della sport del Coni, incontrando i giornalisti al Villaggio olimpico di Milano e rispondendo a chi gli chiedeva un commento sulla positività al doping dell'azzurra del biathlon Rebecca Passler. "Abbiamo letto che il farmaco - prosegue la dottoressa - è un anti tumorale, per cui non ci esprimiamo perché non abbiamo informazioni sull'accaduto. Sembra che riguardi un periodo pre competizione, il test è stato fatto il 26 gennaio, quindi sta al di fuori del periodo olimpico".
Squeo ha poi precisato: "Noi come Coni abbiamo una visita medico sportiva fatta a giugno dove c'è una dichiarazione di negatività sull'assunzione di determinati farmaci, abbiamo una storia clinica che non ci riporta in nessun modo patologie oncologiche. Non avevamo ancora ricevuto la scheda di dichiarazione farmaci che l'atleta che entra nel Villaggio olimpico deve consegnarci, quindi dal nostro punto di vista speriamo si chiarisca subito quanto accaduto perché siamo molto dispiaciuti che una nostra atleta non possa partecipare a un evento così importante".
Sul caso si è espresso anche Luciano Buonfiglio: "Ci sembra strano. Siamo fiduciosi possa essere uno sbaglio. Non ci tiriamo indietro, sono curioso di sapere come andrà a finire. Conosciamo l'atleta, la sua famiglia e l'Arma dei Carabinieri".
Il numero uno del Coni ha aggiunto: "Ho sentito stamattina il responsabile della preparazione olimpica, sono in attesa di capire se ci saranno le controanalisi, sembra davvero una superficialità. In questi casi, stiamo dimostrando di essere un paese eccezionale, dove il centro anti-doping che abbiamo appena inaugurato a Roma funziona. Se poi si saranno sbagliati, dal punto di vista umano sarei contentissimo. Se no stiamo dimostrando al mondo che funzioniamo".
Buonfiglio ha concluso: "Non ho sentito l'atleta, ci sono tecnici e sanitari, il presidente deve essere bravo e intelligente a non interferire".
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